LE MANIPOLAZIONI BIBLICHE DELLA TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO IN GIOVANNI 1,1: E IL LOGOS ERA DIO

di Giuseppe Monno

En archê ên ho Logos, kai ho Logos ên pros ton Theon, kai Theos ên ho Logos.

Traduzione del Nuovo Mondo
In principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio.

Gli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo traducono il secondo Theos del versetto con “un dio”, e questo perché, a differenza del primo ton Theon, davanti al secondo Theos manca l’articolo. Ma ciò non basta a sostenere la loro traduzione, poiché Theos non ha sempre l’articolo ogni volta che è riferito a Dio. Ci basta leggere il testo greco del prologo di Giovanni per vedere i versetti che fanno riferimento a Dio e nei quali Theos non ha l’articolo:

Giovanni 1,6
Egeneto anthrōpos apestalmenos para Theou, onoma autō Ioannes.

Giovanni 1,12
Hosoi de elabon auton, edōken autois exousian tekna Theou genesthai, tois pisteuousin eis to onoma autou.

Giovanni 1,13
Hoi ouk ex haimatōn oude ek thelēmatos sarkon oude ek thelēmatos andros allʼ ek Theou egennēthēsan.

Giovanni 1,18
Theou oudeis heōraken pōpote ⸂monogenes Theos⸃ ho on eis ton kolpon tou Patros ekeinos exēgēsato.

Come vediamo in questi riferimenti a Dio, manca l’articolo davanti a Theos. Nel testo greco non c’è una regola che impone la presenza dell’articolo davanti a Theos se riferito a Dio. Perciò la mancanza dell’articolo davanti a Theos non implica che l’evangelista non si stia riferendo a Dio. Parimenti Theos può avere l’articolo anche quando è riferito a qualcuno che non è Dio. Ad esempio in 2Corinzi 4,4 Satana viene detto “ho theos tou aiōnos toutou” che significa “il dio di questo mondo”. In Giovanni 1,1 il secondo Theos è un predicato nominale che esprime la natura divina del Logos. L’evangelista ha voluto sottolineare la natura divina del Logos piuttosto che la sua identità con Dio Padre. Il Logos è distinto da Dio Padre, ma tuttavia partecipa indivisibilmente dell’essere stesso di Dio Padre. Per cui Gesù, il Logos incarnato, può dire: “Tutto ciò che il Padre possiede è mio” (Giovanni 16,15), intendendo con ciò la natura stessa del Padre con tutte le sue qualità e i suoi attributi, ad eccezione della paternità che nella Trinità è esclusiva del Padre. Gesù non è un secondo Dio, ma è uno solo col Padre (Giovanni 10,30), e lo Spirito di Dio è, ad un tempo, lo Spirito del Padre (Matteo 10,20) e lo Spirito di Gesù (Atti 16,6-7; Romani 8,9; Galati 4,6; Filippesi 1,19; 1Pietro 1,10-11). Quando l’evangelista dice che “il Logos era presso Dio”, sta distinguendo il Figlio dal Padre. Sono due persone distinte esclusivamente per le loro relazioni d’origine: uno è il Padre che genera, l’altro è il Figlio che è generato. Dio è quasi sempre attribuito al Padre poiché è l’origine di tutta la Trinità. Come Logos divino Gesù non ha un inizio nel tempo, non passa dal non essere all’essere, ma è generato dall’eternità. Egli è prima di tutte le cose (Colossesi 1,17) poiché tutte sono state create per mezzo di lui (Giovanni 1,3). Perciò il tempo stesso è una creazione del Logos divino. All’inizio del suo prologo Giovanni fa uso dell’imperfetto del verbo eimì (essere), cioè ên (era), per dire che prima che vi fosse un inizio (il greco ha archê, equivalente dell’ebraico berē’sît che significa principio) il Logos c’era già, poiché anteriore a qualsiasi inizio, essendo egli stesso la causa prima di tutte le cose (Giovanni 1,3; Colossesi 1,16-17; Ebrei 1,2; 1Corinzi 8,6). L’unigenito Figlio di Dio, il Logos, è consustanziale e coeterno al Padre. Non è un dio minore, ma è il vero Dio e la vita eterna (1Giovanni 5,20).

