AVVOCATA NOSTRA

di Giuseppe Monno

Maria è nostra avvocata perche intercede per noi presso Dio. Il titolo avvocato è la traduzione del greco paràkletos che significa anche “chiamato in aiuto”, “difensore”, “soccorritore”, “consolatore”. I beati nel cielo sono nostri avvocati, perché sono chiamati in nostro soccorso e intercedono per noi presso Dio (2Maccabei 15,6-16). A maggior ragione Maria, scelta dal Signore a essere madre di tutti i credenti (Giovanni 19,25-27). Infatti, secondo il significato spirituale della parola di Dio, il “discepolo amato” sotto la croce è figura di tutti i credenti che accolgono Maria come madre. E come madre donataci da Gesù, Maria non può non intervenire presso Dio in nostro favore, come nostra avvocata e soccorritrice.

JÉSUS DOIT ÊTRE PRIÉ

Dans l’Evangile, Jésus nous enseigne à prier le Père, et à le prier par le Fils: “En vérité, en vérité, je vous le dis, ce que vous demanderez au Père, il vous le donnera en mon nom.” (Jean 16:23) “Voici donc comment vous devez prier: Notre Père qui es aux cieux! Que ton nom soit sanctifié; que ton règne vienne; que ta volonté soit faite sur la terre comme au ciel. Donne-nous aujourd’hui notre pain quotidien; pardonne-nous nos offenses, comme nous aussi nous pardonnons à ceux qui nous ont offensés; ne nous induis pas en tentation, mais délivre-nous du malin.” (Matthieu 6:9-13)

Est-ce à dire que nous ne pouvons pas adresser nos prières directement à Jésus, sans demander au Père?

Jésus peut être prié directement. En premier lieu parce que le même est Dieu (Jean 20:28; Actes 20:28; Colossiens 1:16-17; 2,9; Tite 2:13; 2 Pierre 1:1) et doit donc être prié comme tel. En effet, lorsque nous prions Dieu, nous prions aussi Jésus, qui est un avec le Père et le Saint-Esprit (Jean 10:30; Matthieu 10:20; Galates 4:6). Deuxièmement, parce que la Bible elle-même enseigne que vous pouvez prier directement Jésus. Voyons deux exemples dans la Bible:

Actes 7:59-60
Et ils lapidaient Étienne, qui priait et disait: Seigneur Jésus, reçois mon esprit! Puis, s’étant mis à genoux, il s’écria d’une voix forte: Seigneur, ne leur impute pas ce péché! Et, après ces paroles, il s’endormit.

Le diacre Étienne a prié le Seigneur Jésus de l’accueillir au ciel et d’avoir pitié de ses meurtriers. Le texte ne présente aucun doute : Jésus-Christ peut être prié.

2 Corinthiens 12:8-10
Trois fois j’ai prié le Seigneur de l’éloigner de moi, et il m’a dit: Ma grâce te suffit, car ma puissance s’accomplit dans la faiblesse. Je me glorifierai donc bien plus volontiers de mes faiblesses, afin que la puissance de Christ repose sur moi. C’est pourquoi je me plais dans les faiblesses, dans les outrages, dans les calamités, dans les persécutions, dans les détresses, pour Christ; car, quand je suis faible, c’est alors que je suis fort.

Que Paul parle du Seigneur Jésus est évident. Paul rapporte les paroles du Seigneur: “Ma puissance s’avère parfaite dans la faiblesse.” Et aussitôt après, il dit: “Que la puissance du Christ repose sur moi.” Il est clair que Paul priait le Seigneur Jésus, pas Dieu le Père. Je répète: Le Seigneur dit: “Ma puissance”. Paul dit: “La puissance du Christ”. Il n’y a aucun doute sur l’identité du Seigneur que Paul a prié.

On peut prier Jésus directement, sans nécessairement avoir à prier le Père.

