SULLA COMUNIONE PER I CELIACI

A cura di Giuseppe Monno

Una delle obiezioni più frequenti in ambito teologico-sacramentale riguarda la Comunione per i celiaci: Se, con la consacrazione, tutta la sostanza del pane e del vino si converte nella sostanza del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, che senso ha parlare di ostie per celiaci? Perché il glutine dovrebbe ancora essere un problema?

La risposta si trova nella distinzione classica tra sostanza e accidenti, formulata in modo sistematico da san Tommaso d’Aquino e recepita dal Magistero della Chiesa, in modo solenne nel Concilio di Trento.

Secondo l’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica, nella Transustanziazione tutta la sostanza del pane e del vino si converte nella sostanza del Corpo e Sangue di Cristo. Tuttavia, permangono le specie del pane e del vino, cioè i loro accidenti: sapore, colore, peso, consistenza, composizione chimica, struttura molecolare e tutte le proprietà fisiche percepibili.

Il Concilio di Trento insegna chiaramente che, dopo la consacrazione, non rimane più la sostanza del pane e del vino, ma rimangono le loro specie. Questo significa che a livello empirico e fisico il pane continua ad avere le stesse caratteristiche materiali di prima.

Il glutine appartiene proprio a questo livello: è una componente fisico-chimica del pane di frumento. Non è “sostanza” nel senso metafisico aristotelico-tomista, ma una proprietà materiale. Perciò, anche dopo la consacrazione, il glutine rimane realmente presente. La Transustanziazione non è una trasformazione chimica o biologica: non è che la molecola del glutine “diventa Cristo”. È la sostanza metafisica del pane che viene convertita, mentre il livello fisico rimane invariato.

Per questo motivo un celiaco può avere una reazione anche all’ostia consacrata.
Da qui si comprende anche perché esistano ostie a basso contenuto di glutine. La Chiesa richiede che la materia dell’Eucaristia sia pane vero di frumento (cfr. CIC, can. 924 §2-3; OGMR n. 320). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha chiarito che ostie completamente prive di glutine sono materia invalida, perché non costituirebbero più vero pane di frumento. Sono invece valide le ostie a bassissimo contenuto di glutine, purché conservino la natura di pane di frumento.

Per i celiaci gravi, la Chiesa prevede un’altra possibilità: ricevere la Comunione solo sotto la specie del vino. Secondo la dottrina cattolica della concomitanza, Cristo è pienamente e totalmente presente in ciascuna delle due specie; pertanto, chi riceve solo dal calice riceve il Cristo intero, senza alcuna diminuzione della grazia sacramentale.

Le ostie per celiaci esistono perché la Transustanziazione cambia la sostanza del pane e del vino, ma non elimina le loro proprietà fisiche. Il glutine, essendo una proprietà materiale del pane di frumento, permane anche dopo la consacrazione. La soluzione pastorale adottata dalla Chiesa rispetta insieme la verità dogmatica sul sacramento e la tutela della salute dei fedeli.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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