Cito alcune traduzioni internazionali che hanno correttamente tradotto Theos con “Dio” in Giovanni 1,1

Vulgata, Martini, Interconfessionale, CEI, Riveduta, Nuova Riveduta, Riveduta 2020, Diodati, Nuova Diodati, Bibbia della Gioia, English Standard Version, Berean Study Bible, Berean Literal Bible, King James Bible, New King James Version, New American Standard Bible, NASB 1995, NASB 1977, Amplified Bible, Christian Standard Bible, Holman Christian Standard Bible, American Standard Version, Douay-Rheims Bible, International Standard Version, Literal Standard Version, New American Bible, NET Bible, New Revised Standard Version, New Heart English Bible, World English Bible, Young’s Literal Translation, Louis Segond Bible, Martin Bible, Darby Bible, LBLA, JBS, NBLA, Lutherbibel 1912, Lutherbibel 1984, Textbibel 1899, Modernisiert Text, La Biblia de las Américas, Nueva Biblia Latinoamericana, Reina Valera Gómez, Reina Valera 1909, Biblia Jubileo 2000, Sagradas Escrituras 1569

THE BIBLICAL MANIPULATIONS OF THE NEW WORLD TRANSLATION IN GENESIS 1:2: THE HOLY SPIRIT

בְּרֵאשִׁ֖ית א ב
וְהָאָ֗רֶץ הָיְתָ֥ה תֹ֙הוּ֙ וָבֹ֔הוּ וְחֹ֖שֶׁךְ עַל־ פְּנֵ֣י תְה֑וֹם וְר֣וּחַ אֱלֹהִ֔ים מְרַחֶ֖פֶת עַל־ פְּנֵ֥י הַמָּֽיִם׃

New World Translation
Now the earth was formless and desolate, and there was darkness upon the surface of the watery deep, and God’s active force was moving about over the surface of the waters.

The anonymous authors of the New World Translation translated the Hebrew רוּחַ (ruach) which means “spirit” as “active force”. They have translated this way to prove the doctrine of Jehovah’s Witnesses, according to which the Holy Spirit (which they report written with lowercase initials) is not a divine person endowed with will and intelligence, but an impersonal being, the strength active of God the Father. But, contrary to what Jehovah’s Witnesses claim, the Holy Spirit is not an impersonal force, but God. The Holy Spirit has will and intelligence: desires (Romans 8,27), creates (Job 33:4; Psalms 104:30 ), loves (Romans 15:30), consoles (John 14:16.26; 15:26; 16:7), is saddened (Isaiah 63:10; Ephesians 4:30), reveals (Luke 2:26), forbids (Acts 16:6-7), teaches the truth (John 14:17.26; 15:26), knows all things (1 Corinthians 2:9-11), intercedes for the Church (Romans 8:26-27), testifies to Christ (John 15:26), can be tempted (Acts 5:9), lied (Acts 5:3), blasphemed (Matthew 12:31-32), and is parakletos (John 14:16), that is, “comforter”, “advocate”, “defender”, “helper”, just like Jesus Christ (1 John 2:1). John twice refers to the Holy Spirit using the masculine personal pronoun ἐκεῖνος (ekeinos), which means “he”, “he”, “that” (John 16:13-14). Peter told Ananias that by lying to the Holy Spirit he lied to God himself (Acts 5:3-4), while Paul said that we believers are the temple of God and that the Holy Spirit dwells in us (1 Corinthians 3:16). Being God, the Holy Spirit is not limited to a place, but is omnipresent (1 Kings 8:27; Psalms 139:5-12; Proverbs 15:3; Jeremiah 23:24; Mark 10:27) and therefore can take up residence, to once, in all believers (Acts 2:4; 4:31; 13:52).

LE MANIPOLAZIONI BIBLICHE DELLA TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO IN GENESI 1,2: LO SPIRITO SANTO

בְּרֵאשִׁ֖ית א ב
וְהָאָ֗רֶץ הָיְתָ֥ה תֹ֙הוּ֙ וָבֹ֔הוּ וְחֹ֖שֶׁךְ עַל־ פְּנֵ֣י תְה֑וֹם וְר֣וּחַ אֱלֹהִ֔ים מְרַחֶ֖פֶת עַל־ פְּנֵ֥י הַמָּֽיִם׃

Traduzione del Nuovo Mondo
La terra era informe e deserta, e le tenebre ricoprivano le acque degli abissi; la forza attiva di Dio si muoveva sulla superficie delle acque.

