FRATELLI DI GESÙ, MA NON FIGLI DI SUA MADRE

Matteo 13,55
Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?

Marco 6,3
Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?

Premessa riguardo l’uso del greco adelphós nella Bibbia

Nella Bibbia in riferimento a un fratello si fa uso del termine greco adelphós (il femminile singolare ha adelphé, mentre il plurale maschile e quello femminile hanno adelphói e adelphai). Ciò nonostante, adelphós è utilizzato in senso ben più ampio e, oltre ai fratelli uterini o germani (Genesi 4,1-2 Septuaginta + Matteo 4,21), fa riferimento ai cugini (1Cronache 23,21-22 Septuaginta), a zio e nipote (confronta Genesi 13,8 con 11,27 Septuaginta), ai concittadini (Genesi 19,6-7 Septuaginta), ai membri di una tribù (1Cronache 15,4-10 Septuaginta), ai connazionali (Esodo 2,11; Deuteronomio 18,15 Septuaginta + Atti 3,17), agli sposi (Tobia 7,12 Septuaginta), ai bisognosi (Matteo 25,40), ai discepoli di Gesù (Giovanni 20,17-18) e a tutti coloro che fanno la volontà di Dio (Matteo 12,49-50). Fatta questa premessa, vediamo cosa dice la parola di Dio riguardo questi fratelli di Gesù.

La madre di Giacomo e di Ioses (forma ellenistica di Giuseppe) si chiama Maria

Matteo 27,55-56
C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Màgdala, MARIA MADRE DI GIACOMO E DI GIUSEPPE, e la madre dei figli di Zebedèo.

Marco 15,40-41
C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, MARIA MADRE DI GIACOMO IL MINORE E DI IOSES, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

La madre di Giacomo e di Ioses è talvolta chiamata « l’altra Maria » per distinguerla dalla madre di Gesù e dalla Maddalena

Matteo 27,61
Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e L’ALTRA MARIA.

Matteo 28,1
Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e L’ALTRA MARIA andarono a visitare il sepolcro.

Marco 16,1
Passato il sabato, Maria di Màgdala, MARIA DI GIACOMO e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.

Luca 24,9-10
E, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria di Màgdala, Giovanna e MARIA DI GIACOMO. Anche le altre che erano insieme lo raccontarono agli apostoli.

Questa Maria, madre di Giacomo e di Ioses, è la moglie di Clèopa

Matteo 27,55-56
C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Màgdala, MARIA MADRE DI GIACOMO E DI GIUSEPPE, e la madre dei figli di Zebedèo.

Marco 15,40-41
C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, MARIA MADRE DI GIACOMO IL MINORE E DI IOSES, e Salome, che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.

Giovanni 19,25
Stavano presso la croce di Gesù sua madre e la sorella di sua madre, MARIA DI CLÈOPA, e Maria di Màgdala.

Maria di Clèopa è la cognata della madre di Gesù, e per questo è menzionata come sorella di lei. Infatti, secondo quanto afferma lo scrittore giudeo cristiano Egesippo (110-180), menzionato da Eusebio (Storia Ecclesiastica III, 11.32), Clèopa è il fratello di Giuseppe, lo sposo della madre di Gesù. Egesippo avrà ottenuto queste informazioni da qualche discendente di Clèopa. Perciò Giacomo il minore e Ioses sono cugini di Gesù. Alcuni studiosi identificano Giacomo il minore con l’apostolo Giacomo di Alfeo (Matteo 10,3; Marco 3,18; Luca 6,15; Atti 1,13), il fratello del Signore (Galati 1,19), primo vescovo di Gerusalemme (menzionato anche come una delle colonne della Chiesa [Galati 2,9]). E allora Alfeo di Giacomo (da non confondere con Alfeo padre di Levi [Marco 2,14]) e Clèopa sono la medesima persona. Altri invece distinguono Giacomo il minore da Giacomo di Alfeo. Quindi due di questi quattro menzionati come fratelli di Gesù, sono suoi cugini. Secondo Egesippo (Storia Ecclesiastica III, 11), anche Simone è figlio di Clèopa, quindi cugino di Gesù. Quanto a Giuda, autore della omonima lettera, si presenta come fratello di Giacomo (Giuda 1). Probabilmente si tratta dell’apostolo Taddeo, detto anche Giuda di Giacomo (confronta Matteo 10,3 con Luca 6,16 e Atti 1,13). Perciò se Giacomo il minore è il medesimo figlio di Alfeo, anche Giuda di Giacomo potrebbe essere un cugino di Gesù.

