
DIO È ONNIPRESENTE
di Giuseppe Monno
I Testimoni di Geova negano una verità fondamentale della rivelazione divina: l’onnipresenza di Dio. Tale negazione non è una semplice differenza interpretativa, ma una grave riduzione della natura stessa di Dio, che finisce per essere concepito come limitato, quasi materiale, e quindi non più il vero Dio rivelato nella Sacra Scrittura.
I Testimoni di Geova insistono sul fatto che Dio abiti in un luogo preciso, il cielo, citando passi come 1 Re 8,43. Tuttavia, questa lettura è letteralista e superficiale, incapace di cogliere il linguaggio analogico della Bibbia.
Dire che Dio è “nei cieli” non significa affermare che Egli sia circoscritto, ma che è trascendente, cioè infinitamente al di sopra della creazione. Ridurre il cielo a un luogo fisico dove Dio “risiede” equivale a trasformare Dio in una creatura, sia pure elevata.
Un Dio che occupa uno spazio non è più infinito.
La Parola di Dio smentisce in modo inequivocabile questa visione riduttiva:
«I cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti» (1 Re 8,27)
«Dove fuggire dalla tua presenza?» (Salmi 139)
«Non riempio io il cielo e la terra?» (Geremia 23,24)
Questi testi non lasciano spazio a interpretazioni: Dio non è contenuto, Dio riempie, Dio è ovunque presente. Negare questo significa contraddire apertamente la Scrittura.
La vera comprensione di questa verità è stata chiarita in modo sublime da San Tommaso d’Aquino.
Dio è presente in tutte le cose: per potenza, perché tutto dipende da Lui; per conoscenza, perché nulla gli è nascosto; per essenza, perché Egli è la causa dell’essere di ogni cosa.
Questa terza dimensione è decisiva: Dio non è semplicemente informato o potente a distanza, ma è intimamente presente alla realtà, sostenendola nell’esistenza. Negare questo equivale a negare Dio come Creatore continuo.
La dottrina dei Testimoni di Geova porta a implicazioni teologiche gravi: introduce un Dio limitato nello spazio; rompe il legame diretto tra Dio e la creazione; trasforma l’azione divina in qualcosa di indiretto e distante. In sostanza, il loro Dio non è più l’“Essere” assoluto, ma un ente tra gli enti, per quanto superiore.
La fede cattolica proclama invece con chiarezza: Dio è trascendente e immanente allo stesso tempo; è al di sopra di tutto, ma anche presente in tutto; non è contenuto dal mondo, ma il mondo è contenuto in Lui.
E ancora di più: Dio dimora in modo speciale nell’anima in grazia, realizzando una comunione reale e personale.
L’onnipresenza di Dio non è un dettaglio secondario, ma una verità essenziale. Negarla significa deformare il volto stesso di Dio.
Il Dio della Bibbia non è un sovrano lontano confinato in un luogo remoto: è il Dio vivente, presente ovunque, che tutto vede, tutto sostiene e tutto avvolge con la sua infinita presenza.