A cura di Giuseppe Monno

Nei Sinottici (Matteo, Marco, Luca), Gesù muore dopo aver celebrato la Cena pasquale con i discepoli, mentre in Giovanni muore prima della Pasqua ebraica, mentre si stanno uccidendo gli agnelli nel tempio.
Il contrasto tra i Sinottici e Giovanni sulla data della Cena pasquale e della Crocifissione ha stimolato una riflessione profondissima nella tradizione cattolica, nei Padri della Chiesa e nella teologia contemporanea.
Nei Sinottici Gesù celebra la Cena pasquale con i discepoli la sera prima della Crocifissione. Ciò significa che, per Matteo, Marco e Luca, Gesù muore dopo aver mangiato la Pasqua ebraica.
Matteo 26,17-20
“Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua? … Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici.”
Marco 14,12-18
“Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua? … Venuta la sera, egli arrivò con i Dodici.”
Luca 22,7-15
“Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la Pasqua… Gesù disse: Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione.”
Per i Sinottici è chiaro che la Cena è la Pasqua ebraica stessa, celebrata prima dell’arresto e della Crocifissione.
Invece Giovanni sposta la Crocifissione prima della Pasqua. Gesù muore mentre si preparano gli agnelli per il sacrificio.
Giovanni 13,1-2
“Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora… durante la cena…”
In Giovanni l’Ultima Cena non è la cena pasquale ma una cena prima della Pasqua.
Giovanni 18,28
“Condussero Gesù da Caifa nel pretorio. Era la mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.”
Al momento del processo, la Pasqua non è ancora stata mangiata.
Giovanni 19,14
“Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: Ecco il vostro re!”
Il termine “Parasceve” significa “preparazione” o “vigilia”. Quindi Gesù viene condannato prima di consumare la Pasqua, mentre si preparano gli agnelli nel tempio.
La Chiesa riconosce che i Vangeli non sono cronache storiche in senso moderno, ma testimonianze teologiche ispirate. Le differenze non sono errori, ma diversi punti di vista sullo stesso mistero pasquale.
La Chiesa accetta la tradizione sinottica come base liturgica: l’Eucaristia fu istituita nella notte in cui Gesù fu tradito, cioè durante la Cena pasquale (CCC 1329; 1339; 1362–1367).
Tuttavia, non nega il valore teologico del racconto giovanneo.
I Sinottici sottolineano che Gesù celebra e compie la Pasqua ebraica, trasformandola nella Nuova Alleanza (Eucaristia).
Giovanni, invece, colloca la morte di Gesù mentre si sacrificano gli agnelli pasquali – simbolismo: Gesù è il vero Agnello di Dio (Giovanni 1,29).
Entrambe le versioni sono vere dal punto di vista teologico: nei Sinottici Gesù istituisce la Nuova Pasqua durante l’Ultima Cena, mentre in Giovanni ne manifesta il significato profondo con la sua morte.