SALVE REGINA

A cura di Giuseppe Monno

Il Salve Regina è una preghiera che nasce dal cuore del popolo cristiano quando, in mezzo alla fatica del vivere, sente il bisogno di una presenza materna che non giudica ma accompagna. Chiamare Maria “Madre di misericordia” significa riconoscere che la misericordia non è un’idea, ma un volto: un volto che guarda con tenerezza anche quando noi stessi facciamo fatica a guardarci con benevolenza.

Quando diciamo “a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime”, non è un invito alla rassegnazione; è un atto di sincerità. Davanti a Maria possiamo permetterci di essere veri, senza maschere. È come se la Chiesa intera ammettesse: non siamo autosufficienti, abbiamo bisogno di qualcuno che ci ricordi che la nostra storia, pur attraversata dal dolore, è custodita da Dio.

L’invocazione “volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi” non chiede a Maria di risolvere magicamente i problemi, ma di farci sentire guardati con amore. È questo sguardo che cambia la vita: ci rimette in piedi, ci restituisce fiducia, ci aiuta a rivedere la nostra fragilità non come fallimento ma come spazio in cui può entrare la grazia.

E infine, quando diciamo “mostraci Gesù, il frutto benedetto del tuo seno”, riconosciamo che Maria non trattiene per sé il nostro affetto, ma lo orienta verso il Figlio. Il Salve Regina è, in fondo, un cammino: partiamo dalla nostra miseria e, passando attraverso la misericordia di Maria, arriviamo a Cristo, nostra vera speranza e nostra pace.

Pregare questa antica supplica significa ricordare che non siamo soli nel pellegrinaggio della vita: la Madre cammina con noi, ci sostiene e ci conduce sempre al cuore del Vangelo.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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