IL SACERDOZIO FEMMINILE: DOMANDE E RISPOSTE SEMPLICI

A cura di Giuseppe Monno

1. La Chiesa cattolica ammette il sacerdozio femminile?

No. La Chiesa insegna in modo definitivo che non può conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne. Questa dottrina è stata ribadita da san Giovanni Paolo II nella Ordinatio Sacerdotalis (1994).

2. Perché la Chiesa non può ordinare le donne sacerdoti?

Perché Cristo, istituendo il ministero apostolico, scelse liberamente solo uomini come apostoli. La Chiesa non ritiene di avere l’autorità per cambiare ciò che Cristo ha stabilito.

3. La scelta di Gesù fu solo culturale?

No. Gesù ha infranto spesso le convenzioni culturali del suo tempo e ha mostrato grande libertà nel rapporto con le donne. Tuttavia, quando istituì il gruppo dei Dodici, scelse solo uomini per la missione apostolica.

4. Le donne ebbero un ruolo importante nella Chiesa primitiva?

Sì. Donne come Maria, Madre di Gesù, Maria Maddalena, Febe e Priscilla furono fondamentali nella vita della Chiesa. Ma nessuna ricevette il ministero sacerdotale o la successione apostolica mediante imposizione delle mani.

5. I Padri della Chiesa parlavano di sacerdozio femminile?

No. Tutti i Padri della Chiesa confermarono l’esclusività maschile del sacerdozio. Pur valorizzando il ruolo delle donne, ribadirono che l’Ordine sacro appartiene alla Tradizione ricevuta da Cristo.

6. Le diaconesse dei primi secoli erano sacerdotesse?

No. Le diaconesse svolgevano compiti di servizio, soprattutto verso le donne, ma non ricevevano l’Ordine sacro e non esercitavano funzioni sacerdotali. Lo confermano anche i concili antichi, come Nicea I e Calcedonia.

7. Alcune epigrafi antiche parlano di donne presbitere o episcope: erano sacerdotesse?

No. Gli studi più seri mostrano che:

presbitera indicava spesso la moglie di un presbitero,

episcopa era un titolo onorifico (madre, moglie o benefattrice di un vescovo).

Non esistono prove di donne ordinate presbitere o vescovi nella Chiesa cattolica o ortodossa antica.

8. Il simbolismo sponsale ha un ruolo nella dottrina?

Sì. Il sacerdote agisce in persona Christi Capitis, cioè nella persona di Cristo Sposo che dona la vita alla Chiesa, sua Sposa. Questo simbolismo nuziale appartiene alla natura stessa del sacramento e non può essere cambiato.

9. Dire che la donna non può essere sacerdote significa considerarla inferiore?

Assolutamente no. La differenza dei ruoli non implica inferiorità. La Chiesa insegna che uomini e donne hanno pari dignità ma missioni diverse, come ricorda san Paolo parlando delle diverse membra del corpo (1 Corinzi 12).

10. La Pontificia Commissione Biblica del 1976 era favorevole all’ordinazione femminile?

No. Il documento diceva solo che la Scrittura da sola non dà una prova definitiva. Ma la Chiesa interpretò immediatamente quel testo alla luce della Tradizione (Inter Insigniores) e ribadì che non può ordinare le donne.

11. La Chiesa potrebbe cambiare idea in futuro?

No. Ordinatio Sacerdotalis afferma che questa dottrina deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli. Non si tratta di una disciplina modificabile, ma di un elemento essenziale della struttura sacramentale voluta da Cristo.

12. Se a una donna è negato il sacerdozio, quale ruolo le rimane nella Chiesa?

Un ruolo immenso e insostituibile. Le donne partecipano alla missione della Chiesa attraverso:

la vita familiare e la maternità spirituale,

la consacrazione religiosa,

l’insegnamento e la catechesi,

i servizi caritativi,

incarichi pastorali e di governo non legati all’Ordine sacro.

La Chiesa riconosce il genio femminile come essenziale alla sua vita.

13. Perché allora oggi si parla tanto del sacerdozio femminile?

Perché viviamo in un contesto che tende a leggere tutto in chiave di diritti e uguaglianza sociologica. Ma i sacramenti non sono diritti: sono doni divini che la Chiesa deve custodire così come li ha ricevuti.

14. Qual è il punto conclusivo della dottrina cattolica?

La Chiesa non rifiuta il sacerdozio femminile per motivi storici, culturali o sociali, ma perché non ha ricevuto da Cristo l’autorità di conferirlo. La fedeltà a questa volontà è un atto di obbedienza e amore verso il Signore.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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