A cura di Giuseppe Monno

Una delle accuse derisorie più frequenti contro la fede cattolica della Transustanziazione è quella secondo cui noi cristiani pratichiamo una forma di cannibalismo nutrendoci del Corpo e Sangue di Gesù Cristo.
Quella del cannibalismo è un’argomentazione capziosa, frutto di una profonda incomprensione del grande mistero del Santissimo Sacramento dell’Altare.
Per rispondere adeguatamente, è necessario chiarire in che senso i fedeli “ricevono” il Corpo e il Sangue del Signore:
La Chiesa si nutre materialmente dei segni sacramentali — pane e vino — e spiritualmente del Corpo e Sangue di Gesù Cristo.
Materialmente (cioè a livello dei sensi, delle proprietà fisiche percepibili) noi ci nutriamo di pane e vino, perché le specie (accidenti) rimangono quelle:
sapore = pane / vino
colore = pane / vino
peso = pane / vino
capacità nutritiva fisica = come pane / vino
Dunque i sensi percepiscono pane e vino, e a livello di materia fisica ingerita restano le caratteristiche materiali del pane e del vino.
Questo è ciò che il Catechismo chiama “segni visibili” (CCC 1333).
Spiritualmente non significa “non reale”. Significa ciò che non è accessibile ai sensi ma è vero e oggettivo.
Secondo la dottrina cattolica, sotto le specie del pane e del vino, noi riceviamo il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù Cristo (CCC 1374).
Sotto i segni sensibili riceviamo realmente Cristo Vivo e Glorioso. Ci nutriamo sacramentalmente del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, cioè “realmente, sostanzialmente, in modo vero e non solo simbolico”, ma non nel senso fisico-biologico.
Non mangiamo un tessuto biologico umano: non mastichiamo carne in senso materiale.
La sostanza è cambiata, non gli accidenti.
Cristo è presente sacramentalmente, non con la modalità fisica della carne visibile o scomponibile.
Nel sacramento dell’Eucaristia riceviamo realmente il Corpo di Cristo, ma non come carne biologica. Lo riceviamo sotto le specie sacramentali, e l’effetto è spirituale (cioè sulla grazia, sull’anima).
Dunque:
materialmente ingeriamo le specie sacramentali del pane e del vino (che permangono negli accidenti),
sacramentalmente / spiritualmente riceviamo veramente il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo nella loro sostanza, e ne riceviamo gli effetti spirituali (grazie, unione a Cristo, crescita nella vita divina).
In parole ancora più semplici:
Ciò che vedo, tocco e mastico = pane e vino (accidenti).
Ciò che davvero ricevo = Cristo Vivo e Glorioso (sostanza).
Effetto sul corpo = come pane e vino.
Effetto sull’anima = grazia del Corpo e Sangue di Gesù Cristo.
Quindi, dal punto di vista dei sensi, mangiamo pane e vino (accidenti), dal punto di vista della realtà (sostanza), mangiamo realmente il Corpo e il Sangue di Cristo, e dal punto di vista dell’effetto, siamo nutriti spiritualmente dalla sua grazia.
In conclusione, in senso sacramentale-reale riceviamo il vero Corpo e il vero Sangue di Gesù Cristo, mentre in senso materiale-fisico ci nutriamo delle specie del pane e del vino, che conservano le loro proprietà naturali.
Per questo motivo il cannibalismo non ha nulla a che vedere con il mistero eucaristico: non si tratta di consumare carne e sangue in modo materiale, ma di partecipare sacramentalmente al Cristo risorto, presente in modo reale ma non fisico secondo le categorie ordinarie della materia.