GRAVISSIMI ERRORI DELLA DOTTRINA DELLA CHIESA DI GESÙ CRISTO DEI SANTI DEGLI ULTIMI GIORNI

La Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (conosciuti anche come mormoni) fu fondata nel XIX secolo da Joseph Smith (1805-1844) che diceva di aver ricevuto per rivelazione il libro di Mormon, e perciò era considerato un profeta dai suoi seguaci. Di seguito saranno menzionati alcuni gravissimi errori della dottrina della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni:

1) Dio e suo Figlio – ma non lo Spirito Santo – hanno un corpo: «Il Padre ha un corpo di carne ed ossa, altrettanto tangibile come quello dell’uomo, il Figlio pure, ma lo Spirito Santo non ha un corpo di carne ed ossa ma è un personaggio di spirito. Se non fosse così, lo Spirito Santo non potrebb dimorare in noi» (Dottrina e alleanza 130,22).

2) Lo spirito non è altro che una materia più sottile: «Non c’è nulla che sia materia immateriale. Ogni spirito è materia, ma è più fine o pura, e può essere percepito soltanto mediante occhi più puri; Noi non possiamo vederla; ma quando il nostro corpo sarà purificato vedremo che tutto è materia» (Dottrine e alleanze 131,7-8).

3) Vi fu un tempo in cui il Padre viveva sulla terra come un uomo, e passò attraverso la morte, ed è quindi un uomo innalzato: «Vi fu un tempo – secondo le dichiarazioni del profeta Joseph Smith – nel quale il nostro Padre celeste passò attraverso una vita e una morte, ed è quindi un uomo esaltato» (Dottrine di salvezza, vol 1, pag 19). «Il Figlio fa quello che ha visto fare al Padre; quindi il Padre, un giorno, ha deposto la sua vita per riprenderla poi; così Egli ha un corpo proprio» (Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag 247). «Forse Dio sa qualcosa delle cose temporali perché deve aver avuto un corpo ed essere stato su una terra. Se non fosse così non saprebbe come giudicare gli uomini con giustizia, secondo le tentazioni e i peccati con cui essi devono lottare» (Discorsi di Brigham Young, pag 23).

4) Dio non è onnipresente, ma è circoscritto a un luogo: «Ma questo non significa che singolarmente le persone della divinità possono essere fisicamente presenti in più luoghi contemporaneamente. I sensi di ciascuna persona della Trinità hanno un potere infinito; la sua intelligenza non ha limiti; il suo potere di trasferirsi da un posto all’altro è infinito. Nondimeno la sua persona non può trovarsi in più di un luogo nello stesso tempo (…) Ne deriva che Dio non può occupare nello stesso tempo più di quello spazio consentito alle sue proporzioni» (Articoli di fede, pag 48-49). «Alcuni vorrebbero credessimo che Dio è onnipresente. Non è così. Egli non è onnipresente più di quanto il Padre e il Figlio non siano una sola persona» (Discorsi di Brigham Young, pag 22).

5) Gesù approvava e praticava la poligamia: «Gesù Cristo si era sposato a Cana in Galilea, e Maria, Marta, e le altre erano sue mogli, e aveva generato figli» (Journal of discourses, vol 2, pag 210).

6) Gesù è il frutto di un autentico atto sessuale tra Dio Padre – che ancora una volta è ridotto a un uomo da questa perversa dottrina – e la vergine Maria: «Cristo fu generato da Dio. Egli non nacque senza l’aiuto dell’uomo, e quell’uomo era Dio» (Dottrine di salvezza, vol 1, pag 25).

7) Dio Padre fu il primo marito di Maria, che in seguito fu data in sposa a Giuseppe: «Il corpo mortale di Gesù necessitò di una madre nonché di un padre. Perciò il padre e la madre di Gesù secondo la carne dovevano essere uniti come marito e moglie; perciò la vergine Maria doveva essere stata, per un periodo, la moglie legittima di Dio Padre: adoperiamo il termine moglie legittima perché sarebbe blasfemo al massimo dire che egli la ricoperse della sua ombra o che generò il Salvatore in modo illegittimo. Poiché Dio fu il suo primo marito, può darsi che Egli l’abbia data a Giuseppe come moglie mentre era in questo stato mortale, e che era sua intenzione, dopo la risurrezione, di riprenderla come una delle sue mogli, per generare spiriti immortali nell’eternità» (The Seer, pag 158).

Rispondiamo quindi a questi gravissimi errori della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni:

1) La Scrittura insegna che Dio è spirito (Giovanni 4,24), e cioè incorporeo e invisibile (Colossesi 1,15; 1Timoteo 1,17). Quando gli scrittori sacri attribuiscono a Dio parti corporee e positure (Genesi 6,8; 2Samuele 21,1; Giobbe 40,9; Isaia 6,1 Matteo 4,4; 5,35; Marco 16,19), fanno uso di antropomorfismo, un linguaggio metaforico con il quale vengono attribuite a Dio delle somiglianze con il corpo umano a motivo delle loro operazioni che si prestano a certe analogie. Quindi l’occhio attribuito a Dio (Salmi 34,15) indica la sua capacità di vedere in maniera intelligibile. Oppure lo stare seduto sul trono (1Re 22,19) indica la sua sovranità. Così il parlare faccia a faccia (Esodo 30,11) indica una stretta relazione con lui. L’uomo poi è a immagine di Dio (Genesi 1,26-27) non a motivo del corpo, ma a motivo della sua anima spirituale dotata d’intelletto e volontà, e per la quale l’uomo può somigliare a Dio per analogia con la sua stessa vita trinitaria. Ma l’anima e l’intelletto e la volontà sono realtà incorporee. Quindi Dio Padre non ha un corpo, mentre il Figlio ha un corpo in riferimento alla natura umana alla quale si è unito sostanzialmente (Giovanni 1,14).

