A cura di Giuseppe Monno

Nel Vangelo secondo Luca, Gesù ascende al cielo il giorno stesso della sua risurrezione, mentre negli Atti degli Apostoli — scritti dallo stesso autore — l’ascensione avviene dopo quaranta giorni.
I due racconti
Luca 24,50-51
Gesù appare ai discepoli la sera del giorno della sua risurrezione, parla con loro e poi — nello stesso giorno — li conduce fuori verso Betania. Alzate le mani, li benedice; e mentre li benedice, si stacca da loro e viene portato su in cielo.
Atti 1,3.9
Gesù si mostra vivo ai suoi discepoli dopo la sua passione, con molte prove, apparendo per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio. Poi, sotto i loro occhi, viene elevato in alto e una nube lo sottrae al loro sguardo.
Due prospettive, un unico mistero
La Chiesa riconosce la differenza tra i due racconti non come una contraddizione storica, ma come l’espressione di due prospettive teologiche e narrative complementari.
Nel Vangelo, Luca riassume tutto il mistero pasquale — risurrezione, apparizioni e ascensione — come un’unica realtà gloriosa, concentrata nel “giorno del Signore”.
Negli Atti, invece, lo stesso autore propone una narrazione più distesa, che funge da ponte teologico tra la vita terrena di Gesù e la missione della Chiesa nascente.
Il significato del numero quaranta
Nella Bibbia, il numero quaranta ha un valore simbolico: rappresenta il tempo della preparazione, della prova e del compimento (Mosè sul Sinai, Elia nel deserto, Gesù tentato nel deserto).
Luca utilizza questa cifra per indicare che Gesù, prima di ascendere, forma i discepoli e li prepara a ricevere il dono dello Spirito Santo.
L’insegnamento della Chiesa
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma:
“La permanenza di Gesù sulla terra per quaranta giorni è un periodo di transizione…
La sua ascensione non significa un allontanamento, ma l’ingresso definitivo della sua umanità nella gloria di Dio.”
(CCC 659–660)
In altre parole, risurrezione e ascensione non sono due eventi separati, ma due aspetti di un unico mistero: il passaggio di Gesù dalla morte alla vita gloriosa, dalla terra alla piena comunione con il Padre.
Conclusione
La Chiesa insegna che non esistono due ascensioni, ma due modi di narrare lo stesso evento:
uno teologico e sintetico (nel Vangelo secondo Luca),
l’altro storico e didattico (negli Atti degli Apostoli).
Il Vangelo mostra l’aspetto teologico e glorioso del Cristo risorto,
gli Atti mostrano l’aspetto storico e missionario, preparatorio alla Pentecoste.
L’ascensione, dunque, è parte integrante dell’unico mistero pasquale, che comprende la morte, la risurrezione, la glorificazione e il dono dello Spirito Santo.