A cura di Giuseppe Monno

Se per i Testimoni di Geova lo Spirito Santo non ispira più nessuno dopo il I secolo, e se Gesù è l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini (1 Timoteo 2,5), come possono affermare che il loro “Corpo Direttivo” è l’unico canale tra Dio e l’uomo?
Secondo la dottrina dei Testimoni di Geova, esiste una distinzione tra:
ispirazione (cessata dopo gli apostoli),
guida o direzione teocratica (che continuerebbe grazie al loro Corpo Direttivo).
Il Corpo Direttivo non dichiara di essere ispirato, ma dichiara di essere “guidato da Geova” e di essere il suo “canale di comunicazione sulla terra”.
Questo crea però una contraddizione logica e dottrinale, perché:
1. Se nessuno è più ispirato dopo il I secolo
…allora nessun gruppo può rivendicare autorità dottrinale esclusiva che vincoli la fede di milioni di persone.
Ma il Corpo Direttivo:
definisce dottrine,
stabilisce interpretazioni vincolanti,
richiede obbedienza totale come condizione di salvezza (secondo la loro escatologia di “sopravvivenza” ad Armaghedon).
Questa è funzionalmente identica a un’autorità ispirata, anche se negano formalmente l’ispirazione.
2. I Testimoni di Geova insegnano che Gesù è Mediatore, ma solo dei 144.000 (non di tutti i credenti).
La “grande folla” riceve i benefici del Mediatore indirettamente, attraverso:
i 144.000 (di cui il Corpo Direttivo sarebbe il resto vivente),
e quindi attraverso le direttive del Corpo Direttivo.
In pratica, questo sistema introduce un mediatore tra Gesù e i credenti, cioè:
Geova,
Gesù,
144.000,
Corpo Direttivo,
Grande folla.
Quindi, nonostante affermino che Gesù è l’unico Mediatore, la struttura crea un mediatore umano collettivo.
3. L’idea del “canale unico” non è biblica.
I passi che citano spesso (come Matteo 24,45: “lo schiavo fedele e discreto”) non parlano affatto:
di un gruppo ristretto,
né di un’autorità centrale mondiale,
né di un monopolio sulla verità,
né di una successione storica.
Molti studiosi cristiani e quasi tutte le confessioni lo interpretano come una parabola sulla fedeltà personale, non una profezia.
Insomma, per sostenere di essere l’unico canale di Dio sulla terra, i Testimoni di Geova devono:
negare l’ispirazione attuale,
ma allo stesso tempo parlare come se fossero guidati direttamente da Dio,
proclamare Gesù unico Mediatore,
ma creare un sistema in cui il credente non ha rapporto diretto con Cristo, bensì tramite il Corpo Direttivo.
Di fatto, dunque, la dottrina presenta due contraddizioni interne:
1. Un’autorità non ispirata che però parla come se fosse ispirata.
2. Un unico Mediatore che però viene “mediato” da un gruppo umano.
Anche la Chiesa cattolica fa la stessa cosa?
No, la Chiesa cattolica non fa la stessa cosa.
E il motivo principale è che non si attribuisce un ruolo che contraddice il dogma dell’unico Mediatore, né pretende un’autonomia “extra-biblica” come fa il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova.
Per capirlo bene, serve distinguere alcune realtà fondamentali.
1. Gesù è l’unico Mediatore in senso stretto.
La Chiesa cattolica è la prima a professarlo:
1 Timoteo 2,5: “Uno solo è il Mediatore”.
Il Catechismo lo ribadisce esplicitamente (CCC 480, 618, 1544…).
Gesù è “unico” perché:
unisce in sé la natura divina e quella umana,
offre sé stesso in sacrificio,
riconcilia l’umanità con il Padre.
Nessuna creatura può avere questo ruolo.
2. La Chiesa non è un “mediatore parallelo”, ma un “strumento del Mediatore”
Il Nuovo Testamento insegna che Cristo ha voluto continuare la sua missione attraverso apostoli, pastori e maestri (Matteo 28,18-20; Efesini 4,11).
Non sono mediatori al posto suo, ma mediatori strumentali, cioè collaboratori del Mediatore unico.
È la differenza tra:
mediazione sostitutiva (proibita; rendere qualcuno un altro “canale” tra Dio e l’uomo),
mediazione partecipata (biblicamente fondata: predicare, insegnare, guidare, amministrare i sacramenti).
La Bibbia stessa parla di mediazione ministeriale:
Paolo parla di sé come “collaboratore di Dio” (1 Corinzi 3,9),
come “ambasciatore di Cristo” (2 Corinzi 5,20),
come “padre” nelle cose della fede (1 Corinzi 4,15).
Questa mediazione non aggiunge nulla a Cristo: è Cristo che opera attraverso i suoi ministri.
3. Il Magistero non si presenta come “canale esclusivo” di rivelazione.
Qui sta la differenza decisiva con il Corpo Direttivo.