DIO È GESÙ

Parallelismi tra Dio e Gesù Cristo

Dio è datore di vita eterna

1Giovanni 5,11
E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio.

Gesù è datore di vita eterna

Giovanni 10,28
Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.

Dio conosce tutte le cose

1Samuele 2,3
Non moltiplicate i discorsi superbi, dalla vostra bocca non esca arroganza; perché il Signore è il Dio che sa tutto e le sue opere sono rette.

Salmi 139,1-4
Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu sai quando seggo e quando mi alzo. Penetri da lontano i miei pensieri, mi scruti quando cammino e quando riposo. Ti sono note tutte le mie vie; la mia parola non è ancora sulla lingua e tu, Signore, già la conosci tutta.

Gesù conosce tutte le cose

Giovanni 21,17
Gli disse la terza volta: « Simone di Giovanni, mi vuoi bene? » Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: « Mi vuoi bene? » E gli rispose: « Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene ». Gesù gli disse: « Pasci le mie pecore ».

Dio esiste dall’eternità

Isaia 43,12-13
Oracolo del Signore: Io sono Dio, sempre il medesimo dall’eternità.

Salmi 90,2
Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l’universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio.

Gesù – in quanto persona divina – esiste dall’eternità

Giovanni 1,1
In principio era il Lógos, e il Lógos era presso Dio, e il Lógos era Dio.

Colossesi 1,17: Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono.

Dio è il primo e l’ultimo e il vivente

Isaia 44,6
Così dice il re di Israele, il suo redentore, il Signore degli eserciti: « Io sono il primo e io l’ultimo; fuori di me non vi sono dèi ».

Isaia 48,12
Ascoltami, Giacobbe, Israele che ho chiamato: Sono io, io solo, il primo e anche l’ultimo.

Matteo 16,16
Rispose Simon Pietro: « Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente ».

2Corinzi 6,16
Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.

Gesù è il primo e l’ultimo e il vivente

Apocalisse 1,17-18
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il primo e l’ultimo e il vivente. Io divenni morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi.

Apocalisse 2,8
All’angelo della Chiesa di Smirne scrivi: Così parla il primo e l’ultimo, che divenne morto ed è tornato alla vita.

Dio è il Re dei re e il Signore dei signori

1Timoteo 6,15
Che al tempo stabilito sarà a noi rivelata dal beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori.

Gesù è il Re dei re e il Signore dei signori

Apocalisse 17,14
Essi combatteranno contro l’Agnello, ma l’Agnello li vincerà, perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati, gli eletti e i fedeli.

L’angelo che mostrò a Giovanni di Patmos le cose che devono accadere, fu inviato da Dio

Apocalisse 22,6
Poi mi disse: « Queste parole sono certe e veraci. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra breve ».

L’angelo che mostrò a Giovanni di Patmos le cose che devono accadere, fu inviato da Gesù

Apocalisse 22,16
Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino.

Dio ha risuscitato il corpo di Gesù

Atti 10,40
Ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno.

Gesù ha risuscitato il proprio corpo

Giovanni 2,19-22
Rispose loro Gesù: « Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere ». Gli dissero allora i Giudei: « Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere? ». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

Dio è il Pastore

Geremia 31,10
Ascoltate la parola del Signore, popoli, annunziatela alle isole lontane e dite: « Chi ha disperso Israele lo raduna e lo custodisce come fa un pastore con il gregge ».

Gesù è il Pastore

Giovanni 10,14
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Dio è il Signore

Genesi 9,26
Disse poi: Benedetto il Signore, Dio di Sem,
Canaan sia suo schiavo!