2) Lo spirito non è una materia più sottile, ma è immateriale, incorporeo. Dio è spirito (Giovanni 4,24), non è materia, neppure materia sottile come affermano i mormoni. Il profeta Isaia, condannando le raffigurazioni della divinità, degli idoli, dice: «A chi potreste paragonare Dio e quale immagine mettergli a confronto?» (Isaia 40,18). La domanda di Isaia è retorica. Egli sa molto bene che Dio non può essere raffigurato, poiché non ha immagine ma è incorporeo. Le parole di Isaia non avrebbero senso se qualcuno potesse rispondere: «Possiamo paragonare Dio a un uomo, poiché corporalmente somiglia a un uomo».

3) Dio è eterno (Isaia 43,12-13; Salmi 90,2; 102,27) e perciò non c’è mai stato un istante in cui non sia stato Dio. Conosce perfettamente tutte le cose (1Samuele 2,3; Isaia 46,10; Salmi 138,1-4; 139,12) e per questo giudica secondo giustizia (Salmi 9,8; 96,10.13).

4) Dio è onnipresente (1Re 8,27; Salmi 139,5-12; Proverbi 15,3; Geremia 23,24; Marco 10,27). Si dice che è nei cieli (Matteo 6,9) non perché circoscritto a un luogo, ma nel senso che egli è trascendente, cioè al di sopra di tutte le cose.

5) Gesù non ha mai praticato né approvato la poligamia, ma l’ha condannata pubblicamente (Matteo 19,5.9). La Sacra Scrittura non ci dice che Gesù fu sposato e che generò figli secondo la carne. Gesù fu celibe e casto (Matteo 19,12). La menzogna dell’amore carnale tra Gesù e la Maddalena è vecchia di molti secoli, e risale allo gnostico vangelo secondo Filippo. Ma noi cristiani abbiamo la Rivelazione divina scritta e trasmessa, e non ci lasciamo sviare da certe favolette. Se poi vogliamo parlare di sposalizio mistico (o matrimonio spirituale), parliamo di quello tra Gesù e la Chiesa: questa è la sua vera Sposa (2Corinzi 11,2; Efesini 5,22-33; Apocalisse 19,7-9; 21,1-2).

6) Dio non è un uomo (Numeri 23,19) e non ha avuto – né aveva bisogno di – alcun atto sessuale con Maria. Il concepimento di Gesù è opera dello Spirito Santo (Matteo 1,18; Luca 1,34-35), cioè opera della potenza divina a cui tutto è possibile (Matteo 19,26; Luca 1,37), non opera dell’intervento di un uomo mediante un atto sessuale (Matteo 1,19-20). Quella del concepimento di un figlio mediante un atto sessuale tra un dio corporeo e una donna, non è che mitologia degli antichi popoli pagani, ben lontana dalla verità cristiana.

7) I vangeli smentiscono l’affermazione del The Seer a pagina 158, in cui si legge che Dio fu, secondo la carne, il primo marito della vergine Maria. Quando l’angelo Gabriele fu mandato da Maria per annunciargli che da lei sarebbe nato – secondo la carne – il Messia promesso, Maria gli chiese: «Come è possibile questo? Non conosco uomo» (Luca 1,34). Il verbo « conoscere » nella Bibbia ha spesso il significato dell’atto sessuale tra marito e moglie (Genesi 4,1.17.25; Matteo 1,25). Gabriele spiega a Maria che il concepimento di Gesù non sarà opera dell’intervento di un uomo mediante un atto sessuale, ma sarà opera della potenza divina: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio» (Luca 1,35-37). Nel vangelo secondo Matteo leggiamo queste parole dell’angelo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Matteo 1,20-21). Poi l’autore sacro aggiunge: «Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa» (Matteo 1,22-24). Quando sarebbe avvenuto questo matrimonio secondo la carne tra un Dio corporeo e Maria? È evidente, da quanto afferma la Scrittura, che le affermazioni del The Seer sono una gran sciocchezza, come quella secondo cui in cielo Dio e gli uomini si uniscono alle loro mogli e generano spiriti immortali. Infatti Gesù dice che non prenderemo moglie né marito (Matteo 22,30).

LA SAPIENZA GENERATA DALL’ETERNITÀ

Proverbi 8,22: Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora. – CEI

La Sapienza è stata generata da Dio dall’eternità, oppure è stata creata all’inizio della creazione, prima di tutte le altre cose?

Il verbo ebraico qânânî (da « qânâ ») che troviamo nel v 22 di Proverbi 8, va tradotto con « mi ha posseduta, mi ha acquistata » (Isaia 1,3; Genesi 4,1; Proverbi 4,5.7; Geremia 32,9). Per « creare » l’ebraico ha bārā’ (Genesi 1,1.21.27; 2,3-4). Per « fare » ha asah (Genesi 1,7.16.25.26.31; 2,2.3.4; 3,1). La CEI ha « mi ha creato » perché si rifà alla Septuaginta – versione greca dell’Antico Testamento – che traduce l’ebraico qânânî col greco ektisen. Ma questa Sapienza personificata è generata – non creata – dall’eternità. La Sapienza è:

v 22: Posseduta da Dio prima di ogni sua opera.
v 23: Dall’eternità.
vv 24-29: Generata prima della creazione.
v 30: Architetto della creazione.