Gli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo hanno tradotto con “forza attiva” l’ebraico רוּחַ (ruach) che significa “spirito”. Costoro hanno tradotto in questo modo per comprovare la dottrina dei testimoni di Geova, secondo la quale lo Spirito Santo (che loro riportano scritto con le iniziali in minuscolo) non è una persona divina dotata di volontà e intelligenza, ma un essere impersonale, la forza attiva di Dio Padre. Ma, diversamente da quanto sostengono i testimoni di Geova, lo Spirito Santo non è una forza impersonale, ma Dio. Lo Spirito Santo ha volontà e intelligenza: desidera (Romani 8,27), crea (Giobbe 33,4; Salmi 104,30), ama (Romani 15,30), consola (Giovanni 14,16.26; 15,26; 16,7), si rattrista (Isaia 63,10; Efesini 4,30), rivela (Luca 2,26), vieta (Atti 16,6-7), insegna la verità (Giovanni 14,17.26; 15,26), conosce tutte le cose (1Corinzi 2,9-11), intercede per la Chiesa (Romani 8,26-27), testimonia Cristo (Giovanni 15,26), può essere tentato (Atti 5,9), mentito (Atti 5,3), bestemmiato (Matteo 12,31-32), ed è parakletos (Giovanni 14,16), cioè “consolatore”, “avvocato”, “difensore”, “soccorritore”, proprio come Gesù Cristo (1Giovanni 2,1). Giovanni per due volte si riferisce allo Spirito Santo facendo uso del pronome personale maschile ἐκεῖνος (ekeinos), che significa “lui”, “egli”, “quello” (Giovanni 16,13-14). Pietro disse ad Anania che mentendo allo Spirito Santo ha mentito a Dio stesso (Atti 5,3-4), mentre Paolo disse che noi credenti siamo tempio di Dio e che lo Spirito Santo dimora in noi (1Corinzi 3,16). Essendo Dio, lo Spirito Santo non è circoscritto a luogo, ma è onnipresente (1Re 8,27; Salmi 139,5-12; Proverbi 15,3; Geremia 23,24; Marco 10,27) e perciò può prendere dimora, ad un tempo, in tutti i credenti (Atti 2,4; 4,31; 13,52).

Cito i nomi di alcune traduzioni internazionali che in Genesi 1,2 traducono “spirito” l’ebraico רוּחַ (ruach)

Vulgata, Martini, TILC, CEI, Riveduta, Nuova Riveduta, Riveduta 2020, Diodati, Nuova Diodati, New International Version, New Living Translation, English Standard Version, Berean Standard Bible, King James Bible, New King James Version, New American Standard Bible, NASB 1995, NASB 1977, Amplified Bible, Christian Standard Bible, Holman Christian Standard Bible, American Standard Version, Aramaic Bible in Plain English, Brenton Septuagint Translation, Contemporary English Version, Douay-Rheims Bible, Good News Translation, International Standard Version, JPS Tanakh 1917, Literal Standard Version, NET Bible, New Heart English Bible, World English Bible, Young’s Literal Translation, Louis Segond Bible, Martin Bible, Darby Bible, Lutherbibel 1912, Textbibel 1899, Modernisiert Text, De Bibl auf Bairisch, La Biblia de las Américas, Nueva Biblia Latinoamericana, Reina Valera Gómez, Reina Valera 1909, Biblia Jubileo 2000, Sagradas Escrituras 1569

LA PERPETUA VERGINITÀ DI MARIA VERGINITÀ PRIMA DEL PARTO: IL CONCEPIMENTO VERGINALE DEL EMMANUELE

di Giuseppe Monno

Matteo 1,22-23
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio-con-noi.