“Ô mon Jésus, pardonnez-nous nos péchés, préservez-nous du feu de l’enfer, et conduisez au Ciel toutes les âmes, spécialement celles qui ont le plus besoin de votre miséricorde.” (La Sainte Vierge Marie dans ses apparitions aux trois petits bergers de Fatima)

JESUS MUST BE PRAYED

In the Gospel, Jesus teaches us to pray to the Father, and to pray to him through the Son: “In all truth I tell you, anything you ask from the Father he will grant in my name.” (John 16:23) “So you should pray like this: Our Father in heaven, may your name be held holy, your kingdom come, your will be done, on earth as in heaven. Give us today our daily bread. And forgive us our debts, as we have forgiven those who are in debt to us. And do not put us to the test, but save us from the Evil One.” (Matthew 6:9-13)

Does this mean that we cannot address our prayers directly to Jesus, without asking the Father?

Jesus can be prayed directly. In the first place because the same is God (John 20:28; Acts 20:28; Colossians 1:16-17; 2,9; Titus 2:13; 2 Peter 1:1) and therefore must be prayed as such. In fact, when we pray to God we are also praying to Jesus, who is one with the Father and the Holy Spirit (John 10:30; Matthew 10:20; Galatians 4:6). Secondly, because the Bible itself teaches that you can pray to Jesus directly. Let’s see two examples in the Bible:

Acts 7:59-60
While they were stoning him, Stephen prayed, “Lord Jesus, receive my spirit.” Then he fell on his knees and cried out, “Lord, do not hold this sin against them.” When he had said this, he fell asleep.

The deacon Stephen prayed to the Lord Jesus to welcome him to heaven and to have mercy on his murderers. The text does not present any doubt: Jesus Christ can be prayed.

2 Corinthians 12:8-10
Three times I preyed with the Lord to take it away from me. But he said to me, “My grace is sufficient for you, for my power is made perfect in weakness.” Therefore I will boast all the more gladly about my weaknesses, so that Christ’s power may rest on me. That is why, for Christ’s sake, I delight in weaknesses, in insults, in hardships, in persecutions, in difficulties. For when I am weak, then I am strong. 

That Paul is speaking of the Lord Jesus is obvious. Paul reports the words of the Lord: “My power is made perfect in weakness.” And immediately afterwards he says: “Christ’s power may rest on me.” It is clear that Paul prayed to the Lord Jesus Christ, not God the Father. I repeat: The Lord says: “The my power”. Paul says: “Christ’s power”. There is no doubt about the identity of the Lord that Paul prayed to.

We can pray to Jesus directly, without necessarily having to asking the Father.

“O my Jesus, forgive us our sins, save us from the fires of Hell and lead all souls to Heaven, especially those most in need of Thy Mercy.” (The Holy Virgin Mary in her apparitions to the three little shepherds of Fatima)

LA PREGHIERA RIVOLTA DIRETTAMENTE A GESÙ

di Giuseppe Monno

Nel Vangelo Gesù c’insegna a pregare il Padre, e a pregarlo per mezzo del Figlio: “In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giovanni 16,23) “Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori; e non indurci in tentazione, ma liberaci dal male.” (Matteo 6,9-13)

Ciò significa che non possiamo rivolgere la nostra preghiera direttamente a Gesù, anziché interpellare il Padre?

Gesù si può pregare direttamente. In primo luogo perché il medesimo è Dio (Giovanni 20,28; Atti 20,28; Colossesi 1,16-17; 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1) e perciò va pregato come tale. Infatti quando preghiamo Dio stiamo pregando anche Gesù, che è una cosa sola col Padre e con lo Spirito Santo (Giovanni 10,30; Matteo 10,20; Galati 4,6). In secondo luogo perché la Bibbia stessa insegna che si può pregare direttamente Gesù. Vediamo qualche esempio nella Bibbia:

Matteo 7,21
Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

La Scrittura sopracitata è un riferimento alla preghiera rivolta al Signore Gesù Cristo. Egli ci dice che pregarlo senza però fare la volontà di Dio non ci assicura il regno dei cieli.

Atti 7,59-60
E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”. Poi piegò le ginocchia e gridò forte: “Signore, non imputar loro questo peccato.” Detto questo, morì.

Il diacono Stefano pregava il Signore Gesù di accoglierlo in paradiso e di avere misericordia degli assassini di lui. Il testo non presenta alcun dubbio: Gesù Cristo può essere pregato.