Genesi 14,22
Ma Abram disse al re di Sòdoma: «Alzo la mano davanti al Signore, il Dio altissimo, creatore del cielo e della terra.

Gesù è il Signore

Romani 10,9
Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.

1Corinzi 12,3
Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire « Gesù è anàtema », così nessuno può dire « Gesù è Signore » se non sotto l’azione dello Spirito Santo.

Dio è l’unico Signore

Deuteronomio 6,4
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.

Marco 12,29
Gesù rispose: Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore.

Gesù è l’unico Signore

Atti 10,36
Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, recando la buona novella della pace, per mezzo di Gesù Cristo, che è il Signore di tutti.

Romani 10,12
Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l’invocano.

1Corinzi 8,6
per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.

Giuda 4
Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui – i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna – empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico Padrone e Signore Gesù Cristo.

Dio è il Salvatore

Isaia 17,10
Perché hai dimenticato Dio tuo Salvatore e non ti sei ricordato della Roccia, tua fortezza. Tu pianti perciò piante amene e innesti tralci stranieri.

Isaia 43,11
Io sono il Signore, fuori di me non v’è Salvatore.

1Timoteo 4,10
Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il Salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono.

Gesù è il Salvatore

Filippesi 3,20
La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come Salvatore il Signore Gesù Cristo.

2Timoteo 1,10
Ma è stata rivelata solo ora con l’apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù, che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo.

Tito 1,4
A Tito, mio vero figlio nella fede comune: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro Salvatore.

Dio rimette i peccati

Marco 2,7
Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?

Gesù rimette i peccati

Marco 2,5
Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati!

Marco 2,10
Perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati.

Dio è il Creatore di tutte le cose

Isaia 44,24
Così parla il Signore, il tuo Redentore, colui che ti ha formato fin dal seno materno: Io sono il Signore, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho disteso la terra, senza che vi fosse nessuno con me.

Gesù – in quanto persona divina – è il Creatore di tutte le cose

Giovanni 1,3
Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

Colossesi 1,16
Poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

Ebrei 1,2
In questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo.

1Corinzi 8,6
Un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.

Da questi parallelismi risulta chiaro che Dio è Gesù

Gesù è Dio

Luca 8,37-39
Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Gesù, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: « Torna a casa tua e racconta quello che Dio ti ha fatto ». L’uomo se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù gli aveva fatto.

Giovanni 8,58
Rispose loro Gesù: « In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono ».

Giovanni 16,15
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Giovanni 20,28
Rispose Tommaso: « Signore mio e Dio mio! ».

Atti 20,28
Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue.

Romani 9,5
Da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa Dio benedetto nei secoli. Amen.

Colossesi 2,9
È in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità.

Tito 2,13
Nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.

2Pietro 1,1
Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ricevuto in sorte con noi la stessa preziosa fede per la giustizia del nostro Dio e salvatore Gesù Cristo.

Gesù e il Padre sono un solo Dio

Giovanni 10,30
Io e il Padre siamo Uno.

Lo Spirito di Dio è, ad un tempo, lo Spirito del Padre e lo Spirito di Gesù Cristo

Matteo 10,20
Non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Atti 16,6-7
Attraversarono quindi la Frigia e la regione della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro di predicare la parola nella provincia di Asia. Raggiunta la Misia, si dirigevano verso la Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro.

Romani 8,9
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.

Galati 4,6
E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!

1Pietro 1,11
Cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle.

In conclusione: Dio è Gesù

UN SOLO DIO, IL PADRE, E UN SOLO SIGNORE GESÙ CRISTO

1Corinzi 8,6
Per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.