Matteo applica a Gesù la profezia di Isaia riguardante l’Emmanuele (Isaia 7,14). Nel riportare la profezia Matteo si rifà alla Septuaginta, la versione greca dell’Antico Testamento – composta dagli ebrei della diaspora e utilizzata dai cristiani già nel I secolo – che traduce con ἡ παρθένος (í parthénos) che significa “la vergine” o “la fanciulla” o “la giovane”, l’ebraico הָעַלְמָה (haalmâ) che significa “la giovane” o “la fanciulla”. Il termine עַלְמָה (almâ) pur non implicando necessariamente la verginità nemmeno la esclude. Ad esempio prima di andare in sposa a Isacco, Rebecca è chiamata ‘almâ (Genesi 24,43) e anche betûlâ che significa vergine (Genesi 24,16). L’ebraico ‘almâ è quindi riferito a una giovane donna che ha raggiunto la pubertà, a prescindere se questa sia vergine o no. La scelta della Septuaginta di tradurre עַלְמָה (almâ) con parthénos al posto di neànis (con quest’ultimo termine di solito il greco traduce עַלְמָה (almâ) – Esodo 2,8; Deuteronomio 22,21) ci fa capire che per gli ebrei la profezia riguardante l’Emmanuele doveva significare qualcosa di più di un concepimento naturale da parte di una giovane. Matteo infatti ci fa sapere in modo inequivocabile che Gesù, al quale viene applicata la profezia, è il frutto di un autentico concepimento verginale, opera dello Spirito Santo (Matteo 1,18-25). Egli è l’Emmanuele (Matteo 1,23) – dall’ebraico עִמָּנוּאֵל (Immanu’el) che alla lettera è “con-noi-Dio”, da עִמָּנוּ (Immanu) che significa “con noi”, ed אֵל (El), diminutivo di אֱלוֹהִים (Elohim) che significa “Dio” – nel senso proprio del nome. Non è solo un segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo: Gesù è veramente Dio-con-noi (Matteo 2,11; Luca 8,37-39; Giovanni 1,1; 8,58; 10,30 16,15; 19,19; 20,28; Atti 16,6-7; 20,28; Romani 8,9; Colossesi 1,16-17; 2,9; Galati 4,6; Filippesi 1,19; Tito 2,13; 1Pietro 1,10-11; 2Pietro 1,1; Apocalisse 1,17-18; 22,6.16).

YHVH E ʼĂDŌNĀY

Perché nella maggior parte delle traduzioni bibliche troviamo Signore al posto del tetragramma YHVH?

Il tetragramma YHVH, il sacro nome che Dio ha rivelato al suo popolo, è composto dalle quattro consonanti ה (he) ו (vav) ה (he) י (yod), da leggere da destra verso sinistra (yod he vav he), poiché così va letta la lingua ebraica. Non conosciamo la corretta vocalizzazione.

L’ebraico ʼĂdōnāy che significa “Signore mio”, è composto da אֲ (alef [‘] + chataf-patach [a]) דֹ (dalet [d] + cholam [o]) נָ (nun [n] + kamatz [a]) י (yod [y]). Alef è muta e non va pronunciata né traslitterata. Si può utilizzare un accento per indicare che c’è alef.

L’ebraico אֱלֹהִים (ʼĔlōhīm [Eloim]), che significa “Dio”, è composto da אֱ (alef [a] + chataf-segol [e]) לֹ (lamed [l] + cholam [o]) הִ (he [h] + chirik [i]) י (yod [y]) ם (mem [m]). Alef è muta e non va pronunciata né traslitterata. Si può utilizzare un accento per indicare che c’è alef.

I masoreti hanno aggiunto al tetragramma יהוה (YHVH) gli stessi segni diacritici di אֲדֹנָי (ʼĂdōnāy [Adonai]), e perciò abbiamo יְ (yod [y] + sh’va {ə} [al posto di chataf-patach {a}]) הֹ (he [h] + cholam [o]) וָ (vav [v] + kamatz [a]) ה (he [h]). Il tetragramma con i segni diacritici di ʼĂdōnāy, cioè יְהֹוָה, secondo la regola ebraica va letto ʼĂdōnāy, non YeHoVaH. Talvolta al tetragramma sono stati aggiunti i segni diacritici di אֱלֹהִים (ʼĔlōhīm [Eloim]), e perciò abbiamo יֱ (yod [y] + chataf-segol [e]) הֹ (he [h] + cholam [o]) וִ (vav [v] + chirik [i]) ה (he [h]), cioè יֱהֹוִה che secondo la regola ebraica va letto ʼĔlōhīm non YeHoViH.

