A cura di Giuseppe Monno

Parentela di Gesù con Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda secondo i Vangeli
I Vangeli sinottici citano più volte Giacomo, Giuseppe (detto anche Ioses), Simone e Giuda come “fratelli” di Gesù:
Matteo 13,55: “Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?”
Marco 6,3: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?”
La questione interpretativa è se essi siano fratelli uterini di Gesù o parenti prossimi. L’uso semitico del termine fratelli rende possibile che indichi cugini o membri della stessa famiglia allargata.
L’identità di Giacomo e Ioses: figli di un’altra Maria
Gli stessi Vangeli chiariscono che Giacomo e Ioses (forma ellenistica di Giuseppe) non sono figli della madre di Gesù, ma di un’altra donna chiamata Maria.
Testimonianze evangeliche
Matteo 27,55-56: tra le donne al Calvario c’è “Maria madre di Giacomo e di Giuseppe”.
Marco 15,40-41: viene menzionata “Maria madre di Giacomo il Minore e di Ioses”.
Questa Maria è dunque distinta dalla Vergine Maria.
L’identificazione con “l’altra Maria”
Matteo 27,61 e 28,1 parlano di “Maria di Magdala e l’altra Maria” presso il sepolcro.
Marco 16,1 cita “Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome”.
Luca 24,9-10 menziona “Maria di Magdala e Maria di Giacomo”.
L’”altra Maria” è quindi la madre di Giacomo e Ioses.
Maria di Cleopa: moglie di Cleopa e cognata della Vergine
Nel Vangelo di Giovanni appare un’ulteriore precisazione:
Giovanni 19,25: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria di Magdala.”
Qui Maria di Cleopa è definita “sorella” della madre di Gesù, espressione che nella cultura semitica può indicare anche una cognata.
Secondo Egesippo (II secolo), riportato da Eusebio (Historia Ecclesiastica, III, 11.32), Cleopa era il fratello di Giuseppe, lo sposo della Vergine Maria. Maria di Cleopa sarebbe dunque la moglie di Cleopa, e i suoi figli — Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda — i cugini di Gesù.
L’identità di Giuda fratello di Giacomo
Il Giuda menzionato come “fratello di Giacomo” (o “di Giacomo”, in senso semitico) è l’apostolo Giuda Taddeo:
Luca 6,16: “Giuda di Giacomo.”
Atti 1,13: “Giacomo di Alfeo… e Giuda di Giacomo.”
Giuda 1: “Giuda, servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo.”
Questo conferma che Giuda è figlio della stessa Maria madre di Giacomo, non della Vergine.
L’identità di Simone
Egesippo testimonia che Simone era un figlio di Cleopa. Ciò rafforza l’interpretazione secondo cui Simone, come Giacomo, Ioses e Giuda, apparteneva alla famiglia di Cleopa e Maria, non alla famiglia nucleare di Gesù.
Cleopa e Alfeo: due nomi per la stessa persona
Cleopa e Alfeo di Giacomo sono la stessa persona. Nella Bibbia molti personaggi vengono menzionati con nomi diversi: Bartolomeo è chiamato anche Natanaele (Matteo 10,2-4; Giovanni 21,1-2), Tommaso è chiamato Didimo (Giovanni 21,2), Matteo è chiamato Levi (Matteo 9,9; Marco 2,14), Giuda è identificato con Taddeo (Luca 6,16; Marco 3,18), Giuseppe è chiamato Barnaba (Atti 4,36), Giovanni è chiamato Marco (Atti 12,25), Saulo è chiamato Paolo (Atti 13,9), Simone è chiamato Pietro (Matteo 16,18), mentre suo padre Giovanni (Giovanni 21,16) è chiamato Giona (Matteo 16,17).
Alcuni di questi sono nomi propri (Bartolomeo, Natanaele, Tommaso, Matteo, Levi, Giuda, Taddeo, Giovanni, Marco, Paolo, Saulo), altri sono epiteti (Pietro, Barnaba, Didimo), mentre altri ancora rappresentano varianti dello stesso nome (Giona).
Quindi Giacomo, Giuseppe, Giuda e Simone non sono figli della madre di Gesù, ma cugini di lui. Parimenti quelle “sorelle” possono essere intese come parenti prossime, appartenenti allo stesso clan familiare.
Per indicare il “cugino” il greco disponeva del termine anepsiós, ma gli autori biblici lo usano raramente, preferendo seguire la logica semitica e la tradizione della Settanta, dove adelfós copre un campo semantico molto più ampio. Tale scelta non è solo linguistica, ma anche teologica, perché esprime l’idea di un’unione fraterna che supera i legami di sangue.
Il Nuovo Testamento non chiama mai i fratelli di Gesù “figli di Maria madre di Gesù”, né li definisce “figli di Giuseppe”, come accade invece con “Giacomo di Zebedeo” o “Levi di Alfeo”. Questo silenzio è teologicamente e culturalmente rilevante: se la madre di Gesù avesse avuto altri figli, sarebbero stati indicati come tali, secondo l’uso ebraico.
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