Quando la Scrittura distingue Gesù da Dio, è perché sta distinguendo la persona del Figlio da quella del Padre, e non perché stia negando la divinità di Gesù, esplicitata in molte altre scritture (ved per esempio Giovanni 20,28; Atti 20,28; Colossesi 2,9; Tito 2,13; 2Pietro 1,1). Infatti ogni volta che la Scrittura distingue Gesù dal Padre, mentre quest’ultimo viene chiamato « Dio », Gesù viene chiamato « il Signore » (ved per esempio 1Corinzi 8,6; Romani 10,9). Ma Dio stesso è « il Signore » (Genesi 9,26; 13,4; 14,22) e « l’unico Signore » (Deuteronomio 6,4; Marco 12,29), e chiamando Gesù « il Signore » (Filippesi 2,11; 1Corinzi 12,3) e « l’unico Signore » (1Corinzi 8,6; Giuda 1,4) e « il Signore di tutti » (Atti 10,36; Romani 10,12), la Scrittura ci dice chiaramente che egli è Dio. Attenzione non si tratta di un secondo Dio, poiché Gesù è col Padre un solo Dio (Giovanni 10,30), perché partecipa pienamente della medesima e indivisibile natura e sostanza divina del Padre (Giovanni 16,15).

GESÙ CRISTO È IL SIGNORE DI TUTTI

ATTI 10,36

Traduzione del Nuovo Mondo 1987
Egli ha mandato la parola ai figli d’Israele per dichiarare loro la buona notizia della pace per mezzo di Gesù Cristo: Questi è Signore di tutti [gli altri].

Gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo, nell’edizione del 1987, hanno gravemente alterato la parola di Dio aggiungendo « gli altri » tra parentesi quadra, pur di negare che Gesù è il Signore di tutti. Infatti nel testo greco manca « ἄλλος » (allos), che significa « altri ». Traduzioni come la CEI, la TILC, la Nuova Riveduta e la Nuova Diodati, riportano correttamente « Signore di tutti », dal greco « πάντων Κύριος » (panton Kyrios). La traduzione di Atti 10,36 da parte degli autori della Traduzione del Nuovo Mondo 1987, cozza con la loro traduzione di Romani 10,12 che ha: « Tutti hanno lo stesso Signore ». Se tutti hanno il medesimo Signore, come può Gesù Cristo essere il Signore di tutti gli altri, anziché di tutti? Per gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo si è compiuta la Scrittura che dice: « Il Signore confonde le parole del perfido » (Proverbi 22,12). Gesù Cristo è il Signore di tutti, non di alcuni. Va detto che nella revisione del 2017, gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo hanno evitato di aggiungere « tutti gli altri » tra parentesi quadra. Tuttavia vi troviamo ugualmente molte altre alterazioni bibliche come nelle precedenti edizioni.

ROMANI 10,13

GESÙ O GEOVA?

ROMANI 10,13

Traduzione del Nuovo Mondo
Chiunque invocherà il nome di Geova sarà salvato.

Gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo hanno inserito il nome « Geova » al posto del genitivo « Kyriou », che significa « del Signore », e che troviamo nel testo greco « to onoma Kyriou », cioè « il nome del Signore » (Romani 10,13). Secondo il contesto, quelle parole di Paolo vanno riferite a Gesù Cristo. Leggiamo infatti:

9 Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. 10 Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza. 11 Dice infatti la Scrittura: Chiunque crede in lui non sarà deluso. 12 Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l’invocano. 13 Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

L’apostolo sta chiaramente parlando di Gesù, affermando che Gesù è il Signore di tutti, e chiunque invocherà il suo nome sarà salvato. Perciò il nome da invocare è quello di Gesù. Infatti quello di Gesù è « il nome al di sopra di ogni nome, e nel quale ogni ginocchio deve piegarsi nei cieli e sulla terra e sotto terra, dichiarando che Gesù Cristo è il Signore » (Filippesi 2,9-11).