Ecco perché la maggior parte dei traduttori quando incontrano il tetragramma lo rendono “Signore” o talvolta “Dio”. Ciò si deve al fatto che gli ebrei erano molto scrupolosi nell’osservare il divieto di pronunciare invano il nome di Dio, rispettando alla lettera il terzo comandamento (per i cattolici è il secondo). Perciò aggiungevano al tetragramma i segni diacritici di ʼĂdōnāy per leggerlo e pronunciarlo in questo modo, oppure con i segni diacritici di ʼĔlōhīm (Genesi 15,2.8; Deuteronomio 3,24; 9,26; Giosuè 7,7; Giudici 6,22; 16,28; 2Samuele 7,18.19.20.28.29; 1Re 2,26; 8,53 ecc) per leggerlo e pronunciarlo in quest’altro modo se accanto al tetragramma c’era già ʼĂdōnāy. Così i masoreti ricopiando la Bibbia aggiunsero al tetragramma i segni vocalici di ʼĂdōnāy e di ʼĔlōhīm, affinché il lettore leggesse il tetragramma in uno di questi due modi. La forma YeHoVaH originariamente risale al 1270 per un errore di lettura del tetragramma sul testo ebraico masoretico da parte di Raimondo Martini, il quale, non essendo un lettore ebreo, ignorava la regola secondo la quale il tetragramma con i segni diacritici di ʼĂdōnāy va letto in questo modo, e lo traslitterò in YeHoVaH. Non tutti gli ebrei condividevano lo stesso scrupolo nel pronunciare il nome di Dio per seguire alla lettera il terzo comandamento, e infatti presso i samaritani il nome di Dio veniva pronunciato Iabe. Perciò la forma più probabile del nome divino è YaHVeH, anche se non è una certezza.

Nei nomi teoforici, quelli contenenti la contrazione del nome divino, abbiamo sia יָהּ (YaH) che יְה (YeH). Ad esempio עֹבַדְיָה (Obhadyah) che si traduce Abdia, contiene la contrazione יָהּ (YaH) e significa “servo di YaH”. Oppure יְהוֹשֻׁעַ (Yehoshua) ha יְה (YeH). In הַלְּלוּיָהּ (halleluyah) abbiamo la contrazione יָהּ (YaH). Infatti halleluyah significa lodate YaH. I testimoni di Geova affermano che halleluyah significa lodate Geova, e che YaH e YeH sono la stessa cosa. Tuttavia in halleluyah non troviamo mai YeH come contrazione del nome divino, ma sempre YaH. Non sono la medesima cosa come i testimoni di Geova vorrebbero far credere. E infatti come segno diacritico YaH ha kamats (a), mentre YeH ha sh’wa (e). La diversità tra YaH e YeH è palese. Nella Bibbia troviamo spesso YaH come contrazione del nome divino: “Il suo nome è YaH” (Salmi 68,4), oppure: “YaH Dio” (Salmi 68,18), oppure: “Lodate YaH” (Salmi 105,45). Peraltro, come si è già detto, Geova non è altro che un errore risalente al 1270.

THE BIBLICAL MANIPULATIONS OF THE NEW WORLD TRANSLATION IN VERSES 10 AND 13 OF EXODUS 4: ĂDŌNĀY (MY LORD) REPLACED BY JEHOVAH

In Exodus 4:10, the anonymous authors of the New World Translation replaced אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy), meaning “my Lord”, with Jehovah. So they translate like this:

Moses now said to Jehovah: “Pardon me, Jehovah, but I have never been a fluent speaker, neither in the past nor since you have spoken to your servant, for I am slow of speech and slow of tongue.”

But in the Hebrew text we read:

וַיֹּ֨אמֶר מֹשֶׁ֣ה אֶל־יְהוָה֮ בִּ֣י אֲדֹנָי֒ לֹא֩ אִ֨ישׁ דְּבָרִ֜ים אָנֹ֗כִי גַּ֤ם מִתְּמוֹל֙ גַּ֣ם מִשִּׁלְשֹׁ֔ם גַּ֛ם מֵאָ֥ז דַּבֶּרְךָ ִּ֣אָ֥זי כְבֶּרְךָ אֶל־עַבְדֶּ֑ךָ כִּ֧י כְבַד־פֶּ֛א

As we note from the Hebrew text, in Exodus 4:10 there is only once the tetragrammaton יְהוָה֮ (YHWH) and once only אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy). But the authors of the New World Translation also replaced אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy) with the wrong form Jehovah.

