I PRO-PAL E LA NARRAZIONE CHE EVITA DI TOCCARE I MASSACRI DI HAMAS

A cura di Giuseppe Monno

I Pro-Pal si indignano a comando: gridano allo scandalo per i palestinesi, ma su Hamas — che ha massacrato famiglie, ucciso bambini e stuprato donne — quasi nessuna parola. Questa doppia morale è impressionante.
E, paradossalmente, sono gli stessi che si irritano se mostri la bandiera italiana: il simbolo del Paese che garantisce loro libertà, diritti e sicurezza.

Continuano a sostenere posizioni che indeboliscono l’Italia, salvo poi lamentarsi se tutto questo produce conseguenze che erano sotto gli occhi di tutti. La coerenza, evidentemente, non è il loro forte.

Hamas ha commesso atrocità contro civili israeliani il 7 ottobre 2023, inclusi omicidi di bambini e violenze sessuali.
Questi non sono “propaganda israeliana”: sono accertamenti ufficiali fatti da organismi indipendenti, Nazioni Unite comprese.

È un fatto accertato che Hamas e altri gruppi armati entrati in Israele il 7 ottobre hanno ucciso civili di ogni età, compresi bambini e neonati.
Abbiamo come fonti autorevoli:

ONU (Office of the High Commissioner for Human Rights),

Human Rights Watch,

Amnesty International,

Commissione d’inchiesta dell’ONU sul 7 ottobre (2024),

Testimonianze verificate e analisi forensi indipendenti.

I rapporti parlano di intere famiglie massacrate nelle loro case.

Le indagini internazionali hanno confermato che durante il 7 ottobre sono avvenute violenze sessuali, incluse forme estreme di brutalità.
La fonte più significativa è la Commissione d’Inchiesta dell’ONU, che nel giugno 2024 ha dichiarato:

“Ci sono prove chiare e convincenti che alcuni attacchi del 7 ottobre hanno incluso stupri e violenze sessuali da parte di membri di Hamas e di altri gruppi armati.”

Anche Human Rights Watch conferma casi documentati di violenza sessuale, con prove forensi e testimonianze coerenti.
Non tutte le accuse circolate nei primi giorni erano fondate (alcune erano voci o esagerazioni), ma la presenza di stupri e violenze sessuali è stata confermata dalle verifiche ufficiali.

Questi dati non provengono da Israele, ma da organismi internazionali indipendenti.
Non è un’opinione politica: sono fatti documentati.

Il 7 ottobre 2023 è stata Hamas ad attaccare per prima.
Alle 6:30 del mattino circa, Hamas e altri gruppi armati hanno lanciato:

razzi contro Israele,

un attacco coordinato di terra, con oltre mille uomini armati entrati in territorio israeliano,

assalti a kibbutz, case, strade e al festival musicale di Re’im,

uccisioni di civili, rapimenti e altre atrocità.

L’attacco è stato completamente a sorpresa e ha violato ogni precedente accordo o tregua informale.
Dopo il 7 ottobre, Israele ha risposto:
L’operazione militare israeliana a Gaza è stata una reazione all’attacco di Hamas.
È un dato riconosciuto da tutte le fonti internazionali, indipendentemente dalla loro posizione politica.

Purtroppo, chi paga il prezzo più alto non sono i capi, non i miliziani, non i politici, ma i civili. Sempre i civili.
Il 7 ottobre le persone israeliane uccise o rapite erano famiglie, bambini, giovani che stavano ascoltando musica, donne e anziani nelle loro case.
Nessuna responsabilità, nessuna scelta. Solo vite spezzate.

A Gaza la risposta militare ha colpito un territorio densissimo, dove Hamas opera intenzionalmente in mezzo a scuole, ospedali e palazzi residenziali.
E così migliaia di persone — bambini, donne, famiglie — hanno perso la vita o tutto ciò che avevano.

È la realtà crudele dei conflitti asimmetrici.
Ogni volta che un gruppo armato si nasconde tra i civili, e ogni volta che la risposta militare colpisce aree popolate, gli innocenti diventano scudi involontari.
Ed è qui che il conflitto diventa moralmente insopportabile.

È possibile condannare l’attacco terroristico del 7 ottobre e, allo stesso tempo, soffrire sinceramente per i civili palestinesi travolti dalla guerra.
Le due cose non si escludono. Anzi, è l’unica posizione che conserva umanità.

Purtroppo i Pro-Pal non parlano quasi mai dei terroristi di Hamas e di ciò che hanno fatto.
Se Hamas non avesse lanciato l’attacco del 7 ottobre, Israele non avrebbe avviato l’operazione militare a Gaza.
Questa è una sequenza di fatti: l’azione di Hamas è stata l’innesco immediato della guerra attuale.

Il conflitto del 2023–2024 nasce da un’unica causa scatenante:
l’attacco coordinato di Hamas contro i civili israeliani.
Israele ha reagito militarmente solo dopo quel giorno.

Certo, sul piano storico più ampio il conflitto esisteva già.
Israele–Palestina era un’area tesa da decenni:

blocco di Gaza,

lanci di razzi negli anni precedenti,

operazioni israeliane periodiche,

governo di Hamas nella Striscia,

fallimenti politici da entrambe le parti.

Ma l’escalation attuale non sarebbe scoppiata senza il 7 ottobre.

La guerra che vediamo oggi nasce da un fatto preciso: se Hamas non avesse attaccato e massacrato civili il 7 ottobre, Israele non avrebbe lanciato un’operazione militare di questa portata. Questo non cancella i problemi precedenti, ma l’innesco dell’escalation è chiaro.

I Pro-Pal non parlano quasi mai del 7 ottobre o delle atrocità di Hamas.
Per loro ammettere il 7 ottobre indebolirebbe la narrazione che vogliono sostenere.
C’è chi vede il conflitto solo come “Israele aggressore / palestinesi vittime”.
Nel loro schema mentale, riconoscere che Hamas ha commesso atrocità mette in crisi la narrazione semplice.
Quindi preferiscono evitare l’argomento.

Molti confondono i palestinesi con Hamas (e temono che riconoscere i crimini di Hamas equivalga a tradire i palestinesi).
Molti pro-Pal pensano:
“Se dico che Hamas ha commesso atrocità, sto aiutando la propaganda israeliana.”
In realtà, criticare un gruppo terroristico non significa essere contro i palestinesi.
Ma loro vivono il tema in termini di tifo, non di analisi.

Una parte non sa davvero cosa sia successo il 7 ottobre, o ha letto solo fonti che minimizzano.
Oppure crede che siano “propaganda israeliana”, ignorando i rapporti ONU e HRW.
È un classico effetto delle echo chambers sui social.
Per alcuni Israele ha sempre torto, a prescindere dai fatti.
Ci sono persone per cui tutto ciò che fa Israele è automaticamente sbagliato.
In questa visione, i fatti diventano secondari rispetto alla posizione politica.

Riconoscere stupri, massacri, esecuzioni di bambini significa accettare che la propria “parte” abbia commesso mostruosità.
Molti preferiscono negare per non affrontare il crollo dell’immagine ideale.

Nei dibattiti polarizzati, spesso si selezionano solo gli argomenti che fanno più comodo.
Tutto il resto viene eliminato.
In definitiva:
Non è che non sappiano che Hamas ha attaccato.
È che ammetterlo li costringerebbe a un livello di onestà che non si concilia con la loro narrativa politica.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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