Matteo 26,42
E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà.”
Se Padre e Figlio e Spirito Santo sono la medesima persona divina, mentre Gesù pregava il Padre pregava sé stesso?
Padre e Figlio e Spirito Santo non sono la medesima persona divina, ma sono tre persone divine distinte l’una dall’altra per le loro relazioni d’origine, le quali, tuttavia, partecipano pienamente della stessa e indivisibile sostanza divina, e quindi sono un solo Dio: Il Padre è Dio (Giovanni 1,18; Romani 15,6), il Figlio è Dio (Giovanni 20,28; Tito 2,13; 2Pietro 1,1), lo Spirito Santo è Dio (Atti 5,3-4 ; 1Corinzi 3,16). Ma non sono tre dèi, poiché – come si è già detto – partecipano pienamente della stessa e indivisibile sostanza divina, e quindi sono un solo Dio. Gesù come Figlio non è il Padre, ma è una persona distinta dal Padre, e quindi non ha pregato se stesso.
Se le tre persone divine sono un solo Dio, e quindi partecipano pienamente della medesima e indivisibile volontà – così come della medesima e indivisibile sostanza o natura – perché Gesù dice di voler fare la volontà del Padre, come leggiamo in Matteo 26,42: “sia fatta la tua volontà”?
Giunta la pienezza del tempo la Seconda Persona della Trinità, il Figlio unigenito di Dio Padre (Matteo 28,19; Giovanni 1,14.18; 3,16-18), il Logos divino ed eterno (Giovanni 1,1), unendo a se stesso ipostaticamente una carne animata da un’anima razionale si fece uomo (Giovanni 1,14; Galati 4,4; Filippesi 2,7) rimanendo Dio (Giovanni 16,15; 20,28; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1; 1Giovanni 5,20). Perciò in Gesù Cristo sussistono due nature, divina e umana, senza confusione né mutamento né divisione. Entrambe le nature conservano la loro integrità. Perciò a ognuna delle nature si deve attribuire una volontà naturale: alla natura divina la volontà divina (comune a tutte le persone della Trinità, per cui Cristo può dire: “Il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa” [Giovanni 5,19] – è il Padre infatti l’origine di tutta la Trinità – e dello Spirito santo è detto: “Egli non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito” [Giovanni 16,13]) e alla natura umana la volontà umana, indivisibili, immutabili, non confuse. La volontà umana è sottoposta, senza opposizione o riluttanza, a quella divina e onnipotente, secondo le parole dei Padri nel terzo Concilio di Costantinopoli (sesto Concilio ecumenico della Chiesa). Perciò, le parole di Gesù: “Padre, non come voglio io, ma come vuoi tu” (Matteo 26,39), e: “Sia fatta la tua volontà” (Matteo 26,42), vanno riferite alla sua volontà umana, sottoposta senza opposizione o riluttanza alla volontà divina. Parimenti in Ebrei 10,7: Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà.” Anche queste parole vanno riferite alla volontà umana di Gesù, sottoposta alla volontà divina.