Romani 10,13
Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

Il Signore di cui parla Paolo è Cristo. L’apostolo, citando Giole 3,32 ci dice che Cristo può essere invocato, quindi pregato. Questo lo vediamo anche nella precedente Scrittura in cui Stefano invoca Gesù, pregandolo di accogliere il suo spirito e di perdonare i suoi assassini.

2Corinzi 12,8-10
Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.” Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte.

Che Paolo stia parlando del Signore Gesù è palese. Paolo riporta le parole del Signore: “La mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.” E subito dopo dice: “La potenza di Cristo riposi su di me.” È chiaro che il Signore pregato da Paolo è Gesù Cristo, non Dio Padre. Ripeto: Il Signore dice: “La mia potenza”. Paolo dice: “La potenza di Cristo”. Non c’è alcun dubbio sull’identità del Signore pregato da Paolo.

Possiamo pregare direttamente Gesù, senza per forza interpellare il Padre nelle nostre preghiere. Certi che anche il Padre ascolterà le nostre preghiere assieme a suo Figlio, e per amore di suo Figlio.

ONNIPOTENZA DI DIO

La Bibbia insegna che Dio è onnipotente, e cioè in grado di fare tutto ciò che è possibile fare. Vediamo alcuni passi biblici:

Marco 10,27
Ma Gesù, fissando lo sguardo su di loro, disse: “Questo è impossibile agli uomini, ma non a Dio, perché ogni cosa è possibile a Dio.”

2Corinzi 6,18
E sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente.

Apocalisse 1,8
Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

Apocalisse 4,8
I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere: Santo, Santo, Santo il Signore Dio, l’Onnipotente, Colui che era, che è e che viene!

Apocalisse 11,17
Noi ti rendiamo grazie, Signore Dio onnipotente, che sei e che eri, perché hai messo mano alla tua grande potenza, e hai instaurato il tuo regno.

Apocalisse 15,3
cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello: “Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!”

Apocalisse 16,7
Udii una voce che veniva dall’altare e diceva: “Sì, Signore, Dio onnipotente; veri e giusti sono i tuoi giudizi!”

Apocalisse 16,14
Sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente.

Apocalisse 19,6
Udii poi come una voce di una immensa folla simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti, che gridavano: “Alleluia.
Ha preso possesso del suo regno il Signore,
il nostro Dio, l’Onnipotente.”

Apocalisse 19,15
Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente.

Apocalisse 21,22
Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio.

DOMANDE E RISPOSTE: SE LA MADRE DEL SIGNORE ABBIA CONOSCIUTO IL PECCATO

di Giuseppe Monno

Dove sta scritto nella Bibbia che Maria non ha mai conosciuto il peccato?

Maria è la piena di grazia (Luca 1,28). La pienezza della grazia, dono dell’Onnipotente, non è compatibile col peccato. Il greco kecharitoméne, tradotto in “piena di grazia”, è il participio perfetto passivo vocativo femminile singolare del verbo charitóo, che vuol dire “colmare di grazia”. Il prefisso ke indica il verbo al tempo perfetto, mentre il suffisso méne indica il verbo in forma di participio passivo. Perciò il senso di kecharitoméne tradotto da San Girolamo nel latino gratia plena, in italiano piena di grazia, è: “Tu che fosti colmata dalla grazia e che continui ad esserne colmata”. Nel Protovangelo leggiamo queste parole che Dio rivolse al serpente: “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno” (Genesi 3,15). Cristo, generato da Maria secondo la carne, ha schiacciato la testa dell’antico serpente per mezzo del suo trionfo sulla morte.

Dove sta scritto nella Bibbia che questa donna è proprio Maria e non, in senso figurato, Israele dal quale proviene Cristo secondo la carne?

