A cura di Giuseppe Monno

Introduzione teologica generale ai sacramenti
I sacramenti sono segni efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla Chiesa per comunicare la vita divina ai fedeli.
Questa definizione, formulata dal Concilio di Trento e ripresa dal Catechismo della Chiesa Cattolica, esprime idee fondamentali:
Sono segni visibili
Dio usa realtà sensibili (acqua, olio, pane, vino, imposizione delle mani, parole) per comunicare la sua grazia. Come il Verbo si è fatto carne, così la salvezza passa attraverso la materia.
Sono efficaci
I sacramenti non solo rappresentano, ma realizzano ciò che significano.
Perciò, quando la Chiesa battezza, è Cristo stesso che battezza; quando il sacerdote assolve, è Cristo che perdona.
Sono istituiti da Cristo
Ogni sacramento deriva da un gesto, parola, mandato o azione di Gesù nel Nuovo Testamento. La Chiesa non li inventa; li riceve e li amministra.
Sono necessari per la salvezza
Perché donano grazia santificante, incorporano a Cristo e costituiscono la vita spirituale del cristiano. Non salvano come “magia” ma perché aprono il cuore all’azione dello Spirito Santo.
Sono celebrazioni ecclesiali
Non esistono “per conto proprio”: ogni sacramento è un atto di Cristo-Capo e della Chiesa-Corpo. Per questo sono regolati dalla Tradizione e dal Magistero.
Nella Scrittura troviamo il fondamento biblico di ciascuno dei sette sacramenti.
BATTESIMO
Matteo 28,19 – Il mandato missionario
Gesù dà alla Chiesa una missione: fare discepoli mediante il Battesimo.
Qui vediamo:
istituzione esplicita del sacramento;
formula trinitaria;
legame tra fede, discepolato e Battesimo.
Giovanni 3,5 – Nascere da acqua e da Spirito
Gesù parla a Nicodemo di una rinascita spirituale reale, non simbolica.
L’espressione “nascere da acqua e Spirito” è unanimemente interpretata dalla Tradizione come riferimento al Battesimo sacramentale.
Atti 2,38 – Battesimo per il perdono dei peccati
Pietro collega:
conversione,
Battesimo,
remissione dei peccati,
dono dello Spirito Santo.
È la struttura sacramentale della Chiesa apostolica.
Tito 3,5 – Lavacro di rigenerazione
Il “lavacro” (“loutron”) indica un lavaggio sacramentale, non metaforico.
Qui troviamo chiaramente il Battesimo come mezzo di salvezza, rigenerazione e rinnovamento nello Spirito Santo.
EUCARISTIA
Giovanni 6,48-58 – Discorso del Pane della Vita
Gesù passa:
dal “pane della vita” in senso simbolico (vv. 35)
alla carne e sangue (vv. 51-58) con parole realistiche.
Il verbo usato per “mangiare” (“trogo”) significa “masticare”, “rosicchiare”, “sgranocchiare” (più concreto e fisico rispetto a “esthio” o “phago” che invece indicano il mangiare in senso generico, fisico o simbolico/figurato). Gesù enfatizza il mangiare reale e concreto del suo Corpo e Sangue, che tuttavia ha valore sacramentale, non biologico. A sentir parlare Gesù, i Giudei reagiscono scandalizzati: segno che le sue parole non sono simboliche.
Il tono di Gesù si intensifica invece di attenuarsi.
Luca 22,19-20 – Istituzione nell’Ultima Cena
Gesù non dice “questo rappresenta”, ma “questo è il mio corpo”.
L’ordine “fate questo in memoria di me” istituisce il sacerdozio e la celebrazione eucaristica permanente.
Il greco “anámnesis” (equivalente dell’ebraico “zikkarôn”) significa “memoriale”, cioè un rito in cui ciò che si “ricorda” è reso “attuale” davanti a Dio (Levitico 24,7; Numeri 10,10).
Quindi Gesù non parla di semplice “ricordo”, ma di “riattualizzazione”.
1 Corinzi 10,16-17 – Comunione reale con Cristo
Paolo afferma che il pane e il vino sono “koinonía”, cioè “partecipazione reale” al Corpo e al Sangue di Cristo. Non è simbolico o solo ricordativo: c’è una presenza reale di Cristo nell’atto; è una unione spirituale e sacramentale.
1 Corinzi 11,27-30 – Ricevere indegnamente
La gravità dell’atto (“colpevoli del Corpo e del Sangue del Signore”) conferma la presenza reale: non si può essere colpevoli di un “simbolismo”.
RICONCILIAZIONE
Matteo 18,18 – Potere di legare e sciogliere
Riguarda l’autorità apostolica di giudicare e assolvere. “Legare e sciogliere” è linguaggio rabbinico che indica:
proibire/permettere
dichiarare colpevole/assolvere
trattenere/perdonare
Giovanni 20,21-23 – Istituzione del sacramento
Gesù:
invia gli Apostoli;
dà lo Spirito Santo;
conferisce un potere sacramentale:
perdonare i peccati.
È il testo più chiaro dell’istituzione della Confessione sacramentale.
Atti 19,18 – Confessione pubblica
Mostra che, nella Chiesa primitiva, la confessione dei peccati era pratica ecclesiale.
1 Giovanni 1,9 – Confessare per essere purificati
Il perdono richiede:
riconoscere la colpa,
confessarla,
ricevere purificazione da Dio.
Questo riflette la logica del sacramento.
CONFERMAZIONE (CRESIMA)
Atti 8,15-17 – Impartizione dello Spirito
I samaritani erano già battezzati, ma non avevano ancora ricevuto lo Spirito Santo nella sua pienezza.
Solo l’imposizione delle mani degli apostoli conferisce il dono dello Spirito: modello della Cresima.
MATRIMONIO
Matteo 19,5-6 – Indissolubilità
Gesù riporta il matrimonio all’originario progetto divino (Genesi 2,24).
L’unione è:
opera di Dio,
indissolubile,
sacramento dell’amore fedele.
ORDINE SACRO
Atti 13,2-3; 14,23 – Imposizione delle mani
È il gesto biblico con cui si trasmette un ministero.
Barnaba e Saulo vengono “riservati” allo Spirito Santo: è la radice dell’ordinazione.
Tito 1,5; 1 Timoteo 4,14; 5,22; 2 Timoteo 1,6 – Lettere pastorali
Paolo ricorda a Timoteo il “dono” ricevuto mediante l’imposizione delle mani: è il dono dell’Ordine Sacro.
UNZIONE DEGLI INFERMI
Giacomo 5,14-15 – Fondamento del sacramento
L’Apostolo prescrive un rito preciso:
chiamare i presbiteri;
preghiera;
unzione con olio;
guarigione e perdono.
È la forma più antica e chiara dell’Unzione degli Infermi.
Conclusione teologica
I sacramenti non sono invenzioni della Chiesa, ma istituzioni divine, radicate nella vita di Cristo e testimoniate dalle Scritture. La Tradizione della Chiesa primitiva mostra che sin dai tempi apostolici questi gesti sacramentali erano riconosciuti come mezzi reali di salvezza, santificazione e comunione con Dio.