Quanto a Geova, non è il vero nome di Dio, ma è la versione italianizzata del YeHoVaH coniato dai masoreti nel V-VI secolo d.C, a causa del divieto nell’ebraismo di pronunciare il nome di Dio (Esodo 20,7; Deuteronomio 5,11). Per evitare di pronunciare il nome di Dio, gli ebrei leggevano HaAshem (che significa « Il Nome ») oppure Adonày (che significa « Signore ») il tetragramma YHVH. Così i masoreti – che ricopiando la Bibbia ebraica hanno aggiunto le vocali – anziché aggiungere al tetragramma le giuste vocali conosciute dal lettore ebreo, aggiunsero le vocali di Adonày. Per una regola grammaticale della lingua ebraica, la « a » di Adonày inserita davanti alla « Y » (yod), nel tetragramma, va letta « e », e perciò si ha YeHoVaH anziché YaHoVaH. Il lettore ebreo, incontrando il tetragramma con le vocali di Adonày al posto di quelle giuste, sapeva di dover leggere Adonày. Nel 1270 il cattolico spagnolo Raimondo Martini commise l’errore di dar per buono il YeHoVaH coniato dai masoreti (ved « Pugio Fidei »). Purtroppo Martini, non essendo un lettore ebreo, ignorava che trovandosi difronte YeHoVaH, doveva leggerlo Adonày. L’errore di Martini influenzò alcune comunità cattoliche che impressero YeHoVaH o Iehova in alcune Chiese. Tuttavia la Chiesa cattolica non adottò mai la forma YeHoVaH nel culto e nei catechismi ufficiali. In seguito, scoperto l’errore, la forma YeHoVaH fu abbandonata. Nel 1530 il luterano William Tyndale pubblicò la sua traduzione inglese dei primi cinque libri della Bibbia, nella quale inserì la forma Jehovah. Sulla scia di Tyndale anche altri, tra cui gli autori della Traduzione del Nuovo Mondo, i quali hanno aggiunto la forma italianizzata Geova quasi settemila volte nell’Antico Testamento, e più di duecento volte nel Nuovo Testamento. Moltissimi testimoni di Geova ignorano questa storia, e affermano erroneamente che Geova sia la traduzione italiana di YaHVeH.

LA PRESENZA DI GESÙ NELLA CHIESA

Matteo 28,20
Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo.

Cristo è con noi tutti i giorni, in primo luogo mediante il sacramento dell’eucaristia, per cui sotto le apparenze del pane e del vino consacrati c’è veramente il Signore Gesù con tutta la sostanza del suo corpo e sangue e anima e divinità. In secondo luogo nella persona del sacerdote, il quale, in virtù del suo ministero, agisce in persona Christi, cioè come fosse Cristo stesso, e perciò quando rimette i peccati è Cristo stesso che li rimette. In terzo luogo col suo Santo Spirito, per cui l’apostolo afferma: “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!” (Galati 4,6). In quarto luogo con la sua parola, per cui quando ascoltiamo il Vangelo, è il Signore stesso che ci parla. In quinto luogo è presente quando i credenti si riuniscono in preghiera, come egli stesso ha detto: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Matteo 18,20).

NÈFEŠ, PSYCHÉ, RUACH, PNEUMA

L’ebraico נֶֽפֶשׁ (nèfeš) e il greco ψυχή (psyché), spesso tradotti con « anima », sono utilizzati non soltanto in riferimento alla parte spirituale dell’uomo (1Re 17,21-22; Matteo 10,28; Apocalisse 6,9) per la quale egli è immagine di Dio, ma pure in riferimento all’intera persona umana (Genesi 2,7; Matteo 26,38; Luca 1,46; Giovanni 12,27; Atti 2,41), alla vita umana (1Re 19,4; Ezechiele 18,4; Matteo 16,25-26; 20,28; Giovanni 15,13), alla bocca (Isaia 5,14; Abacuc 2,5), alla gola (Proverbi 25,25), al sangue (Genesi 9,4; Levitico 17,14; Deuteronomio 12,23), ad ogni essere vivente (Deuteronomio 20,16; Giosuè 10,28.40; Apocalisse 16,3). Anche l’ebraico רֽוּחַ (ruach) e il greco πνεῦμα (pneuma), tradotti con « spirito », sono utilizzati non soltanto in riferimento alla parte spirituale dell’uomo (Siracide 34,13; Giacomo 2,26; 1Pietro 3,19), ma pure in riferimento all’intera persona umana (Luca 1,47), al respiro (Salmi 146,4), ai sentimenti umani (1Maccabei 13,7), alla vita umana (Giobbe 17,1). Col termine « Spirito », inoltre, viene indicata la Divinità (Giovanni 4,24; Atti 5,3-4) e i suoi doni (Isaia 11,2-3).

