A cura di Giuseppe Monno

Dopo il Concilio di Nicea (325), le dispute sul rapporto tra Padre e Figlio continuarono per decenni, mentre si diffondevano anche altre eresie, come il macedonianesimo, che negava la piena divinità dello Spirito Santo. Per chiarire questi punti e consolidare la fede trinitaria, l’imperatore Teodosio convocò un Concilio a Costantinopoli nel 381 d.C..
Il Concilio si svolse nella capitale dell’impero, e vi parteciparono circa 150 vescovi, in maggioranza orientali, insieme a delegati occidentali inviati dal Papa di Roma.
Obiettivi principali
Confermare il Credo Niceno: Il Concilio ribadì il Simbolo di Nicea, e sottolineò la divinità del Figlio di Dio, chiarendo ulteriormente il concetto di homoousios (consustanziale).
Affermare la divinità dello Spirito Santo: I macedoniani, detti anche pneumatomachi, sostenevano che lo Spirito Santo fosse una creatura inferiore al Padre e al Figlio. Il Concilio dichiarò lo Spirito Santo “Signore vivificante”, da adorare e glorificare insieme al Padre e al Figlio.
Completare la dottrina trinitaria: Con Costantinopoli, la Chiesa definì più compiutamente la Trinità, affermando un Dio unico in tre Persone distinte, ma consustanziali: Padre e Figlio e Spirito Santo.
Risultati e decisioni
Fu promulgato il Credo Niceno-Costantinopolitano, ancora oggi recitato nella liturgia cattolica e ortodossa.
Furono condannate le eresie ariane e macedoniane, riaffermando la piena divinità del Figlio e dello Spirito Santo.
Il Concilio stabilì anche alcune norme organizzative, rafforzando il ruolo del vescovo di Costantinopoli come secondo in dignità dopo Roma, in virtù della crescente importanza politica della città.
Significato teologico
Il Concilio di Costantinopoli completò il lavoro iniziato a Nicea:
Nicea (325) aveva dichiarato il Figlio consustanziale al Padre.
Costantinopoli (381) aggiunse la piena divinità dello Spirito Santo, confermando così la fede trinitaria completa.
In questo modo la Chiesa cattolica definì in maniera ufficiale e universale la dottrina della Trinità, un pilastro imprescindibile della fede cristiana.
Eredità
Il Credo Niceno-Costantinopolitano rappresenta la sintesi della fede cristiana primitiva contro tutte le forme di eresia che negavano la piena divinità delle Persone divine. Attraverso questi due Concili, la Chiesa stabilì una formulazione chiara e definitiva del mistero di Dio Uno e Trino, garantendo unità dottrinale e continuità con la tradizione apostolica.