A cura di Giuseppe Monno

1 Samuele 17,4
“Dal campo dei Filistei uscì un campione di nome Golia di Gat, alto sei cubiti e un palmo.”
Sei cubiti e un palmo misurano quasi tre metri. Secondo il testo masoretico, Golia era alto quasi tre metri. Quindi un “gigante” in senso letterale. Ma non tutte le antiche versioni bibliche danno la stessa misura. La Settanta riporta quattro cubiti e un palmo, quasi due metri. Così anche il rotolo di Qumran. Invece la Vulgata di san Girolamo si attiene alla stessa misura riportata nel testo masoretico.
Molti biblisti cattolici oggi ritengono che la lettura più antica e coerente sia quella di Qumran e della Settanta: Golia era alto quattro cubiti e un palmo (quasi 2 metri), perché è la versione più antica trovata a Qumran (I secolo d.C.), ed è più realistica, un guerriero filisteo molto alto, ma non un mostro mitico.
L’ipotesi è che nel testo ebraico successivo (masoretico) ci sia stato un errore di trascrizione o una tendenza a “ingigantire” la figura di Golia.
Golia è descritto come “campione” dei Filistei di Gat, una delle cinque città della pentapoli filistea. Gli Anakim, antichi giganti cananei, erano detti presenti anche a Gat (cfr. Giosuè 11,22).
La Chiesa interpreta l’episodio non come un duello mitologico, ma come una rivelazione teologica: Il contrasto tra Davide (piccolo, armato solo della fede) e Golia (grande, armato della forza) rappresenta la vittoria della fede sull’orgoglio umano.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica richiama questo tema: “La fede fiduciosa nella potenza di Dio vince le forze del male che sembrano invincibili” (CCC 2097; 2610).
Per sant’Ambrogio (Esposizione del Vangelo secondo Luca, IV, 56-59; De officiis ministrorum, II, 23, 111-113) e sant’Agostino (Sermo 32, De David et Golia; Enarrationes in Psalmos 118, Sermo 25), Davide prefigura Cristo, che abbatte il “gigante” del male con la fede e la parola (la fionda come la Parola di Dio).
Storicamente: Golia era probabilmente un guerriero molto alto (quasi due metri), appartenente a un popolo di uomini robusti, i Filistei di Gat.
Letterariamente: il testo masoretico accentua la statura per esaltare la sproporzione con Davide.
Teologicamente: la vera “altezza” di Golia è la superbia umana, abbattuta dalla fede di Davide, figura di Cristo.