GEOVISMO

A cura di Giuseppe Monno

Il Geovismo — termine con cui si può indicare la dottrina e la prassi dei Testimoni di Geova — è un movimento religioso nato nel XIX secolo negli Stati Uniti d’America e diffusosi poi in tutto il mondo.

I. Origini storiche del Geovismo

Nasce intorno al 1870, per iniziativa di Charles Taze Russell (1852–1916), un giovane statunitense appartenente all’ambiente protestante presbiteriano.
Russell, turbato da alcune dottrine tradizionali del cristianesimo, come l’inferno e la Trinità, cominciò a organizzare studi biblici privati a Pittsburgh (Pennsylvania). Da questi incontri nacque la “Bible Students Association”, che successivamente diede vita alla Watch Tower Bible and Tract Society (Società Torre di Guardia), fondata nel 1881.

Dopo la morte di Russell, la guida del movimento passò a Joseph Franklin Rutherford, che ne riorganizzò la struttura, diede un’impronta più militante e nel 1931 introdusse il nome “Testimoni di Geova”, tratto da Isaia 43,10.
Da allora, il movimento si è distinto per la sua intensa attività di proselitismo e la distribuzione di riviste come “La Torre di Guardia” e “Svegliatevi!”.

II. La dottrina geovista

Le principali credenze dei Testimoni di Geova possono essere riassunte come segue:

  1. Geova Dio

I Testimoni di Geova usano il nome “Geova” come unica designazione legittima di Dio, derivandolo da una vocalizzazione errata del sacro Tetragramma YHWH.
Per la Chiesa Cattolica, il nome di Dio è rivelato ma non esaurisce la realtà divina: Dio non è definibile solo da un nome, ma da una relazione personale d’amore.

  1. Gesù Cristo

Negano la divinità di Gesù Cristo. Secondo loro, Gesù è la prima creatura fatta da Dio, identificata con l’arcangelo Michele.
Questa dottrina si oppone radicalmente al dogma cattolico della Santissima Trinità, secondo cui il Figlio è consustanziale al Padre (cfr. Simbolo Niceno-Costantinopolitano).

  1. Lo Spirito Santo

Non considerano lo Spirito Santo una Persona divina, ma la forza attiva di Dio.
Anche qui la differenza è netta: per la Chiesa Cattolica lo Spirito Santo è la terza Persona della Trinità, Signore vivificante.

  1. La Bibbia

I Testimoni di Geova usano una propria traduzione, chiamata Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (“TNM”), pubblicata per la prima volta nel 1950.
Questa versione è oggetto di forti critiche da parte di studiosi e biblisti cristiani, per la tendenza a modificare i testi in funzione delle loro dottrine (ad esempio, Giovanni 1,1 viene tradotto “la Parola era un dio” invece di “la Parola era Dio”).

  1. Escatologia e salvezza

Credono che solo un numero di 144.000 eletti regneranno con Cristo nei cieli, mentre la maggioranza dei giusti vivrà per sempre sulla terra paradisiaca.

Negano l’esistenza dell’inferno come pena eterna: per loro i malvagi vengono semplicemente annientati.

Rigettano l’immortalità dell’anima, sostenendo che l’uomo è un’unità indivisibile e che la morte è un annientamento totale finché Dio non ristabilisce la vita mediante la risurrezione.

Idee vicinissime a quelle di Arnobio di Sicca.

  1. La Chiesa e i sacramenti

I Testimoni di Geova non riconoscono nessuna Chiesa visibile né sacramenti efficaci.
Il loro “battesimo” è solo un segno di appartenenza organizzativa, non un mezzo di grazia.
La loro “Cena del Signore” si celebra una volta l’anno, e solo i presunti “unti” partecipano realmente al pane e al vino.

III. Dottrine contrarie alla Rivelazione Cristiana

Il Geovismo presenta numerose dottrine incompatibili con la Rivelazione Cristiana:

  1. Negazione della Trinità.
  2. Negazione della divinità di Cristo.
  3. Negazione della divinità dello Spirito Santo.
  4. Riduzione della Scrittura a lettura privata, senza Tradizione né Magistero.
  5. Interpretazione apocalittica millenarista, più vicina al simbolismo settario che alla speranza escatologica cristiana.
  6. Rifiuto dei sacramenti e della grazia sacramentale, specialmente dell’Eucaristia, del Battesimo e della Riconciliazione.
  7. Rifiuto dell’autorità ecclesiale: la loro “Società Torre di Guardia” si sostituisce alla Chiesa docente come unico interprete della Bibbia.

IV. Alterazioni bibliche e manipolazioni dottrinali

Molti studiosi, anche non cattolici, hanno rilevato alterazioni testuali nella Traduzione del Nuovo Mondo.

Esempi significativi:

Giovanni 1,1: “la Parola era un dio”, per negare l’homoousios (“consustanziale”) niceno.

Colossesi 1,16-17: aggiunta della parola “altre” (“tutte le altre cose sono state create per mezzo di lui”) per presentare Cristo come creatura.

Ebrei 1,6: “adorazione” viene sostituita da “rendere omaggio”.

Luca 23,43: “In verità ti dico oggi: tu sarai con me in paradiso” (la posizione della virgola cambia il senso teologico della promessa di Gesù).

Queste modifiche mostrano un metodo esegetico subordinato all’ideologia dottrinale, piuttosto che al testo originale.

V. Aspetti sociologici e pastorali

Il Geovismo si presenta con un’organizzazione fortemente centralizzata, basata sulla disciplina interna e sul controllo dottrinale.
I membri sono invitati a un’attività intensa di proselitismo e all’evitamento dei contatti religiosi con “il mondo”.
Il sistema di esclusione (disassociazione) provoca spesso lacerazioni familiari e sociali.

La Chiesa cattolica, pur riconoscendo il sincero zelo di molti Testimoni di Geova, invita i fedeli a discernere con prudenza, ricordando che la fede autentica nasce dall’incontro personale con Cristo nella comunità ecclesiale, non da un’interpretazione privata della Scrittura.

VI. Conclusione teologica

Il Geovismo rappresenta, teologicamente, un ritorno a forme di arianesimo e millenarismo, prive del fondamento sacramentale e della dimensione trinitaria della fede.
Sebbene si presenti come “cristianesimo biblico”, in realtà rifiuta la centralità del Mistero pasquale di Cristo, della grazia e della comunione ecclesiale.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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