So the correct translation of the Hebrew text is as follows:

Moses said unto YHWH, My Lord, I am not eloquent, neither heretofore, nor since thou hast spoken unto thy servant: but I am slow of speech, and of a slow tongue.

The same alteration was made by the authors of the New World Translation in Exodus 4:13. There too we find אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy) in place of the tetragrammaton יְהֹוָה (YHWH), but in their translation they replace it with the wrong form Jehovah.

Since the Hebrew rule says that the tetragrammaton with the vowels of Ădōnāy must be read Ădōnāy, most translators make the tetragrammaton “Lord”. So we have יהוה (YHWH), אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy) and יְהֹוָה (YHWH with the vowels of Ădōnāy, which according to the Hebrew rule should be read Ădōnāy).

LE MANIPOLAZIONI BIBLICHE DELLA TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO NEI VERSETTI 10 E 13 DI ESODO 4: ĂDŌNĀY (MIO SIGNORE) SOSTITUITO DA GEOVA

In Esodo 4,10 gli anonimi autori della Traduzione del Nuovo Mondo hanno sostituito אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy), che significa “mio Signore”, con Geova. Quindi traducono in questo modo:

Mosè disse a Geova: “Perdonami, Geova, ma non sono mai stato bravo nel parlare, né in passato né da quando hai cominciato a parlare al tuo servitore: sono infatti impacciato con la bocca e con la lingua.”

Ma nel testo ebraico si legge:

וַיֹּ֨אמֶר מֹשֶׁ֣ה אֶל־יְהוָה֮ בִּ֣י אֲדֹנָי֒ לֹא֩ אִ֨ישׁ דְּבָרִ֜ים אָנֹ֗כִי גַּ֤ם מִתְּמוֹל֙ גַּ֣ם מִשִּׁלְשֹׁ֔ם גַּ֛ם מֵאָ֥ז דַּבֶּרְךָ אֶל־עַבְדֶּ֑ךָ כִּ֧י כְבַד־פֶּ֛ה וּכְבַ֥ד לָשׁ֖וֹן אָנֹֽכִי׃

Come notiamo dal testo ebraico, in Esodo 4,10 c’è una sola volta il tetragramma יְהוָה֮ (YHWH) e una sola volta אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy). Ma gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo hanno sostituito anche אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy) con l’errata forma Geova.

Quindi la traduzione corretta del testo ebraico è la seguente:

Mosè disse a YHVH: “Mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono impacciato di bocca e di lingua.”

La medesima alterazione è stata fatta dagli autori della Traduzione del Nuovo Mondo in Esodo 4,13. Anche là infatti troviamo אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy) al posto del tetragramma יְהֹוָה (YHVH), ma nella loro traduzione lo sostituiscono con l’errata forma Geova.

Poiché la regola ebraica dice che il tetragramma con i segni vocalici di Ădōnāy si deve leggere e pronunciare Ădōnāy, la maggior parte dei traduttori rende il tetragramma “Signore”, che è appunto la traduzione dell’ebraico Ădōnāy. Quindi abbiamo יהוה (YHVH), אֲדֹנָי֒ (Ădōnāy) e יְהֹוָה (YHVH con le vocali di Adonày, che come si è già detto va letto e pronunciato Ădōnāy, secondo la regola ebraica).

RISPOSTE ALLE OBIEZIONI DEGLI ANTI-TRINITARI

In questo scritto propongo una raccolta di risposte alle obiezioni degli antitrinitari contro la dottrina cristiana della Santissima Trinità, della duplice natura (divina e umana) di Gesù Cristo, e della personalità e divinità dello Spirito Santo. Sotto ogni obiezione ci sarà un link contenente una risposta a tale obiezione.

La dottrina della Trinità non è biblica, ma fu inventata nel IV secolo DC dall’imperatore romano Costantino, durante il Concilio di Nicea. Infatti nella Bibbia non esiste la parola Trinità.

LA DOTTRINA CRISTIANA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

Gesù e il Padre non sono un unico Dio, poiché Giovanni 10,30 fa riferimento all’unità di intenti, non all’unità divina. Infatti in Giovanni 17 viene detto anche dei discepoli, “che siano tutti una cosa sola, come noi”. Ma è ovvio che i discepoli  non sono letteralmente una cosa sola, e così Gesù e il Padre. Perciò Gesù Cristo non è Dio.