Perciò la corretta traduzione di Proverbi 8,22 – se si traduce dall’originale versione ebraica, e non dalla versione greca – è la seguente: Il Signore mi ha posseduta all’inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d’allora.

Il Nuovo Testamento ci fa sapere chi è questa Sapienza personificata: « In principio era il Logos e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio. Egli era in principio presso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste » (Giovanni 1,1-3). Il greco Logos significa « Verbo, Pensiero, Parola, ecc ». Questo Logos esiste da sempre, prima di qualsiasi inizio, dall’eternità. Infatti Giovanni fa uso dell’imperfetto del verbo eimì (essere), e cioè ên (era), per dire che prima che vi fosse il-principio (il greco ha « en archê », equivalente dell’ebraico « berē’sît » che troviamo in Genesi 1,1) c’era già il Logos, poiché anteriore all’inizio di qualsiasi creazione, essendo egli stesso la causa prima di tutte le cose: Per mezzo del suo Logos Dio ha fatto tutte le cose. « E il Logos si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, e noi vedemmo la sua gloria, come di unigenito dal Padre » (Giovanni 1,14). Giovanni ci dice che il Logos è l’unigenito dal Padre. Per unigenito il greco ha monoghenes, e significa « unico-nato, unico-generato ». Quindi dall’eternità il Logos è generato da Dio. Il termine stesso di « Logos » indica una generazione per via d’intelletto da parte di Colui dal quale il Logos procede. Giovanni ci dice che il Logos di Dio – per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose – si è incarnato, prendendo la natura umana. Questo Logos incarnato è Gesù, il Figlio unigenito di Dio: « Ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo Potenza di Dio e Sapienza di Dio » (1Corinzi 1,24). Gesù, il Figlio di Dio, è il suo Logos e la sua Sapienza che era prima di tutte le cose e per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose: « Poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui » (Colossesi 1,16-17).

L’ARCANGELO MICHELE

Michele è un angelo del Signore, al comando degli altri angeli (Apocalisse 12,7; Giosuè 5,13-15) e perciò nella Bibbia egli solo è chiamato arcangelo (Giuda 1,9) che significa « angelo capo », « capo degli angeli », « principe degli angeli ». Se il termine arcangelo è riferito all’ufficio di Michele, il suo nome è riferito invece ad’un suo particolare incarico. Michele – dall’ebraico Mikha’el – significa « Chi [è] come Dio[?] », poiché nessuno è come Dio (1Samuele 2,2; Giobbe 40,9; Isaia 42,8; Salmi 35,10; 145,3; Michea 7,18). L’arcangelo è quindi incaricato della difesa del dominio dell’Onnipotente (Daniele 12,1). Quando Satana si volse contro Dio, subito Michele si contrappose a lui e lo scacciò dal cielo (Apocalisse 12,7-9; Luca 10,18). Quando l’angelo del Signore fu ostacolato per ventun giorni dal principe del regno di Persia – ritardando la visione destinata al profeta (Daniele 10,2) – fu Michele ad intervenire in suo aiuto (Daniele 10,12-14). E quando dal cielo verrà il Signore Gesù nella sua gloria, l’arcangelo Michele verrà con lui e con tutto l’esercito celeste (1Tessalonicesi 4,16-17; Matteo 24,30-31; 25,31-32). L’arcangelo Michele è venerato da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi. Nella liturgia cattolica si celebra la solennità di San Michele arcangelo (assieme agli altri due Santi arcangeli Gabriele e Raffaele) il 29 settembre, mentre nella liturgia ortodossa si celebra l’8 novembre. A San Michele arcangelo sono attribuite apparizioni extrabibliche, e gli sono dedicati luoghi di culto, Chiese e Santuari. Nell’arte cristiana Michele è sempre rappresentato come un giovane con ali d’aquila e con indosso un elmo e una corazza, e una spada (qualche volta sostituita da una lancia o da una croce) nella mano, che sono dei richiami alla parola di Dio (1Tessalonicesi 5,8; Ebrei 4,12; Apocalisse 1,16), e nell’altra mano una bilancia (secondo alcune interpretazioni indica la pesatura delle anime, quindi è un richiamo al giudizio divino). Spesso nell’atto di scacciare il demonio (a volte sotto forma di un drago). Alcuni dipinti lo rappresentano accanto agli arcangeli Gabriele e Raffaele.

GLI ERRORI DELLA DOTTRINA GEOVISTA – GESÙ È L’ARCANGELO MICHELE

Michele è un angelo al comando degli altri angeli (Apocalisse 12,7), e per questo nella Scrittura è l’unico chiamato « arcangelo » (Giuda 1,9), che significa « angelo capo » o « capo degli angeli ». Ma Gesù non è un angelo, questo lo vediamo, tra le altre cose, nella lettera agli Ebrei: « Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? » (Ebrei 1,5). Gesù è il primogenito (Ebrei 1,6), poiché nessuno prima di lui fu generato da Dio Padre, ed è l’unigenito (Giovanni 1,14.18; 3,18; 1Giovanni 4,9) perché nessuno dopo di lui fu generato da Dio Padre, riprendendo le parole di Ambrogio di Milano (La fede I, 14, 89). L’autore della lettera agli Ebrei non solo esclude che Gesù sia un angelo, ma dice addirittura che gli angeli lo adorano: « E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio » (Ebrei 1,6). Perciò Gesù e l’arcangelo Michele non sono la stessa persona. Giuda nella sua lettera scrive: « L’arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore! » (Giuda 1,9). Ma il Signore è Gesù (Giovanni 20,28; Romani 10,9; 1Corinzi 8,6; 12,3; Efesini 4,5; 6,9; Filippesi 2,11), e perciò quest’ultimo non può essere l’arcangelo Michele.