YAHVEH DIO, LODATO DAI BAMBINI, È IL SIGNORE GESÙ

Matteo 21,15-16
Ma i sommi sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che faceva e i fanciulli che acclamavano nel tempio: « Osanna al figlio di Davide », si sdegnarono e gli dissero: « Non senti quello che dicono? ». Gesù rispose loro: « Sì, non avete mai letto: Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto lode? ».

Gesù riferisce a sé stesso le parole del Salmo 8:

Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o YHVH, nostro Dio, che hai posto la tua maestà al di sopra dei cieli! Dalla bocca dei bambini e dei lattanti tu hai stabilito la lode a motivo dei tuoi nemici, per far tacere il nemico e il vendicatore.

Gesù stesso è YaHVeH, altrimenti non avrebbe senso riferire a sé stesso le parole che nel Salmo sono riferite a YaHVeH. Gesù è il nostro grande Dio (Giovanni 20,28; Tito 2,13; 2Pietro 1,1), ma non un altro Dio, poiché Gesù è col Padre una cosa sola (Giovanni 10,30). Perciò al Figlio si deve lo stesso onore che si deve al Padre (Giovanni 5,23).

GESÙ CRISTO È DIO E FIGLIO DI DIO

Adamo genera suo figlio, il quale, essendo della stessa natura di suo padre che l’ha generato, è un essere umano. Parimenti il Figlio di Dio, essendo generato da suo Padre (Giovanni 1,1.14.18), è della stessa natura di Dio e perciò è Dio (Luca 16,22-23; Giovanni 1,1; 8,58; 20,28; Atti 20,28; Tito 2,13; 2Pietro 1,1; Apocalisse 1,17-18; 22,6.16). Attenzione, il Figlio di Dio non è un secondo Dio, ma è un solo Dio col Padre (Giovanni 10,30), poiché partecipa pienamente della medesima e indivisibile sostanza divina del Padre (Giovanni 16,15; Colossesi 2,9). Perciò lo Spirito di Dio è, ad un tempo, lo Spirito del Padre (Matteo 10,20) e lo Spirito di Gesù (Atti 16,7; Romani 8,9; Galati 4,6; 1Pietro 1,11).

L’UOMO È COSTITUITO DI CORPO E ANIMA

1Tessalonicesi 5,23
Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

Rifacendosi a queste parole di Paolo, alcuni credono erroneamente che l’uomo sia un essere tripartito, cioè costituito di corpo, anima e spirito. Ma Paolo con « spirito » non sta introducendo una dualità nella parte spirituale dell’uomo, poiché lo spirito al quale Paolo fa riferimento è la grazia, capace di elevare l’anima alla comunione con Dio, fine sovrannaturale al quale l’uomo è ordinato fin dalla sua creazione. Questa grazia va conservata affinché possiamo sempre camminare nella luce, e il giorno del giudizio non ci sorprenda come un ladro, a nostra rovina (1Tessalonicesi 5,1-9.23). Nella lettera ai Romani, Paolo scrive: « Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio » (Romani 8,16). Ciò si deve al fatto che nella Bibbia « anima » e « spirito » sono utilizzati spesso come sinonimi (ved ad esempio: Sapienza 16,14; Isaia 26,9; Baruc 3,1; Luca 1,46-47 ecc). Possiamo dire infatti che l’uomo è costituito di anima e di corpo, oppure di spirito e di materia. La Chiesa insegna che l’uomo è costituito di corpo e anima (Catechismo 362-368), e che lo spirito a cui fa riferimento Paolo (1Tessalonicesi 5,23) è la grazia che eleva l’anima dell’uomo alla vita sovrannaturale (Catechismo 367), e non va confuso con lo spirito umano che è l’anima stessa.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora