GIOSAFAT E LE ALTURE: DUE PROSPETTIVE, UN’UNICA VERITÀ DI FEDE

A cura di Giuseppe Monno

I racconti di 1 Re 22,43-44 e 2 Cronache 17,6 sembrano offrire due versioni diverse sull’azione di Giosafat riguardo alle alture.

1 Re 22,43-44
“Imitò in tutto la condotta di Asa suo padre, senza deviazioni, facendo ciò che è giusto agli occhi del Signore. Ma non scomparvero le alture; il popolo ancora sacrificava e offriva incenso sulle alture.”
Giosafat non elimina le alture.

2 Cronache 17,6
“Il suo cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche le alture e i pali sacri da Giuda.”
Giosafat elimina le alture.

La Chiesa seguendo l’ermeneutica dell’unità delle Scritture, non considera questi versetti come una contraddizione storica, ma come prospettive complementari.
Il Libro dei Re e le Cronache sono scritti in epoche diverse e con finalità teologiche differenti.

Re è stato scritto nel VI secolo a.C., in epoca esilica, con intento profetico-deuteronomico, cioè per spiegare la rovina di Israele e Giuda come conseguenza dell’infedeltà alla Legge.
Cronache è stato scritto nel V-IV secolo a.C., dopo l’esilio, con intento sacerdotale ed edificante, per incoraggiare la fede e la purezza del culto dopo il ritorno da Babilonia.
Perciò, Cronache tende a sottolineare gli aspetti positivi di Giosafat (la sua fedeltà e le riforme religiose), mentre Re ne mostra i limiti (non riuscì a eliminare completamente le alture).

Molti esegeti — George Leo Haydock, Peter Pett, Adam Clarke, Robert Jamieson, A. R. Fausset e David Brown — spiegano che:
In 2 Cronache 17,6 Giosafat eliminò le alture idolatriche (quelle con gli Ascerim, i pali sacri dedicati a divinità straniere).
In 1 Re 22,43 le alture che non furono eliminate erano probabilmente quelle dove il popolo offriva sacrifici al Signore, un culto non idolatrico, ma irregolare, perché non avveniva nel Tempio di Gerusalemme.
Quindi Giosafat fece molto per purificare il culto, ma non arrivò alla piena centralizzazione del culto nel Tempio.

Il Catechismo non commenta questo passo in particolare, ma l’approccio è coerente con la visione cattolica della progressiva rivelazione:
Dio agisce nella storia gradualmente, e le riforme dei re come Giosafat rappresentano tappe di purificazione verso il culto pienamente autentico, che culminerà in Cristo.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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