A cura di Giuseppe Monno

Nella tradizione cattolica, l’idea dei fantasmi richiama immediatamente il confine tra il mondo visibile e l’invisibile. La Scrittura insegna che la vita umana non termina con la morte corporale: “Non temere quelli che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima” (Matteo 10,28). Questo ci ricorda che la dimensione spirituale è reale, e che l’uomo è chiamato a vivere in comunione con Dio anche oltre la vita terrena.
Ciò che la fede cattolica distingue chiaramente è la differenza tra anime beate, anime purganti e spiriti maligni. I santi e i giusti defunti, già in comunione con Dio, non appaiono per incutere paura, ma possono, in casi rari e straordinari, apparire come segno di grazia o per incoraggiare la preghiera.
Un esempio biblico è l’apparizione di Mosè ed Elia sul monte Tabor, durante la Trasfigurazione di Gesù (Matteo 17,1-3; Marco 9,2-4; Luca 9,28-31).
Mosè rappresenta la Legge, Elia i Profeti; la loro apparizione gloriosa conferma la missione di Cristo e prepara i discepoli alla passione, mostrando la continuità della Rivelazione di Dio. Non si tratta di fantasmi, ma di apparizioni glorificate, quindi spiritualmente positive.
La Chiesa, tuttavia, mette in guardia contro il fascino delle “apparizioni spettrali” non cristiane, che possono essere inganni demoniaci: “Il diavolo si trasforma in angelo di luce” (2 Corinzi 11,14). Questi fenomeni non devono attrarre la curiosità morbosa, ma spingere il credente a radicare la propria vita nella preghiera, nei sacramenti e nell’adorazione di Cristo, vero Signore della vita e della morte.
Teologicamente, ciò che chiamiamo “fantasmi” può essere interpretato come l’anima dei defunti non ancora purificata, come nel Purgatorio, che attende la misericordia di Dio. Qui entra in gioco la comunione dei santi: pregare per i defunti non è solo un atto pietoso, ma un servizio di carità spirituale, in conformità con la Scrittura: “Pregate gli uni per gli altri” (Giacomo 5,16) e con la pratica millenaria della Chiesa dei suffragi per le anime nel Purgatorio.
In definitiva, la fede cattolica ci invita a guardare con discernimento ai fenomeni soprannaturali. I “fantasmi” non devono generare paura superstiziosa, ma ricordarci della realtà della vita eterna, della misericordia di Dio e della necessità della conversione quotidiana. La Chiesa ci esorta a cercare in tutto Cristo, luce del mondo, affinché anche nell’ignoto il cuore del credente rimanga saldo nella speranza e nell’amore divino.