LA DOTTRINA CRISTIANA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

La Trinità è la dottrina cristiana secondo la quale vi è un solo Dio in tre persone uguali nella natura e sostanza, ma distinte per le loro relazioni d’origine. Gesù ha rivelato che Dio è Padre e Figlio (Logos) e Spirito Santo, e la Chiesa nei secoli ha formulato questa dottrina soprattutto mediante i Concili, ricorrendo all’uso di nozioni di origine filosofica come « ipostasi » o « persona » per indicare il Padre e il Figlio e lo Spirito nella loro reciproca distinzione, e « sostanza » per indicare l’unità di Dio. Di seguito vedremo alcune scritture che provano la veridicità della dottrina trinitaria:

› DIO È UNO SOLO

Deuteronomio 32,39
Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi è altro dio accanto a me.

Romani 3,30
Poiché non c’è che un solo Dio.

Giacomo 2,19
Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano!

› DIO È IL PADRE

Giovanni 1,18
Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.

Giovanni 5,18
Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Giovanni 6,27
Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo.

Romani 15,6
Perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.

› DIO È IL FIGLIO

Luca 8,37-39
Gesù, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: « Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto ». L’uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto.

Giovanni 16,15
Tutto quello che il Padre possiede è mio.

Giovanni 20,28
Rispose Tommaso: Signore mio e Dio mio!

Atti 20,28
Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue.

Romani 9,5
Da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa Dio benedetto nei secoli. Amen.

Colossesi 2,9
È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità.

Tito 2,13
Nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo.

2Pietro 1,1
Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ricevuto in sorte con noi la stessa preziosa fede per la giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo.

› DIO È LO SPIRITO SANTO

Atti 5,3-4
Ma Pietro gli disse: Anania, perché mai Satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? (…) Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio.

1Corinzi 3,16
Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?

› Il FIGLIO È COL PADRE UN SOLO DIO

Filippesi 2,6
[Cristo] pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente.

Giovanni 10,30
Io e il Padre siamo Uno.

Giovanni 14,11
Credetemi, io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.

› IL FIGLIO DI DIO HA UNITO A SÉ STESSO IPOSTATICAMENTE LA NATURA UMANA

Il Figlio – giunta la pienezza del tempo – si è incarnato (Giovanni 1,14; Galati 4,4), perciò ha due nature, divina e umana, integre, indivisibili, non confuse. Secondo la natura umana – e soltanto in riferimento a questa – Gesù è sottoposto a Dio (Giovanni 14,28; Atti 3,13; 1Corinzi 11,3). Così in lui la volontà umana a quella sua divina e onnipotente (Ebrei 10,7.9; Luca 22,42; Giovanni 14,31).

› LO SPIRITO SANTO È, AD UN TEMPO, LO SPIRITO DEL PADRE E LO SPIRITO DEL FIGLIO

Matteo 10,20
Non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Galati 4,6
E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!

› LO SPIRITO SANTO È UNA PERSONA DIVINA

Desidera
Colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio (Romani 8,27).

Crea
Lo Spirito di Dio mi ha creato e il soffio dell’Onnipotente mi dà vita (Giobbe 33,4).

Ama
Vi esorto perciò, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l’amore dello Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio (Romani 15,30).

Consola
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre (Giovanni 14,16).

Si rattrista
Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione (Efesini 4,30). – Isaia 63,10

Rivela
Lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore (Luca 2,26).

Vieta
Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia (Atti 16,6).

Insegna la verità
Lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi (Giovanni 14,17). – v 26; 15,26

Conosce tutte le cose
Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio (1Corinzi 2,9-11).

Intercede per la Chiesa
Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio (Romani 8,26-27).

Testimonia Cristo
Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza (Giovanni 15,26).

Può essere tentato
Allora Pietro le disse: Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te (Atti 5,9).

Può essere mentito
Ma Pietro gli disse: « Anania, perché mai Satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? » (Atti 5,3).

Può essere bestemmiato
Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro (Matteo 12,31-32).

Ed è Paraclito (Giovanni 14,16) come Gesù Cristo (1Giovanni 2,1).

› IL FIGLIO NON È IL PADRE

Giovanni 17,18
Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo.

2Corinzi 1,3
Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione.

› LO SPIRITO SANTO NON È IL PADRE NÉ IL FIGLIO

Salmi 104,30
Tu mandi il tuo Spirito e sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra.

Giovanni 14,16-17
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.

