A cura di Giuseppe Monno

Nei primi due libri dei Maccabei si trovano tre racconti diversi della morte di Antioco IV Epifane: per crepacuore (1 Maccabei 6,8-9), per lapidazione (2 Maccabei 1,16), per malattia (2 Maccabei 9,1-28).
La Chiesa non considera queste discrepanze come contraddizioni storiche, ma come diversi punti di vista teologici ispirati su un unico evento storico: la morte dell’empio re come segno della giustizia di Dio.
Le Scritture rivelano la verità salvifica attraverso diversi generi letterari, e non sempre in chiave cronachistica. (cfr. Dei Verbum, 12)
Ogni autore sacro usa un genere letterario diverso (storico, didattico, edificante) per mostrare lo stesso messaggio:
“Chi si innalza contro Dio, sarà umiliato.” (cfr. Luca 14,11)
Morte per crepacuore — 1 Maccabei 6,8-13
Quando il re udì queste notizie, restò sbalordito e profondamente scosso. Ammalato di dolore perché i suoi disegni erano falliti, si mise a letto… Disse: “So che per questo motivo mi sono sopraggiunti questi mali; ecco, muoio con grande dolore in terra straniera.”
Antioco, sconfitto e umiliato, muore di tristezza e rimorso dopo aver riconosciuto i suoi peccati contro Gerusalemme e il Tempio.
Si tratta di una morte psicologica, dovuta al rimorso. Non è violenta, ma morale e interiore: un giudizio divino espresso nel fallimento e nel dolore. Il messaggio: chi profana il Tempio non trova pace.
Morte per lapidazione — 2 Maccabei 1,13-16
Antioco si recò con i suoi amici in un tempio per sposare la figlia del re Tolomeo. Gli abitanti del tempio lo attaccarono, e con pietre e spade lo ferirono gravemente, e lo fecero a pezzi, gettandone le membra ai presenti.
Qui Antioco muore lapidato e mutilato da una folla pagana mentre tenta di saccheggiare un tempio straniero.
È un racconto teologico e ironico: colui che voleva profanare il Tempio di Gerusalemme muore mentre profana un tempio straniero. Si tratta di una narrazione esemplare più che storica, inserita per mostrare la giustizia retributiva divina. Il messaggio: Dio fa sì che la sua empietà gli si ritorca contro.
Morte per malattia — 2 Maccabei 9,1-28
Il Signore onnisciente, Dio d’Israele, lo colpì con un male incurabile e invisibile: un dolore atroce alle viscere… Vermi pullulavano dal suo corpo e la carne gli cadeva a pezzi.
Antioco viene colpito da una malattia orribile, segno del castigo di Dio. Soffre, riconosce la potenza del Signore, promette di cambiare vita, ma muore comunque nel tormento.
È il racconto più teologico e moralizzato. Il messaggio: il peccatore impenitente sperimenta già sulla terra la punizione divina; l’empietà e la superbia vengono punite nel corpo stesso del peccatore.
Insomma, le “tre morti” vengono interpretate come tre prospettive complementari:
Storica: Antioco effettivamente muore in Persia dopo le sue campagne.
Morale: Muore come empio punito da Dio, esempio del destino di chi si oppone al Signore.
Spirituale: La sua fine manifesta la vittoria del Dio d’Israele sul potere idolatrico e arrogante del mondo.