A cura di Giuseppe Monno

Domande e Risposte semplici, adatte a cattolici che desiderano conoscere in modo chiaro il Concilio di Costantinopoli III:
1. Che cos’è il Concilio di Costantinopoli III?
È il sesto Concilio ecumenico della Chiesa cattolica, celebrato a Costantinopoli tra il 680 e il 681, convocato dall’imperatore Costantino IV per chiarire la dottrina su Gesù Cristo.
2. Perché è stato convocato?
Per risolvere due errori diffusi all’epoca:
Monotelismo: l’idea che Cristo avesse una sola volontà.
Monoenergismo: l’idea che Cristo avesse una sola operazione.
Queste teorie creavano divisioni e confusione nella Chiesa.
3. Perché il monotelismo era considerato pericoloso?
Perché negava che Gesù avesse una vera volontà umana.
Se Cristo non avesse scelto e obbedito come uomo, non avrebbe condiviso pienamente la nostra condizione e non avrebbe potuto redimere la nostra volontà.
4. Chi partecipò al Concilio?
Vescovi d’Oriente e d’Occidente, guidati dai legati di Papa Agatone, con il sostegno dell’imperatore Costantino IV. Il ruolo della Sede di Roma fu determinante nel chiarire la dottrina.
5. Qual era il clima della Chiesa prima del Concilio?
C’erano forti tensioni tra Roma e Costantinopoli, pressioni politiche degli imperatori per mantenere l’unità dell’Impero e divieti di discutere la questione delle volontà di Cristo (come nel Typos di Costante II).
Il Concilio fu necessario per riportare pace, chiarezza e unità.
6. Qual è l’insegnamento principale definito dal Concilio?
Il Concilio afferma che in Gesù Cristo ci sono:
due volontà, una divina e una umana,
due operazioni, una divina e una umana.
Queste volontà non si oppongono, ma sono armoniche, perché appartengono all’unica Persona divina del Verbo.
7. Gesù aveva dunque due volontà separate?
No. Le due volontà non sono in contrasto.
La volontà umana di Cristo si conforma liberamente a quella divina.
Questo rende vera e pienamente umana l’obbedienza di Gesù al Padre.
8. Perché è così importante riconoscere la volontà umana di Gesù?
Perché Cristo salva ciò che assume.
Assumendo una vera volontà umana, Gesù redime anche la nostra libertà e ci mostra come vivere l’obbedienza a Dio.
9. Il Concilio ha introdotto una dottrina nuova?
No. Ha semplicemente confermato la fede apostolica già professata dai primi concili, soprattutto da Calcedonia.
Ha chiarito ciò che alcuni teologi avevano confuso.
10. Il Concilio ha emesso canoni e condanne?
Sì. Ha definito come dogma la dottrina delle due volontà e delle due operazioni.
Ha condannato i principali promotori del monotelismo e del monoenergismo, tra cui:
Sergio di Costantinopoli,
Ciro d’Alessandria,
Pirro, Paolo e Pietro di Costantinopoli,
e anche Papa Onorio I, non per aver insegnato l’eresia, ma per aver favorito la confusione con lettere ambigue.
Papa Leone II confermò questa condanna spiegandone le ragioni.
11. Quali effetti ebbe il Concilio sulla vita della Chiesa?
Il Concilio ristabilì la corretta dottrina sull’Incarnazione,
favorì l’unità tra Oriente e Occidente,
rafforzò l’autorità dottrinale della Sede di Roma,
mise fine a decenni di controversie cristologiche.
Fu un momento di grande chiarificazione e rinnovamento.
12. Che cosa insegna questo Concilio ai cristiani di oggi?
Insegna che Gesù è davvero uno di noi: ha una volontà umana che ama, sceglie e obbedisce.
Ci invita a unire anche la nostra volontà — spesso fragile — a quella di Dio.
La sua obbedienza non annulla la libertà umana, ma la guarisce e la compie.