Perciò la dottrina della Trinità non è invenzione del IV secolo, ma trova nella Bibbia il suo fondamento. Nel 325 e nel 381 i Concili di Nicea e di Costantinopoli furono necessari soprattutto contro l’errore degli ariani e contro quello dei macedoniani (detti anche pneumatomachi), i quali negavano la divinità di Gesù e dello Spirito Santo. Perciò la Chiesa mediante i Concili definì la divinità di Gesù e dello Spirito Santo. Invece il termine Trinità fu coniato nel II secolo da Tertulliano (De pudicitia XXI, 16) col quale esprime, ad un tempo, l’unità di Dio e la distinzione fra le tre persone divine (Adversus Praxean II, 4; VIII, 6-7; IX, 1; XII, 7; XXV, 1). Entrato a far parte del linguaggio teologico, il termine Trinità è divenuto a tutti gli effetti il nome della fondamentale dottrina della Chiesa cristiana.

GLI ERRORI DELLA DOTTRINA GEOVISTA – SOLO ALCUNI CRISTIANI FEDELI ANDRANNO IN CIELO

Secondo la dottrina geovista, Dio sceglie un numero limitato di cristiani fedeli che saranno risuscitati alla vita in cielo dopo la morte, mentre il resto dei fedeli – i cristiani di serie B (uso sarcasmo, ma tra i geovisti è questa la triste verità) – vivrà per sempre sulla terra, in un paradiso terrestre.

Quindi in cielo andranno solo alcuni cristiani privilegiati?

Assolutamente no. In una delle sue visioni profetiche, Giovanni di Patmos vide davanti al trono di Dio e davanti all’Agnello che sta ritto in mezzo al trono, una moltitudine innumerevole che nessuno poteva contare, di ogni nazione e razza e popolo e lingua (Apocalisse 7,9.15.17). Dove si trova il trono di Dio? Ecco quanto dice la Scrittura: « Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono uno stava seduto » (Apocalisse 4,2) – cioè Dio (vv 9-11). Ed anche: « Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono e il suo regno abbraccia l’universo » (Salmi 103,19). Ancora: « Ma voi non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio » (Matteo 5,34). Quindi la moltitudine innumerevole si trova in cielo davanti a Dio e davanti a Gesù, l’Agnello. Nei suoi scritti Paolo dice: « La nostra patria è nel cielo » (Filippesi 3,20). Ed anche: « Saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre col Signore » (1Tessalonicesi 4,17). Nella sua lettera Pietro dice che « saremo risuscitati per la vita eterna in cielo » (1Pietro 1,3-4).

Ma allora perché si dice che i benevoli erediteranno la terra? – Matteo 5,5

La terra che erediteranno i giusti e i benevoli non è questo mondo, ma in senso figurato è Dio stesso: « Il Signore è la mia parte di eredità e il mio calice; tu sostieni quel che mi è toccato in sorte » (Salmi 16,5). « Una cosa ho chiesto al Signore, e quella ricerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore, e meditare nel suo tempio » (Salmi 27,4). « La mia carne e il mio cuore possono venir meno, ma Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte di eredità, in eterno » (Salmi 73,26). « Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli » (2Corinzi 5,1). « Ma siamo pieni di fiducia e preferiamo partire dal corpo e abitare con il Signore » (2Corinzi 5,8). « Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate » (Apocalisse 21,1-4).

GESÙ O GEOVA – IL NOME AL DI SOPRA DI OGNI NOME

Il Sacro Tetragramma YHWH compare circa 7.000 volte nella versione ebraica dell’Antico Testamento. Con questo nome Dio rivelò a Mosè la propria realtà divina: « Io sono » (Esodo 3,14). Il Sacro Tetragramma incarna la realtà di Dio, Colui che ad un tempo si è rivelato ed è rimasto ineffabile. Gli Israeliti, poi, che non sapevano con quale nome chiamare Dio (Esodo 3,13) – il popolo eletto era influenzato dal popolo di Egitto che dava un nome ad ogni loro divinità – utilizzarono quello rivelato a Mosè come nome proprio di Dio. Ma col tempo, l’alto rispetto verso il Comandamento (Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio, Esodo 20,7), portò gli Israeliti a perdere la conoscenza della corretta pronuncia del Sacro Tetragramma. Nel IV o V secolo, i masoreti aggiunsero al Sacro Tetragramma le vocali dell’ebraico Ădōnay, che significa « mio Signore ». Il risultato fu l’ibrido YaHoWaH. Nel XIII secolo il domenicano Raimondo Martini commise l’errore di dare per buono il YaHoWaH coniato dai masoreti, e lo traslitterò in caratteri latini. Si ebbe Jehovah. L’errore di Martini influenzò alcune comunità cristiane del tempo, che perciò impressero Jehovah su alcune Chiese. Traducendo la Bibbia in inglese, il riformatore religioso William Tyndale (XV–XVI sec.) utilizzò Jehovah per indicare il nome divino. Da Jehovah abbiamo la versione italiana Geova. Ma come si è già detto è un ibrido, non il vero nome di Dio. Peraltro Gesù ci ha insegnato che dobbiamo chiamare Dio « Padre » (Matteo 6,9). Quando le comunità cristiane riconobbero come errato il nome Jehovah, lo abbandonarono. Oggi molti studiosi ritengono essere YaHWeH la versione più corretta. Tuttavia traduzioni come la Nuova Diodati o la Nuova Riveduta, preferiscono rendere YHWH con « Eterno » o con « SIGNORE ». La traduzione del Nuovo Mondo utilizzata dai testimoni di Geova, ha inserito illecitamente più di duecento volte Geova nel Nuovo Testamento, dove peraltro manca il Sacro Tetragramma, ma vi è Kyrios che significa Signore, attribuito quasi sempre a Gesù. Nella versione greca dell’Antico Testamento scritto dai Settanta, Kyrios traduce il Sacro Tetragramma. Gli scrittori del I secolo leggevano la versione greca dell’Antico Testamento, e perciò conoscevano bene il significato del Kyrios che loro attribuivano tanto a Dio quanto a Gesù nei vangeli e nelle lettere. Per i testimoni di Geova è Geova il nome più importante. Costoro sono a conoscenza del fatto che non si conosca la giusta pronuncia del Sacro Tetragramma, come loro stessi riportano nei loro opuscoli (ad esempio: « Ragioniamo » pagine 158-159, oppure « Il Nome Divino » pagina 6 e pagina 23), e tuttavia continuano a sostenere che Geova sia il nome divino. Insistono inoltre sulle parole di Gesù riguardo il santificare il nome di Dio (Luca 11,2). Ma il nome è qui segno della presenza e della potenza, e si confonde con Dio stesso. Per esempio, un proverbio dice che il nome di Dio è una torre fortificata (Proverbi 18,10), mentre un salmo dice che Dio stesso è la torre fortificata (Salmi 61,3). Il nome più importante per i cristiani è quello di Gesù, che è « il nome al di sopra di ogni nome » (Filippesi 2,9), e « nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra » (Filippesi 2,10).

