LE DONNE AL SEPOLCRO

A cura di Giuseppe Monno

La differenza nel numero e nei nomi delle donne al sepolcro è un altro esempio classico di “discrepanza apparente” nei Vangeli, che la Chiesa interpreta non come contraddizione, ma come diversità complementare di testimonianze.

Matteo 28,1
“Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria Maddalena e l’altra Maria andarono a vedere il sepolcro.”

Marco 16,1
“Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo.”

Luca 24,10
“Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo; anche le altre che erano con loro riferirono queste cose agli apostoli.”

Giovanni 20,1
“Il primo giorno della settimana, Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio.”

Secondo l’esegesi cattolica, i quattro evangelisti non intendono fornire elenchi esaustivi dei presenti, ma mettere in evidenza figure specifiche in base al messaggio teologico di ciascun Vangelo.

Non c’è nessuna contraddizione, ma diversi punti di vista. Tutti concordano su un fatto centrale: le prime testimoni della Risurrezione sono delle donne, e in particolare Maria Maddalena.

Le differenze nei nomi (Salome, Giovanna, l’altra Maria) sono spiegate come varianti parziali, dovute al fatto che alcuni evangelisti riassumono (Matteo, che cita solo due donne), altri specificano più dettagli (Marco, Luca), mentre Giovanni si concentra solo su Maria Maddalena, la principale testimone e prima annunciatrice.

La tradizione cattolica propone questa ricostruzione armonica:

  1. Un gruppo di donne (almeno tre o più: Maria Maddalena, Maria di Giacomo, Salome, Giovanna e altre) va al sepolcro.
  2. Maria Maddalena, più impulsiva, corre via per avvisare Pietro e Giovanni (Giovanni 20,2) lasciando le altre.
  3. Le altre donne vedono l’angelo e ricevono l’annuncio della Risurrezione (Matteo 28,5-7; Marco 16,5-7).
  4. Poi tutte riferiscono agli apostoli (Luca 24,10).

In altre parole, ogni Vangelo narra una parte della scena, da un’angolatura diversa, ma non si escludono a vicenda.

La Chiesa sottolinea che il punto centrale non è quanti nomi siano elencati, ma chi furono i primi testimoni: le donne, considerate inaffidabili come testimoni legali nel mondo ebraico del I secolo, sono invece scelte da Dio come prime annunciatrici del Risorto.

Questo sottolinea la veridicità storica del racconto (nessuno avrebbe inventato testimoni deboli per una menzogna) e la rivoluzione evangelica del ruolo della donna nella fede.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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