2Giovanni 1,10-11
Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo, perché chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie.
Rifacendosi alla scrittura sopracitata, i testimoni di Geova affermano che ai fuoriusciti dalla congregazione, gli apostati, si deve negare la parola, persino il saluto, come un semplice buongiorno o ciao.
Nella Bibbia vediamo Eliseo inviare il suo servo Ghecazi da un ragazzo che era morto, e gli proibisce di salutare alcuno lungo la strada o di rispondere al saluto di alcuno (2Re 4,29). Anche Cristo, mandando i suoi discepoli a predicare il Vangelo, proibì loro di salutare alcuno lungo la strada (Luca 10,4). Ciò si deve al fatto che presso gli ebrei il saluto non si limitava a un semplice buongiorno o ciao, ma consisteva nello scambio di molte interrogazioni e risposte, complimenti, e dimostrazioni d’affetto. Ma i discepoli di Cristo dovevano predicare il regno dei cieli (Matteo 10,7) e perciò non potevano perdersi in quelle cerimonie. Allo stesso modo Ghecazi, che fu mandato da Eliseo a quel ragazzo, non aveva tempo per quelle cerimonie. L’apostolo nella sua lettera (2Giovanni 1,10-11) proibisce ai credenti di perdersi in tali cerimonie con questi individui perché parteciparvi sarebbe come favorire le loro opere malvagie contro l’insegnamento di Cristo. Perciò errano gravemente i testimoni di Geova quando applicano alla lettera le parole di Giovanni e affermano che ai fuoriusciti dalla congregazione non si deve rivolgere la parola né un saluto come un semplice ciao. Va ricordato che Dio non ignorava satana, ma gli parlava (Giobbe 1,6-12), come pure Cristo parlava col diavolo (Matteo 4,1-11) e con il traditore (Matteo 26,49-50). Ricordiamo infine queste parole di Cristo: “E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.” (Matteo 5,47-48) Nelle pubblicazioni della congregazione si legge: “Dovremmo salutare tutti, indipendentemente da aspetto, cultura o provenienza. In questo modo possiamo dare loro onore e dimostrare che li amiamo.” (Il potere di un saluto, JW.ORG) Questo purtroppo non vale per i fuoriusciti. A loro non si deve dimostrare che sono amati, anzi, devono essere ignorati, emarginati, ostracizzati.