LA DOTTRINA DELLA TRINITÀ

La Trinità è la dottrina cristiana secondo la quale vi è un solo Dio in tre persone uguali nella natura e sostanza, ma distinte per le loro relazioni d’origine. Gesù ha rivelato che Dio è Padre e Figlio (Logos) e Spirito Santo, e la Chiesa nei secoli ha formulato questa dottrina soprattutto mediante i Concili, ricorrendo all’uso di nozioni di origine filosofica come « ipostasi » o « persona » per indicare il Padre e il Figlio e lo Spirito nella loro reciproca distinzione, e « sostanza » per indicare l’unità di Dio. Di seguito vedremo alcune scritture che provano la veridicità della dottrina trinitaria:

› C’è un solo Dio (Deuteronomio 32,39; Romani 3,30; 1Timoteo 2,5; Giacomo 2,19).

› È Padre (Giovanni 1,18; 5,18; 6,27.46; Romani 15,6; 1Corinzi 8,6; 15,24).

› È Figlio (Luca 8,39; Giovanni 20,28; Atti 20,28; Romani 9,5; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1; Apocalisse 1,17-18).

› È Spirito (Atti 5,3-4; 1Corinzi 3,16; Giobbe 33,4).

› Il Figlio è col Padre un solo Dio (Filippesi 2,6; Giovanni 10,30; 14,10-11).

› Il Figlio – giunta la pienezza del tempo – si è incarnato (Giovanni 1,14; Galati 4,4), perciò ha due nature, divina e umana, integre, indivisibili, non confuse. Secondo la natura umana – e soltanto in riferimento a questa – Gesù è sottoposto a Dio (Giovanni 14,28; Atti 3,13; 1Corinzi 11,3). Così in lui la volontà umana a quella divina (Ebrei 10,7.9; Luca 22,42; Giovanni 14,31).

› Lo Spirito Santo è, ad un tempo, lo Spirito del Padre (Matteo 10,20) e lo Spirito del Figlio (Galati 4,6).

› Lo Spirito Santo è una persona divina: desidera (Romani 8,27), crea (Giobbe 33,4; Salmi 104,30), ama (Romani 15,30), consola (Giovanni 14,16.26; 15,26; 16,7), si rattrista (Isaia 63,10; Efesini 4,30), rivela (Luca 2,26), vieta (Atti 16,6-7), insegna la verità (Giovanni 14,17.26; 15,26), conosce tutte le cose (1Corinzi 2,9-11), intercede per la Chiesa (Romani 8,26-27), testimonia Cristo (Giovanni 15,26), può essere tentato (Atti 5,9), mentito (Atti 5,3), bestemmiato (Matteo 12,31-32), ed è Paraclito (Giovanni 14,16) come il Figlio (1Giovanni 2,1).

› Il Figlio non è il Padre (Giovanni 1,14; 17,1.3.18; 2Corinzi 1,3; Efesini 1,3; Colossesi 1,3; 1Pietro 1,3).

› Lo Spirito non è il Padre né il Figlio (Giovanni 14,16; 15,26).

Perciò la dottrina della Trinità non è invenzione del IV secolo, ma trova nella Bibbia il suo fondamento. Nel 325 e nel 381 i Concili di Nicea e di Costantinopoli furono necessari soprattutto contro l’errore degli ariani e contro quello dei macedoniani (detti anche pneumatomachi), i quali negavano la divinità di Gesù e dello Spirito Santo. Perciò la Chiesa mediante i Concili definì la divinità di Gesù e dello Spirito Santo. Invece il termine Trinità fu coniato nel II secolo da Tertulliano (De pudicitia XXI, 16) col quale esprime, ad un tempo, l’unità di Dio e la distinzione fra le tre persone divine (Adversus Praxean II, 4; VIII, 6-7; IX, 1; XII, 7; XXV, 1). Entrato a far parte del linguaggio teologico, il termine Trinità è divenuto a tutti gli effetti il nome della fondamentale dottrina della Chiesa cristiana.