IO E IL PADRE SIAMO UNO

PERCHÉ TUTTI SIANO UNA COSA SOLA

La Bibbia non insegna che Gesù Cristo è Dio, non insegna che abbia le medesime qualità e gli stessi attributi di Dio.

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/08/05/dio-e-gesu-3/

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/10/18/gesu-possiede-tutto-lessere-di-suo-padre-ad-eccezione-della-sua-paternita/

Gesù Cristo non è un solo Dio col Padre, e infatti la Bibbia dice che il Padre è maggiore (Giovanni 14,28).

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/12/14/il-padre-e-maggiore-di-me/

Gesù Cristo non può essere Dio, poiché ignora il giorno e l’ora del giudizio, conosciuti solo dal Padre (Marco 13,32).

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/12/14/se-gesu-cristo-conosca-oppure-ignori-il-giorno-e-lora-del-giudizio/

Gesù Cristo non può essere Dio poiché egli stesso prega Dio (Matteo 26,42).

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/09/20/domande-e-risposte-su-matteo-2642-gesu-prega-dio-padre-e-fa-la-sua-volonta/

Gesù Cristo non può essere un solo Dio col Padre, e infatti sulla croce si sente abbandonato dal Padre e lo chiama “Dio mio” (Marco 15,34).


https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/09/20/domande-e-risposte-su-marco-1534-dio-mio-dio-mio-perche-mi-hai-abbandonato/

Gesù Cristo non è Dio, e infatti Pietro lo definisce “servo di Dio” (Atti 3,13).

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/09/20/domande-e-risposte-su-atti-313-gesu-cristo-il-servo-di-dio/

Gesù Cristo non è Dio, e infatti la Bibbia dice che sarà sottomesso a Dio (1Corinzi 15,28).


https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/09/21/domande-e-risposte-su-1corinzi-1528-gesu-cristo-sottomesso-a-dio/

Gesù non è Dio, e infatti la Bibbia dice che doveva crescere in sapienza e grazia (Luca 2,52).


https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/09/22/domande-e-risposte-su-luca-252-la-conoscenza-umana-di-gesu-cristo/

Gesù non è Dio poiché egli stesso afferma che il Padre è l’unico Dio (Giovanni 17,3).

DOMANDE E RISPOSTE SU GIOVANNI 17,3: QUESTA È LA VITA ETERNA, CHE CONOSCANO TE, L’UNICO VERO DIO, E COLUI CHE HAI MANDATO, GESÙ CRISTO.

Gesù Cristo non è Dio, e infatti la Bibbia dice che Dio è il capo di Cristo (1Corinzi 11,3).

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/09/26/domande-e-risposte-su-1corinzi-113-capo-di-cristo-e-dio/

Lo Spirito Santo non è una persona divina, ma è una forza impersonale.

https://cristianicattoliciromani.art.blog/2022/12/16/lo-spirito-santo/

JESUS POSSESSES ALL OF HIS FATHER’S BEING EXCEPT HIS PATERNITY

John 16:15
All things that the Father has are Mine.

Jesus possesses the same divine nature as the Father with all his qualities and attributes, with the exception of fatherhood, which in the Trinity is exclusive to the Father. In fact, the Father is such because, from eternity, he generates his only Son. In the Trinity only the Father generates, and only the Son is generated (while the Holy Spirit, from eternity, is expired by the Father and the Son as from a single principle). Therefore the Son cannot possess the fatherhood proper to the Father.

GESÙ POSSIEDE TUTTO L’ESSERE DI SUO PADRE AD ECCEZIONE DELLA SUA PATERNITÀ

Giovanni 16,15
Tutto ciò che il Padre possiede è mio.

Gesù possiede la medesima natura divina del Padre con tutte le sue qualità e i suoi attributi, ad eccezione della paternità, che nella Trinità è esclusiva del Padre. Infatti il Padre è tale poiché dall’eternità genera il suo unigenito Figlio. Nella Trinità solo il Padre genera, e solo il Figlio è generato (mentre lo Spirito Santo, dall’eternità, è spirato dal Padre e dal Figlio come da un solo principio). Perciò il Figlio non può possedere la paternità propria del Padre.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora