LO SPIRITO SANTO

A cura di Giuseppe Monno

Lo Spirito Santo è, nella dottrina cristiana trinitaria, una Persona realmente distinta dal Padre e dal Figlio. Tuttavia, al pari del Figlio, Egli possiede pienamente — per eterna comunicazione — l’unica e indivisibile natura divina del Padre. Ne consegue che Padre, Figlio e Spirito Santo sono un solo Dio nella sostanza, pur essendo distinti nelle relazioni di origine.

In quanto Persona divina, lo Spirito Santo è dotato di intelligenza e volontà e manifesta operazioni proprie che attestano la sua soggettività personale. La Sacra Scrittura attribuisce infatti allo Spirito Santo atti intenzionali e relazionali che non possono essere ridotti a una mera forza impersonale.

Anzitutto, allo Spirito Santo sono attribuiti atti di ordine volitivo e conoscitivo. Egli intercede secondo i disegni di Dio e i suoi desideri sono conosciuti da colui che scruta i cuori (cfr. Romani 8,27). Inoltre, lo Spirito “scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio”, manifestando così una conoscenza perfetta e divina (cfr. 1Corinzi 2,10-11).

Lo Spirito Santo è altresì principio di azione creatrice e vivificante: “Lo Spirito di Dio mi ha creato e il soffio dell’Onnipotente mi dà vita” (Giobbe 33,4). Tale affermazione evidenzia la partecipazione dello Spirito all’opera creatrice divina.

La Scrittura attribuisce allo Spirito anche relazioni affettive e morali: Egli ama (cfr. Romani 15,30), può essere rattristato (cfr. Efesini 4,30) ed è oggetto di offese personali quali la menzogna (cfr. Atti 5,3), la tentazione (cfr. Atti 5,9) e persino la bestemmia (cfr. Matteo 12,31-32). Tali elementi confermano ulteriormente la sua personalità.

Dal punto di vista della sua azione nella storia della salvezza, lo Spirito Santo svolge una funzione essenziale di rivelazione e guida. Egli rivela i misteri divini (cfr. Luca 2,26), insegna la verità (cfr. Giovanni 14,17.26; 15,26), testimonia Cristo (cfr. Giovanni 15,26) e orienta concretamente la missione della Chiesa, giungendo anche a vietare o dirigere determinate azioni apostoliche (cfr. Atti 16,6). Inoltre, Egli prende decisioni insieme alla comunità ecclesiale (cfr. Atti 15,28), manifestando una reale partecipazione alla vita della Chiesa.

Lo Spirito Santo esercita altresì una funzione di intercessione e consolazione: Egli viene in aiuto alla debolezza dei credenti e intercede con “gemiti inesprimibili” (cfr. Romani 8,26-27). In tal senso è designato come Paráclito (Giovanni 14,16), termine che indica il Consolatore e Avvocato, titolo che il Nuovo Testamento attribuisce anche a Gesù Cristo (cfr. 1Giovanni 2,1).

Un elemento di particolare rilevanza teologica è l’identificazione dello Spirito Santo con Dio stesso. Nel racconto di Anania e Saffira, mentire allo Spirito Santo equivale a mentire a Dio stesso (cfr. Atti 5,3-4), indicando chiaramente la sua piena divinità. Analogamente, San Paolo afferma che i credenti sono “tempio di Dio” perché lo Spirito di Dio abita in essi (cfr. 1Corinzi 3,16), stabilendo un’identità tra la presenza dello Spirito e la presenza divina.

In quanto Persona divina, lo Spirito Santo è onnipresente e non circoscritto a un luogo. Tale caratteristica rende possibile la sua simultanea presenza in tutti i credenti. Questo dato teologico trova una manifestazione paradigmatica nell’evento della Pentecoste (cfr. Atti 2,1-4), in cui lo Spirito viene effuso su tutti i discepoli, segnando l’inizio della vita della Chiesa.

Infine, la Scrittura designa lo Spirito Santo sia come Spirito del Padre sia come Spirito del Figlio (cfr. Matteo 10,20; Romani 8,9; Galati 4,6; Filippesi 1,19). Tale duplice denominazione esprime la sua origine eterna: Egli procede dal Padre e, nella tradizione occidentale, anche dal Figlio, come da un unico principio.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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