LA TRADIZIONE

A cura di Giuseppe Monno

La parola “Tradizione” (dal latino “traditio”, “consegna”, “trasmissione”) indica il passaggio di un insegnamento da una generazione all’altra. Nella Chiesa, la Tradizione non è semplicemente un insieme di usanze antiche, ma la trasmissione viva della fede apostolica, cioè di ciò che gli apostoli hanno ricevuto da Cristo e dallo Spirito Santo, e che hanno poi trasmesso alla Chiesa.

Origine evangelica e apostolica

Gesù come fonte

Tutto nasce da Gesù Cristo, che è la Rivelazione piena di Dio. Durante la sua vita, Gesù predicò il Regno di Dio, istituì i sacramenti (in particolare l’Eucaristia e il Battesimo), scelse e formò gli apostoli come suoi testimoni e continuatori.

Gli apostoli come primi trasmettitori

Dopo la Risurrezione e la Pentecoste, gli apostoli annunciarono oralmente ciò che avevano visto e udito (la cosiddetta Tradizione orale), e scrissero alcuni elementi di questa predicazione, dando origine ai Vangeli e agli altri scritti del Nuovo Testamento. Quindi, la Rivelazione divina è stata trasmessa prima oralmente, e solo in seguito anche per iscritto.

Dalla predicazione apostolica alla Tradizione della Chiesa

Dopo la morte degli Apostoli, la loro predicazione non si è spenta. Le comunità cristiane, guidate dai vescovi (successori degli apostoli), hanno continuato a proclamare la Parola di Dio, celebrare la liturgia, vivere la fede ricevuta dagli apostoli. In questo modo, la Tradizione è rimasta viva nella vita della Chiesa: non come un “museo del passato”, ma come una realtà vivente guidata dallo Spirito Santo.

Tradizione e Sacra Scrittura

Il Concilio Vaticano II, nella Dei Verbum (n. 9), insegna che “la Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un unico sacro deposito della Parola di Dio, affidato alla Chiesa”.

La Scrittura è la Parola di Dio scritta sotto ispirazione dello Spirito Santo. La Tradizione è la stessa Parola di Dio, trasmessa oralmente e vissuta nella Chiesa. Entrambe vengono interpretate autenticamente dal Magistero della Chiesa (cioè dal Papa e dal collegio dei vescovi in comunione con lui).

Il ruolo dello Spirito Santo

La Tradizione non è solo una “memoria” del passato, è attiva, perché lo Spirito Santo continua a guidare la Chiesa nell’approfondire la comprensione della fede, nel discernere la verità, e nel conservare l’unità della dottrina. Come dice la Dei Verbum (n. 8): “La Tradizione che viene dagli apostoli progredisce nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo.”

Manifestazioni concrete della Tradizione

La Tradizione apostolica si esprime in vari modi:

la liturgia (specialmente l’Eucaristia);

i simboli di fede (come il Credo);

gli insegnamenti dei Padri della Chiesa;

le decisioni dei Concili;

la vita dei santi e il sensus fidei del Popolo di Dio.

Sviluppo storico della Tradizione nella Chiesa

La Tradizione non è un libro chiuso, ma un fiume che scorre nella storia: nasce dalla predicazione apostolica e continua a vivere nel tempo, sempre sotto la guida dello Spirito Santo.

Vediamola in tappe:

I secolo: la Tradizione apostolica

Gli apostoli trasmettono ciò che hanno ricevuto da Cristo: parole, gesti, dottrina, sacramenti, esempio di vita.

Non tutto viene scritto: molte cose rimangono trasmesse oralmente (cfr. 2 Tessalonicesi 2,15: “State saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia per parola sia per lettera da noi.”). Le prime comunità vivono di questa Tradizione viva, celebrando l’Eucaristia e il Battesimo già secondo una forma riconoscibile.

II-III secolo: i Padri apostolici e la Tradizione viva

I Padri apostolici (come san Clemente Romano, sant’Ignazio di Antiochia, san Policarpo di Smirne) custodiscono e trasmettono la fede ricevuta dagli Apostoli. Si formano i Simboli di fede (ad esempio, il “Credo”), che riassumono la dottrina apostolica. Le Scritture vengono lette nella Chiesa e alla luce della Tradizione: il canone biblico nasce gradualmente, riconoscendo quali testi sono divinamente ispirati.

IV-V secolo: consolidamento dottrinale

Con il riconoscimento ufficiale del cristianesimo (Editto di Milano, 313), la Chiesa può riflettere più profondamente sulla fede.

I Concili ecumenici (Nicea, Costantinopoli, Efeso, Calcedonia…) definiscono le grandi verità cristologiche e trinitarie, attingendo alla Tradizione apostolica per difendere la fede contro le eresie. I Padri della Chiesa (sant’Agostino, sant’Atanasio, san Basilio, san Gregorio, ecc.) interpretano la Scrittura alla luce della Tradizione.

Medioevo: sviluppo teologico e liturgico

La Tradizione si arricchisce di una riflessione teologica profonda (es. san Tommaso d’Aquino) e di una vita liturgica strutturata. Le università e le scuole monastiche trasmettono la fede attraverso lo studio, la predicazione e la liturgia. Si consolidano anche molte tradizioni ecclesiastiche locali, come riti, discipline e devozioni.

Riforma e Concilio di Trento

La Riforma protestante (XVI secolo) contesta l’autorità della Tradizione, affermando il principio del “Sola Scriptura” (“solo la Scrittura”). Il Concilio di Trento (1545–1563) risponde chiarendo che la Rivelazione divina è contenuta sia nella Scrittura che nella Tradizione, e che la Chiesa è custode e interprete di entrambe.

Età contemporanea: il Concilio Vaticano II

La Costituzione dogmatica Dei Verbum (1965) offre una sintesi luminosa: “La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un unico sacro deposito della Parola di Dio, affidato alla Chiesa”. Sottolinea che la Tradizione progredisce nella comprensione della fede, grazie all’azione dello Spirito Santo, alla vita dei credenti e al Magistero.

Tradizione apostolica e tradizioni ecclesiastiche

Non tutto ciò che è “tradizione” nella Chiesa ha lo stesso peso. La Chiesa distingue tra Tradizione apostolica e tradizioni ecclesiastiche.

La Tradizione apostolica è ciò che proviene direttamente dagli apostoli, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Contiene gli elementi essenziali della fede e dei sacramenti, che appartengono al nucleo della Rivelazione. Non può essere modificata né abolita, perché è parte della Parola di Dio. Alcuni esempi sono la Trinità, l’Incarnazione, la struttura sacramentale della Chiesa, l’Eucaristia, il ministero apostolico.

Le tradizioni ecclesiastiche sono invece forme storiche, disciplinari o liturgiche con cui la Chiesa, in tempi e luoghi diversi, ha espresso la stessa fede. Non fanno parte della Rivelazione divina, ma sono modi concreti di viverla. Possono evolversi o cambiare nel tempo, sotto il discernimento del Magistero. Alcuni esempi sono il celibato ecclesiastico (disciplina, non dogma), le lingue liturgiche (latino, greco, lingue moderne), le feste e le devozioni popolari (rosario, processioni, ecc.), le norme canoniche che cambiano nel tempo.

In conclusione:

La Tradizione è la vita stessa della Chiesa, animata dallo Spirito Santo, che custodisce e trasmette la fede apostolica nel corso dei secoli. All’interno di essa, convivono una Tradizione viva e divina, che non cambia, e molte tradizioni ecclesiastiche, che possono cambiare pur restando al servizio della stessa fede.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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