I Testimoni di Geova insegnano che più nessuno è ispirato dopo il I secolo, però attribuiscono al Corpo Direttivo:
autorità assoluta,
infallibilità pratica,
interpretazione unica e vincolante,
obbedienza come condizione di salvezza.
Questo equivale a rivendicare nuova ispirazione, pur negandola formalmente.
La Chiesa cattolica invece:
afferma che la Rivelazione pubblica è chiusa con gli apostoli,
il Magistero non aggiunge rivelazioni,
non è “ispirato” come la Bibbia,
ma è assistito dallo Spirito Santo per custodire fedelmente ciò che è già rivelato.
È una differenza grande:
Non nuovi messaggi, ma protezione da errori dottrinali.
4. La Chiesa non richiede obbedienza al Magistero per salvare l’istituzione, ma per custodire la fede apostolica.
Per usare un’immagine semplice:
Il Corpo Direttivo dice: “Dio parla solo tramite noi.”
La Chiesa dice: “Dio ha già parlato in Cristo; noi custodiamo fedelmente ciò che Lui ha detto.”
La prima crea un intermediario umano nuovo.
La seconda esercita un servizio di garanzia su ciò che Cristo ha rivelato una volta per sempre.
5. Il rapporto del credente con Cristo non passa “attraverso” il Papa.
Il cattolico può pregare Cristo direttamente, invocarlo, avere un rapporto personale con Lui, ricevere grazia dai sacramenti che vengono da Cristo e non dal Papa.
Il Papa non è:
un sacerdote universale al posto di Cristo,
né un mediatore tra Cristo e il singolo fedele,
né un “filtro” indispensabile per avere un rapporto personale con Dio.
È il custode dell’unità e della dottrina, non il “canale esclusivo” tra Dio e gli uomini.
Testimoni di Geova: il Corpo Direttivo parla come se fosse un canale ispirato.
Cattolici: il Magistero è assistito, non ispirato, e non aggiunge rivelazioni.
Testimoni di Geova: creano un sistema a strati (Geova, Gesù, 144.000, Corpo Direttivo, Grande folla).
Questo introduce un nuovo mediatore umano.
Cattolici: solo Cristo è Mediatore in senso forte; la Chiesa è suo strumento, non suo sostituto.
I Testimoni di Geova dicono che nessuno è ispirato, ma agiscono come se lo fossero; la Chiesa cattolica dice che nessuno è più ispirato, e rimane coerente, limitandosi a custodire ciò che Cristo ha già rivelato.
In che senso la Chiesa cattolica dice che nessuno è più ispirato, e che il Magistero è assistito, non ispirato, e non aggiunge rivelazioni?
Secondo la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica, l’ispirazione biblica è conclusa, ma Dio continua ad assistere, illuminare e guidare la Chiesa attraverso lo Spirito Santo.
Ciò significa che nessuno oggi riceve una “ispirazione” uguale a quella degli autori della Bibbia, ma lo Spirito Santo opera ancora, in modi diversi.
L’ispirazione biblica è conclusa (dogma).
La Chiesa insegna che tutta la Rivelazione pubblica si è compiuta con Cristo e con l’ultimo apostolo.
“L’economia cristiana, in quanto Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai, e non è da attendersi alcuna nuova rivelazione pubblica.”
(CCC 66)
“La Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un unico sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa.”
(Dei Verbum 10)
Nessuno dopo gli apostoli può essere ispirato nel senso di scrivere o trasmettere una rivelazione divina nuova.
Ma lo Spirito Santo continua ad operare.
La Chiesa insegna che lo Spirito Santo:
illumina i credenti,
santifica,
consola,
guida la Chiesa,
assiste il Magistero nella fedeltà alla rivelazione.
Non è “ispirazione biblica”, ma è assistenza, illuminazione, carismi, discernimento, movimenti interiori dello Spirito.
Il Concilio Vaticano II (Dei Verbum, 8) parla esplicitamente di questa azione continua:
“Lo Spirito Santo conduce la Chiesa alla verità tutta intera.”
“Con il suo aiuto cresce l’intelligenza delle parole trasmesse.”
Quindi Dio parla ancora al cuore dei fedeli, lo Spirito Santo guida la Chiesa, ma non conferisce ispirazione biblica o nuova rivelazione.
Esiste anche la “rivelazione privata” (non ispirazione biblica).
La Chiesa ammette che Dio possa dare rivelazioni private (es. Fatima, Lourdes, Santa Faustina), però:
non aggiungono nulla alla Rivelazione pubblica,
non sono obbligatorie per la fede,
non sono “ispirazione divina” nel senso biblico.
Come dice il Catechismo:
“La loro funzione non è di completare la rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente.” (CCC 67)
Quindi l’ispirazione biblica (apostoli e profeti)
è conclusa per sempre. La guida e assistenza dello Spirito Santo ai santi, ai papi, ai fedeli continua sempre. Le rivelazioni private sono possibili, ma non parte della dottrina ufficiale obbligatoria.