VERSETTI BIBLICI RIFERITI ALLA DIVINITÀ DI GESÙ

Giovanni 1,1: In principio era il Logos e il Logos era presso Dio e il Logos era Dio. – Giovanni 1,2-5; Proverbi 3,19-20; 8,22-31.35.36 (v 22, ebr. « qânânî » da « qânâ », che significa « mi ha posseduta, mi ha acquistata » – Isaia 1,3; Genesi 4,1); Siracide 24,1-9; Luca 11,49; 1Corinzi 1,24 + Michea 5,1 + Giovanni 17,5; Isaia 42,8 + Colossesi 1,15-17; 1Giovanni 1,1-3; 5,11-13

Michea 5,1: E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni eterni. – Giovanni 1,1; 8,58; Colossesi 1,17; Proverbi 8,22-30

Giovanni 8,58: Rispose loro Gesù: In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono. – Esodo 3,14; Giovanni 8,24; 13,19 + Salmi 68,18; Efesini 4,7-8 + Michea 5,1

Giovanni 10,30: Io e il Padre siamo Uno. – Giovanni 5,18; 10,33; 14,10-11; 16,15 + Efesini 4,5; 1Corinzi 8,6 + Marco 12,29; Giuda 4 + Matteo 10,20; Atti 16,6-7

Giovanni 20,28: Rispose Tommaso: Signore mio e Dio mio! – Marco 12,29; Romani 10,9; Filippesi 2,11; 1Corinzi 12,3; Giuda 4 + Romani 3,30; Giacomo 2,19; 1Corinzi 8,4.6; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1 + Giovanni 10,30

Matteo 2,11: Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. – Matteo 14,33; Giovanni 5,23; Ebrei 1,6; Apocalisse 5,8.12-14 + Matteo 4,10; Luca 4,8 + Isaia 60,5; Salmi 72,10.15; 1Re 10,2.10; Apocalisse 17,14; Esodo 30; Levitico 2; Malachia 1,11; Luca 1,8-10; Giovanni 19,39-40

Atti 16,6-7: Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro. – 1Corinzi 3,16 (Spirito di Dio); Matteo 10,20 (Spirito del Padre) Galati 4,6 (Spirito del Figlio); Filippesi 1,19 (Spirito di Gesù); Romani 8,9; 1Pietro 1,10-12 (Spirito di Cristo); Atti 5,3-4 (Divinità dello Spirito Santo)

Atti 20,28: Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. – 1Pietro 1,18-19; 1Corinzi 6,20

Romani 9,5: Da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen. – Michea 5,1; Giovanni 1,1.14; 8,58; 20,28; Tito 2,13; 2Pietro 1,1

Filippesi 2,5-7: Cristo Gesù, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente. Ma spogliò se stesso, assumendo la forma di servo
e divenendo simile agli uomini. – Giovanni 1,1.14; Galati 4,4; Michea 5,1; Giovanni 14,28; Atti 3,13; 1Corinzi 11,3

Colossesi 1,16-17: Poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. – Isaia 44,24; Neemia 9,6; Apocalisse 4,11 (Dio-creatore); Giobbe 33,4 (Spirito-creatore); Giovanni 1,3; Ebrei 1,2; 1Corinzi 8,6 (Logos-creatore); Michea 5,1

Colossesi 2,9: È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità. – Giovanni 1,1.14; 10,30; Tito 2,13; 2Pietro 1,1; Apocalisse 1,17-18; 2,8

Tito 2,13: Nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore Gesù Cristo. – Romani 3,30; Giacomo 2,19; 1Corinzi 8,4.6; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1 + Giovanni 10,30; 14,10-11 + Salmi 18,2; 42,5.11; 43,5; 106,21; Isaia 43,3; 45,15.21 (soprattutto Isaia 45,21 e Osea 13,4); Luca 1,47; 1Timoteo 1,1; 2,3; 4,10; Tito 1,3-4; 2Pietro 1,1

2Pietro 1,1: Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ricevuto in sorte con noi la stessa preziosa fede per la giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo. – ved riferimenti sotto Tito 2,13

Apocalisse 1,17-18: Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Io divenni morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. – Isaia 44,6; 48,12; Apocalisse 1,8; 2,8; 22,13

Apocalisse 17,14: Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli. – Deuteronomio 10,17; Salmi 136,3; 1Timoteo 6,15; Apocalisse 19,16

Apocalisse 22,16: « Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino ». – confronta con Apocalisse 22,6: Poi mi disse: « Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve ». Il Signore è Gesù, lui ha mandato il suo angelo per testimoniare quelle cose. È Gesù il Dio che ispira i profeti. Nella prima lettera di Pietro leggiamo a riguardo: « Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo » (1Pietro 1,10-12).

DIO È LO SPIRITO SANTO

Lo Spirito Santo è una persona divina. È Dio stesso: non un angelo interprete della parola di Dio come affermavano i macedoniani (o pneumatòmachi) condannati nel 381 dal Concilio di Costantinopoli, non una forza impersonale come affermano alcune confessioni protestanti, non la forza attiva di Dio come affermano i geovisti. Lo Spirito Santo è Dio poiché è la terza persona divina della Santissima Trinità, ed è grande quanto grande è tutta la Trinità. La Trinità è la dottrina cristiana secondo la quale vi è un solo Dio in tre persone uguali e distinte: Padre e Figlio e Spirito Santo, coeguali e coeterni. Non vi sono differenze tra loro, poiché tutto ciò che sta in una delle persone divine sta nelle altre due. Ognuna delle tre persone divine è grande quanto grande è tutta la Trinità, e parimenti, la Trinità non è più grande del Padre o del Figlio o dello Spirito. Lo Spirito Santo ha volontà e ha intelligenza, e perciò è una persona divina, non qualcosa di impersonale. Vediamo alcuni esempi della personalità dello Spirito:

› LO SPIRITO SANTO DESIDERA

Romani 8,27: Colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

› LO SPIRITO SANTO CREA

Giobbe 33,4: Lo Spirito di Dio mi ha creato e il soffio dell’Onnipotente mi dà vita.