Inimicizia tra la donna e il serpente significa che questa donna non è stata amica del peccato neppure una volta. Perciò non può essere Eva, perché fu amica del peccato a causa della sua disobbedienza a Dio per la seduzione del serpente. Non può essere Israele, perché il popolo eletto si è allontanato molte volte da Dio, peccando anche di idolatria. Questa donna non può essere altri che Maria, dalla quale fu generato Cristo secondo la carne. Maria è la piena di grazia, e la pienezza della grazia in Maria non è compatibile col peccato. Perciò Maria come fu concepita senza peccato, è pure vissuta senza mai peccare, poiché Dio l’ha sostenuta dal cadere nel peccato. Non era conveniente infatti che la Madre del Redentore fosse stata amica del peccato anche solo una volta.

Se Maria non ha mai conosciuto il peccato, perché nel suo cantico riconosce Dio come suo Salvatore?

Maria è stata redenta in anticipo, fin dal primo istante del suo concepimento, in vista dei meriti di Gesù Cristo, la cui salvezza universale ha effetti attivi e retroattivi. La sua è stata una redenzione singolare. Maria è stata preservata dall’esperienza del peccato, non solo originale ma anche personale, poiché la pienezza della grazia l’ha trattenuta dal precipitarvi. Non era conveniente infatti che la Madre del Redentore fosse stata amica del peccato anche solo una volta. Per questo l’angelo si è presentato da lei con le parole “Chaire Kecharitoméne”, che significano “Rallegrati Piena di grazia”. Quindi Maria, pur non avendo mai conosciuto il peccato, riconosce Dio come suo Salvatore (Luca 1,47).

Se Maria non ha mai conosciuto il peccato, perché Paolo dice: “Non c’è nessun giusto” (Romani 3,10), e anche: “Tutti hanno peccato” (Romani 3,23), ma senza aggiungere “eccetto Maria” ?

La Scrittura dice che Gesù Cristo non ha mai peccato (Ebrei 4,15). Ora, come mai Paolo dice che “non c’è nessun giusto”, e che “tutti hanno peccato”, senza aggiungere “eccetto Gesù” ? È ovvio che dall’universalità del peccato si deve escludere Gesù, così come si deve escludere sua madre. In quell’occasione Paolo stava insegnando che non c’è alcuna superiorità da parte del giudeo sul non giudeo, poiché tutti hanno peccato, ma sono gratuitamente giustificati dalla grazia di Dio, in virtù della redenzione realizzata da Gesù Cristo (Romani 3,23-24). Ma dall’universalità del peccato si devono escludere Gesù e Maria, redenta in anticipo e in modo singolare, per i meriti di suo Figlio. La rivelazione divina è stata progressiva. Dio con i suoi tempi, non coi nostri, ha scelto di rivelare, per mezzo della sua Chiesa, in particolare Papa Pio IX e la bolla Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854, che Maria è stata aliena dal peccato fin dal primo istante del suo concepimento.

ETERNITÀ DI DIO

Dio è eterno, cioè senza inizio né fine. La Bibbia insegna che Dio non ha principio nel tempo, ma esiste da sempre e per sempre. Vediamo alcuni esempi:

Genesi 21,33
Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell’eternità.

Deuteronomio 33,27
Rifugio è il Dio dei tempi antichi e quaggiù lo sono le sue braccia eterne.

Isaia 40,28
Non lo sai forse? Non lo hai udito? Dio eterno è il Signore, creatore di tutta la terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile.

Isaia 43,12-13
Io sono Dio, sempre il medesimo dall’eternità.

Isaia 57,15
Poiché così parla l’Alto e l’Eccelso, che ha una sede eterna e il cui nome è santo: In un luogo eccelso e santo io dimoro, ma sono anche con gli oppressi e gli umiliati, per ravvivare lo spirito degli umili e rianimare il cuore degli oppressi.

Geremia 10,10
Il Signore, invece, è il vero Dio, egli è Dio vivente e re eterno.

Salmi 90,2
Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l’universo, anzi da sempre e per sempre tu sei Dio.

Salmi 102,27
Ma tu sei sempre lo stesso e i tuoi anni non avranno mai fine.

Romani 16,26
ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche, per ordine dell’eterno Dio, a tutte le genti perché obbediscano alla fede.

ONNISCIENZA DI DIO

La Bibbia insegna che Dio conosce tutte le cose. Vediamo alcuni esempi:

1Samuele 2,3
Non moltiplicate i discorsi superbi, dalla vostra bocca non esca arroganza; perché il Signore è il Dio che conosce tutto e le sue opere sono rette.

