A cura di Giuseppe Monno

La parabola del padre misericordioso si colloca nel contesto di una disputa tra Gesù e i farisei riguardo all’accoglienza dei peccatori. Il testo mette in luce un duplice movimento: da un lato la libertà del figlio minore che sceglie di allontanarsi, dall’altro la libertà del padre che decide di perdonare senza condizioni. La struttura narrativa è costruita per mettere in risalto la sproporzione tra la colpa del figlio e la reazione del padre: non un rimprovero, ma una festa.
Il vero nodo interpretativo, però, si trova nella figura del fratello maggiore, che incarna la logica della giustizia retributiva: chi è rimasto fedele si sente ingiustamente scavalcato dall’accoglienza riservata al peccatore. In lui si riflette la tentazione di ridurre il rapporto con Dio a un calcolo di meriti e ricompense.
La parabola, dunque, non si limita a raccontare un ritorno a casa, ma interroga la concezione stessa di giustizia e di amore. La misericordia del padre non elimina il valore dell’impegno, ma svela che il cuore del messaggio evangelico è la gratuità, una dimensione che supera la logica umana e invita a rivedere i nostri criteri di giudizio.