Salmi 104,30: Tu mandi il tuo Spirito e sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra.

› LO SPIRITO SANTO AMA

Romani 15,30: Vi esorto perciò, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l’amore dello Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio.

› LO SPIRITO SANTO CONSOLA

Giovanni 14,16: Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre.

› LO SPIRITO SANTO SI RATTRISTA

Isaia 63,10: Ma essi si ribellarono e contristarono il suo Santo Spirito. Egli perciò divenne loro nemico e mosse loro guerra.

Efesini 4,30: Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione.

› LO SPIRITO SANTO RIVELA

Luca 2,26: Lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.

› LO SPIRITO SANTO VIETA

Atti 16,6-7: Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro.

› LO SPIRITO SANTO INSEGNA LA VERITÀ

Giovanni 14,17: Lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.

› LO SPIRITO SANTO CONOSCE TUTTE LE COSE

1Corinzi 2,9-11: Sta scritto infatti: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Chi conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio.

› LO SPIRITO SANTO INTERCEDE PER LA CHIESA

Romani 8,26: Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili.

› LO SPIRITO SANTO TESTIMONIA CRISTO

Giovanni 15,26: Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza.

La Scrittura ci mostra chiaramente che lo Spirito Santo ha volontà e ha intelligenza, e perciò è una persona divina, non una forza impersonale. Infatti una forza impersonale non ha volontà né intelligenza. Riferendosi allo Spirito Santo, Giovanni fa uso del pronome personale maschile ekeinos:

Giovanni 16,13-14: Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Lui mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Lo Spirito Santo viene chiamato paràkletos (Giovanni 14,16), che può essere tradotto con consolatore, avvocato, difensore, soccorritore. Tutti termini che possono essere attribuiti a una persona, non a una forza impersonale. Anche Gesù viene chiamato paràkletos (1Giovanni 2,1). Inoltre:

› LO SPIRITO SANTO PUÒ ESSERE TENTATO

Atti 5,9: Allora Pietro le disse: « Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo marito e porteranno via anche te ».

› LO SPIRITO SANTO PUÒ ESSERE MENTITO

Atti 5,3: Ma Pietro gli disse: « Anania, perché mai Satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? ».

› LO SPIRITO SANTO PUÒ ESSERE BESTEMMIATO

Matteo 12,31-32: Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.

Lo Spirito Santo può essere tentato, mentito e bestemmiato proprio come si può tentare, mentire e bestemmiare una persona. Una forza impersonale non potrebbe mai essere tentata, mentita e bestemmiata, non avendo volontà né intelligenza, non essendo persona. E ancora:

› LO SPIRITO SANTO È DIO

1Corinzi 3,16: Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?

Atti 5,3-4: Ma Pietro gli disse: Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest’azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio.

Pietro disse ad Anania che mentendo allo Spirito Santo non ha mentito a un uomo, ma a Dio.

› LO SPIRITO SANTO È LO SPIRITO DEL PADRE

Matteo 10,20: Non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

› LO SPIRITO SANTO È LO SPIRITO DEL FIGLIO

Galati 4,6: E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!

Lo Spirito Santo è, ad un tempo, lo Spirito del Padre e lo Spirito del Figlio (i quali sono un solo Dio – Giovanni 10,30), poiché, in quanto terza persona divina della Santissima Trinità, procede dal Padre e dal Figlio come da un solo principio. Infatti:

› LO SPIRITO SANTO È ETERNO

Ebrei 9,14: Quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte, per servire il Dio vivente?

Padre e Figlio e Spirito Santo, pur essendo distinti tra loro – Colui che procede non è il medesimo dal quale procede – hanno in comune la stessa natura o essenza divina. Per questo il Padre e il Figlio sono Uno (Giovanni 10,30), e lo Spirito Santo è, ad un tempo, lo Spirito del Padre (Matteo 10,20) e del Figlio (Galati 4,6). È nella sostanza divina – unica e indivisibile – che sta l’unità delle persone della Trinità. L’unità divina è rivelata anche mediante la formula battesimale: « Battezzate nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo » (Matteo 28,19). È « nel nome », non è « nei nomi ». Essendo Dio, lo Spirito Santo non è circoscritto ad alcun luogo. Infatti:

› LO SPIRITO SANTO È ONNIPRESENTE

1Re 8,27: Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita!

Salmi 139,5-12: Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano (…) Dove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggirò dalla tua presenza? Se salgo in cielo tu vi sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti là. Se prendo le ali dell’alba e vado ad abitare all’estremità del mare, anche là mi condurrà la tua mano e mi afferrerà la tua destra.

Atti 2,3-4: Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro, ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.

Atti 4,31: Quand’ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono pieni di Spirito Santo e annunziavano la parola di Dio con franchezza.

Atti 13,51-52: Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio, mentre i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Essendo uno spirito onnipresente – non un corpo circoscritto a un luogo – lo Spirito Santo può prendere dimora, ad un tempo, in tutti i credenti.

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