Isaia 46,10
Io annuncio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute.

Salmi 138,1-4
Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. Ti sono note tutte le mie vie; la mia parola non è ancora sulla lingua e tu, Signore, già la conosci tutta.

Salmi 139,12
Le tenebre stesse non possono nasconderti nulla e la notte per te è chiara come il giorno.

Giovanni 21,17
Gli disse la terza volta: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene?” Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: “Mi vuoi bene?” E gli rispose: “Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene.” Gesù gli disse: “Pasci le mie pecore.”

Dio conosce tutte le cose presenti, passate e future. Inoltre conosce come sarebbero andate le cose se gli uomini avessero fatto scelte diverse da quelle già compiute. Dio è onnisciente.

ONNIPRESENZA DI DIO

1Re 8,43
Tu ascoltalo dal cielo, luogo della tua dimora.

Il passo biblico sopracitato può far pensare che Dio si trovi in un luogo specifico. Così non è. Dio non è circoscritto a un luogo, ma è onnipresente. Si dice che “Dio è in cielo” non perché circoscritto a un luogo, ma nel senso che egli è trascendente, cioè al di sopra di tutte le cose. Il Dio sovrano seduto sul suo trono, in cielo, altri non è che un antropomorfismo. Ma la Bibbia, allo stesso tempo, insegna che Dio è onnipresente. Vediamo alcuni esempi:

1Re 8,27
Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita!

Salmi 138,5-12
Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. Stupenda per me la tua saggezza, troppo alta, e io non la comprendo.  Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra e intorno a me sia la notte”; nemmeno le tenebre per te sono oscure, e la notte è chiara come il giorno; per te le tenebre sono come luce.

Proverbi 15,3
In ogni luogo sono gli occhi del Signore,
scrutano i malvagi e i buoni.

Geremia 23,24
Può forse nascondersi un uomo nei nascondigli senza che io lo veda? Non riempio io il cielo e la terra? Parola del Signore.

Matteo 6,9
Padre nostro che sei nei cieli.

Marco 10,27
Ma Gesù, guardandoli, disse: “Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio.”

Giovanni 14,23
Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”

San Tommaso D’Aquino ci spiega che Dio è presente in tutte le cose in questi tre modi:

1) Per la sua potenza, perché tutte le cose visibili e invisibili, materiali e spirituali, gli sono sottomesse.
2) Per la sua presenza o infinita conoscenza, per cui tutto gli è costantemente presente, compresi i segreti dei cuori.
3) Per la sua essenza, cioè per la sua virtù creatrice e conservatrice, per mezzo della quale Dio conserva ogni realtà nell’esistenza.
vedi “Somma Teologica I, 8, 3”.

Dio, inoltre, è personalmente presente nelle anime dei giusti mediante la sua grazia, per elevarle alla comunione con lui.

IL BATTESIMO DI GESÙ

di Giuseppe Monno

Gesù si lasciò battezzare da Giovanni nelle acque del Giordano (Matteo 3,13-17) in primo luogo perché tal battesimo va considerato come una investitura messianica (Isaia 42,1-4; 61,1-3), e in questo modo Dio Padre ha voluto confermare il ministero di suo Figlio che da quel momento ebbe inizio. In secondo luogo per istituire il battesimo cristiano col quale i credenti possono camminare a vita nuova (Giovanni 3,5). Egli l’ha imposto alla sua Chiesa prima di salire al Padre (Matteo 28,19; Marco 16,15-16). Durante il ministero di Gesù, tuttavia, i suoi discepoli già battezzavano (Giovanni 3,22; 4,1-2). Differentemente da quello di Giovanni, il quale era un battesimo di penitenza e di conversione nell’attesa della venuta del Messia (Marco 1,4-8), quello istituito da Gesù è un vero e proprio sacramento che tra i suoi effetti ha quello della remissione di tutti i peccati (Atti 2,38; 22,16; Tito 3,5; 1Pietro 3,21), poiché mentre l’acqua lava il corpo, la grazia data da questo sacramento lava l’anima.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora