A cura di Giuseppe Monno

La Chiesa cattolica riconosce che le divisioni tra cattolici, ortodossi e protestanti hanno radici complesse, storiche e teologiche. Tuttavia, ritiene fermamente che la propria dottrina sia radicata nella rivelazione di Cristo, trasmessa attraverso gli apostoli e custodita nella Tradizione viva della Chiesa.
Lo Scisma tra Oriente e Occidente
Il cosiddetto “Grande Scisma” del 1054 segnò la separazione formale tra Chiesa latina e Chiesa orientale. Le ragioni furono molteplici: divergenze culturali, linguistiche e politiche, ma anche questioni dottrinali. Tra le principali:
Il Filioque: L’aggiunta della frase “e dal Figlio” nel Credo niceno-costantinopolitano circa lo Spirito Santo fu introdotta in Occidente. I cattolici si basano su sant’Agostino (De Trinitate, XV, 17, 29), che insegna come “lo Spirito Santo procede in modo ineffabile dal Padre e dal Figlio, come dalla loro comune carità”, e sull’interpretazione biblica di Giovanni 15,26 (“Quando verrà il Paraclito che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di Verità che procede dal Padre…”). Gli ortodossi, invece, hanno rifiutato questa aggiunta, ritenendola un’intrusione sulla Tradizione comune e un problema di autorità ecclesiastica.
Primato del Papa: La Chiesa cattolica afferma che Cristo conferì a Pietro un primato unico, visibile e universale: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa…” (Matteo 16,18-19). L’Occidente ha interpretato questa dichiarazione come fondamento della successione petrina e dell’autorità del Papa. L’Oriente privilegia un modello collegiale, ritenendo che l’autorità debba essere condivisa tra i patriarchi.
Il Protestantesimo e la Riforma
Nel XVI secolo, la Riforma protestante introdusse una critica radicale a ciò che i riformatori consideravano pratiche non bibliche nella Chiesa:
Sola Scriptura: I protestanti sostengono che la Bibbia sia l’unica regola di fede. La Chiesa cattolica, al contrario, insegna che la Scrittura e la Tradizione sono inscindibili. Sant’Ireneo di Lione (Adversus haereses, III, 1,1) afferma che la verità cristiana è trasmessa dagli apostoli nella predicazione e negli scritti, non isolatamente dalle Scritture. San Girolamo, nella sua lettera a Eustochio (Epistola 22), ribadisce che “ignorare la Tradizione significa fraintendere la Scrittura”.
I sacramenti: Molte confessioni protestanti riducono i sacramenti a due principali: Battesimo e Eucaristia. La Chiesa cattolica, rifacendosi a Gesù e agli apostoli (Matteo 28,19; Giovanni 6,51-58), insegna sette sacramenti come canali di grazia effettiva. Sant’Ambrogio e sant’Agostino sottolineano la necessità dei sacramenti per la santificazione dei fedeli e la vita ecclesiale.
La salvezza: Il protestantesimo spesso enfatizza la giustificazione per sola fede (sola fide). La prospettiva cattolica, coerente con san Paolo e san Giacomo (Romani 2,6-7; Giacomo 2,17), integra fede e opere, sostenendo che la grazia operi nella vita del credente attraverso la partecipazione attiva ai sacramenti e alla vita morale.
Il ruolo della Tradizione e dei Padri della Chiesa
I Padri della Chiesa sottolineano la continuità della fede attraverso la Tradizione:
Sant’Ireneo di Lione insiste sul legame tra Scrittura e insegnamento apostolico, che garantisce l’unità della fede (Adversus haereses, III, 2,2).
Sant’Agostino afferma che la Chiesa è “corpo visibile della verità” (De Civitate Dei, XIX, 17), e che la Scrittura deve essere interpretata alla luce della Chiesa stessa.
San Cipriano evidenzia l’importanza dell’unità ecclesiale: “Non può avere Dio chi non ha la Chiesa” (De Unitate Ecclesiae, 6).
Questi insegnamenti sono alla base della posizione cattolica secondo cui la Chiesa, guidata dal Papa e dai vescovi in comunione con lui, è custode della verità ricevuta dagli apostoli.
Convergenze e prospettiva ecumenica
Nonostante le differenze, cattolici, ortodossi e protestanti condividono le radici cristiane: la fede in Cristo, il valore della preghiera, la centralità della Scrittura e, in molte confessioni, la celebrazione dell’Eucaristia. La Chiesa cattolica promuove il dialogo ecumenico, riconoscendo le verità presenti in altre confessioni, ma insiste che la pienezza della fede si trova nella Chiesa cattolica, in continuità con gli insegnamenti apostolici e la Tradizione viva.