TESTIMONI DI GEOVA E FALSE PROFEZIE

TESTIMONI DI GEOVA E FALSE PROFEZIE
di Giuseppe Monno

Matteo 24,36
«Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.»

Questo passo evangelico stabilisce un principio chiaro: il momento degli eventi finali non è conoscibile dall’uomo. Ne consegue che ogni tentativo di fissare date o scadenze precise si pone in tensione con l’insegnamento di Cristo.

Eppure, nella storia, non sono mancati tentativi in questa direzione. Tra i casi più documentati vi sono quelli dei Testimoni di Geova.

IL 1914 COME MOMENTO CULMINANTE

Charles Taze Russell – The Time Is at Hand (1889; ed. 1908, p. 101)

«La “battaglia del gran giorno di Dio Onnipotente”… si concluderà nel 1914 d.C. con il completo rovesciamento dell’attuale dominio della terra.»

Questa affermazione presenta una previsione precisa e verificabile: il sistema mondiale avrebbe dovuto essere rovesciato entro il 1914. Questo non è avvenuto. Dopo tale data, il significato del 1914 è stato riformulato nelle pubblicazioni ufficiali: non più come fine del sistema mondiale, ma come inizio degli “ultimi giorni”.

Fonti documentate:
– The Watchtower, 1 February 1915
– The Watchtower, 15 April 1916
– Jehovah’s Witnesses—Proclaimers of God’s Kingdom (1993), pp. 134–137

Il fatto che una data inizialmente presentata come conclusiva venga successivamente reinterpretata indica che la previsione, nei termini originari, non si è realizzata.

IL REGNO MILLENARIO (1873–1874)

Charles Taze Russell – The Time Is at Hand, pp. II, 101–107

«…il grande settimo giorno, dei mille anni del regno di Cristo, è iniziato nel 1873.»

Si tratta di una data precisa, derivata da una costruzione cronologica presentata come biblica.

Fonti correlate:
– Studies in the Scriptures, Vol. 2, cap. IV
– Zion’s Watch Tower, 1879–1883

Tale cronologia non è stata mantenuta nelle formulazioni successive, segno che si trattava di una interpretazione suscettibile di revisione.

IL 1925 E IL RITORNO DEI PATRIARCHI

Joseph Franklin Rutherford – Millions Now Living Will Never Die (1920, p. 89)

«Possiamo fiduciosamente aspettarci che il 1925 segnerà il ritorno di Abramo, Isacco, Giacobbe…»

Fonti aggiuntive:
– The Watchtower, 15 July 1920
– The Watchtower, 1 March 1921

Qui l’aspettativa è esplicita e temporalmente definita. Il 1925 è trascorso senza che tali eventi si verificassero. La previsione, pertanto, non si è realizzata nei fatti.

RAFFORZAMENTO DELL’ASPETTATIVA

The Watchtower, 1 September 1922, p. 262

«La data del 1925 è ancora più distintamente indicata dalle Scritture rispetto al 1914.»

The Watchtower, 1 April 1923, p. 106

«Il 1925 è sicuramente previsto dalle Scritture…»

Il linguaggio utilizzato esprime un elevato grado di certezza.

RIDIMENSIONAMENTO SUCCESSIVO

The Watchtower, 1 January 1925, p. 3

«Molti hanno fiduciosamente atteso… Ciò può essere realizzato.»

Il passaggio da espressioni di certezza a formulazioni più caute mostra un cambiamento nel modo di presentare l’aspettativa.

SVILUPPI SUCCESSIVI

The Watchtower, 15 September 1941
riferimento ai “pochi mesi rimanenti”

Let God Be True (1946, p. 194)

«Il disastro dell’Armageddon… è alla porta.»

Si osserva una transizione da date precise a un linguaggio di imminenza, che mantiene comunque l’idea di un evento prossimo.

VALUTAZIONE

Le fonti documentate mostrano che sono state formulate aspettative cronologiche precise (1914, 1925), ma tali aspettative non si sono realizzate nei termini annunciati e sono state successivamente riformulate o attenuate.

Secondo il criterio biblico: «Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà… quella parola non viene dal Signore» (Deuteronomio 18,22). Alla luce di questo principio, dichiarazioni che attribuiscono certezza a eventi futuri non verificatisi risultano, in senso teologico, false.

CONCLUSIONE

Il confronto con Matteo 24,36 rimane decisivo. Cristo esclude la possibilità di conoscere il momento finale. Le previsioni esaminate mostrano invece un tentativo di determinare tempi precisi, poi modificato alla luce degli eventi.

Ne consegue che tali annunci non possono essere considerati rivelazioni divine, ma interpretazioni umane presentate come verità bibliche — e, proprio per il loro mancato adempimento, qualificabili come false profezie.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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