
A cura di Giuseppe Monno
Il caso del Miracolo di Lanciano è uno dei miracoli eucaristici più citati, poiché, a differenza di molti altri, sui reperti sono state eseguite analisi scientifiche moderne. Secondo la tradizione, il miracolo avvenne nell’VIII secolo a Lanciano, in Abruzzo. La storia racconta che un sacerdote, durante la celebrazione della Messa, nutriva dubbi sulla reale presenza di Cristo nell’Eucaristia. Durante la consacrazione, mentre elevava l’ostia, questa si trasformò in carne visibile e il vino nel calice si trasformò in sangue. La carne e il sangue furono raccolti e custoditi con grande devozione e sono rimasti conservati fino ad oggi, all’interno della Chiesa di San Francesco a Lanciano.
Nei secoli, il miracolo è stato oggetto di venerazione e di pellegrinaggi da parte dei fedeli. Testimonianze storiche riportano che i resti di carne e sangue furono conservati in reliquiari speciali, e che furono sottoposti a varie verifiche nel tempo, inclusa una dettagliata indagine nel 1574 da parte del vescovo di Lanciano. Nel corso dei secoli, la tradizione del miracolo contribuì anche alla diffusione del culto eucaristico nella regione e oltre.
Nel 1970 furono eseguite analisi scientifiche sui reperti dal medico e anatomopatologo Odoardo Linoli, con la collaborazione del professor Ruggero Bertelli, docente di anatomia patologica. Le conclusioni, pubblicate nello stesso anno, furono sorprendenti: la carne risultava tessuto di miocardio (muscolo del cuore), mentre il sangue era vero sangue umano, di gruppo AB. Il rapporto di Linoli evidenziò che il sangue conteneva proteine tipiche del sangue umano, e la carne non presentava tracce di conservanti chimici. La struttura del tessuto risultava coerente con quella di un cuore umano, suggerendo una straordinaria corrispondenza con ciò che sarebbe stato il cuore del sacerdote o di un individuo umano. Alcuni osservatori hanno notato che il gruppo sanguigno AB coincide con quello rilevato in alcune analisi della Sindone di Torino, anche se questo dato rimane oggetto di dibattito scientifico.
Il caso del miracolo di Lanciano resta quindi un fenomeno controverso sotto il profilo scientifico, ma ha acquisito notorietà per l’accuratezza delle analisi moderne e per la lunga conservazione dei reperti.
La Chiesa cattolica non obbliga a credere ai miracoli eucaristici, che vengono considerati segni possibili, ma non dogmi. Il dogma riguarda esclusivamente la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, definita dal Concilio di Trento.
Secondo la teologia cattolica tradizionale, nei miracoli eucaristici ciò che avviene può essere spiegato così: durante la celebrazione eucaristica, dopo la consacrazione del pane e del vino, tutta la loro sostanza — cioè ciò che una cosa è realmente nel suo essere più profondo — si converte nella sostanza del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo. Questo cambiamento è chiamato transustanziazione.
Normalmente, gli accidenti — ossia l’aspetto, il sapore, l’odore, la consistenza e tutte le proprietà sensibili e fisiche — rimangono quelli del pane e del vino. La permanenza degli accidenti senza la loro sostanza è essa stessa un miracolo invisibile, che si manifesta nella fede ma non ai sensi.
Nei miracoli eucaristici come quello di Lanciano, Dio interviene in modo speciale: gli accidenti del pane e del vino vengono trasformati in carne e sangue visibili. Ciò che appare, tuttavia, non è il corpo glorioso di Cristo così come risorto e vivo nella gloria celeste, ma un segno sensibile della sua presenza reale nell’Eucaristia, che rende percepibile ciò che normalmente rimane nascosto sotto le specie del pane e del vino.