A cura di Giuseppe Monno

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, conosciuta comunemente come Chiesa Mormone, fu fondata da Joseph Smith nel 1830 a Fayette, New York, negli Stati Uniti. Smith affermava di aver ricevuto, tramite l’angelo Moroni, delle tavole d’oro contenenti un altro Vangelo di Gesù Cristo in America, che egli avrebbe tradotto per ispirazione divina nel Libro di Mormon. I suoi seguaci lo considerarono un profeta, paragonabile a Mosè o Isaia, e accettarono le sue successive rivelazioni raccolte in opere come Dottrina e Alleanze e La Perla di Gran Prezzo.
Tuttavia, i contenuti dottrinali di tali scritti contengono gravi deviazioni dal Cristianesimo biblico e dalla tradizione apostolica della Chiesa. Di seguito vengono esaminati alcuni errori fondamentali della dottrina mormone, con una confutazione da parte cattolica.
1. Il Libro di Mormon
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
Joseph Smith, fondatore della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, affermava di aver ricevuto rivelazioni da un essere angelico di nome Moroni. Secondo il suo racconto, nella notte del 21 settembre 1823, l’angelo Moroni – un antico profeta vissuto nelle Americhe – gli apparve per rivelargli l’esistenza di un libro sacro scritto su tavole d’oro, sepolto in una collina nei pressi della sua casa nello stato di New York.
Dopo alcuni anni, Smith dichiarò di aver ricevuto queste tavole e di averle tradotte grazie all’aiuto di strumenti divini, chiamati Urim e Thummim. Il risultato di questa traduzione fu Il Libro di Mormon, pubblicato nel 1830. I suoi seguaci lo considerano “un altro testamento di Gesù Cristo”, che si aggiunge alla Bibbia come ulteriore testimonianza del Vangelo.
Confutazione secondo la dottrina cattolica
La Chiesa Cattolica non riconosce il Libro di Mormon come ispirato o canonico. Uno dei riferimenti più chiari a riguardo si trova nella Lettera di San Paolo ai Galati:
«Ma anche se noi stessi o un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anatema.» (Galati 1,8)
Secondo la fede cattolica, Cristo ha conferito a Pietro le chiavi del Regno dei Cieli (cfr. Matteo 16,19), conferendo a lui e agli altri apostoli, in comunione con lui (Matteo 18,18), l’autorità di insegnare, governare e santificare. Questo potere apostolico è stato trasmesso ai loro successori, cioè ai vescovi, e in modo particolare al Vescovo di Roma, il Papa, successore di Pietro.
La Chiesa insegna che la Rivelazione pubblica si è conclusa con la morte dell’ultimo apostolo, San Giovanni. Perciò:
Non è possibile aggiungere nuovi testi ispirati alla Sacra Scrittura.
Il canone biblico è chiuso, come definito in vari concili:
Concilio di Roma (382),
Concilio di Ippona (393),
Concilio di Cartagine (397),
e solennemente ribadito dal Concilio di Trento (1546).
La Chiesa considera canonici solo i quattro Vangeli (Matteo, Marco, Luca e Giovanni) perché:
Sono di origine apostolica: scritti da apostoli o da loro diretti collaboratori (Marco con Pietro, Luca con Paolo).
Sono ispirati dallo Spirito Santo.
Sono stati riconosciuti e accettati nella vita liturgica e dottrinale della Chiesa fin dai primi secoli.
I cosiddetti Vangeli apocrifi (come quelli di Tommaso, Pietro o Giuda) sono stati esclusi perché non soddisfano questi criteri: non sono apostolici, contengono dottrine incompatibili con la fede cristiana, e non sono mai stati accettati universalmente dalla Chiesa.
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, si afferma chiaramente:
«La Rivelazione è completa in Gesù Cristo e trasmessa interamente attraverso la Scrittura e la Tradizione. Non ci sarà più un’altra Rivelazione.» (CCC 66-67)
Per la dottrina cattolica, ogni pretesa di nuova rivelazione pubblica universale – come quella fatta da Joseph Smith con il Libro di Mormon – è incompatibile con la fede cristiana trasmessa dagli apostoli e custodita nella Chiesa. Ogni dottrina o testo che si presenta come “nuovo Vangelo” è, secondo San Paolo, da rigettare.
2. Il battesimo mormone
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
Per i mormoni, il battesimo è un ordinanza fondamentale per entrare nel regno di Dio e ottenere la salvezza. Viene amministrato dopo gli 8 anni, considerata l’età della responsabilità morale, e avviene per immersione totale in acqua. La formula usata e quella trinitaria.
Tuttavia, la concezione mormone della Trinità non è cristiana in senso tradizionale. Padre, Figlio e Spirito Santo sono visti come tre esseri distinti e separati, uniti nello scopo ma non consustanziali, cioè non un unico Dio. Inoltre, nella teologia mormone Dio Padre è considerato un essere con corpo fisico e origine umana, una visione che si distacca radicalmente dal monoteismo trinitario storico.
Confutazione secondo la dottrina cattolica
Secondo la Chiesa cattolica, per la validità del battesimo occorrono tre elementi fondamentali:
Materia: acqua naturale (accettata nel battesimo mormone).
Forma: la formula trinitaria corretta (“nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”).
Intenzione: il ministro deve avere l’intenzione di fare ciò che fa la Chiesa nel conferire il sacramento.
Nel caso dei mormoni, nonostante l’apparente correttezza formale, la Chiesa cattolica ritiene che il battesimo non sia valido, per due motivi principali:
La Trinità non è intesa nel senso cristiano: per i cattolici, c’è un solo Dio in tre persone consustanziali. I mormoni invece parlano di tre esseri divini separati, uniti nello scopo, non consustanziali. Questo fa sì che, anche usando le stesse parole, il significato profondo della formula è del tutto diverso.
L’intenzione del ministro non coincide con quella della Chiesa: poiché la dottrina di riferimento è radicalmente diversa, anche l’intenzione non può essere considerata conforme a quella cattolica.
Per questi motivi, la Chiesa cattolica non riconosce il battesimo mormone come valido. Un mormone che desideri diventare cattolico deve ricevere un nuovo battesimo, considerato il primo valido ai fini sacramentali.
3. La Dottrina della Trinità
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
Secondo il Gospel Principles (un manuale autorevole, ma non canonico della Chiesa mormone), Dio Padre, Gesù Cristo e lo Spirito Santo sono tre Persone distinte, unite da uno stesso scopo, volontà e intento.
In Dottrina e Alleanze (uno dei testi canonici della Chiesa mormone), si afferma:
«Il Padre ha un corpo di carne e ossa, tangibile come quello dell’uomo; così anche il Figlio; ma lo Spirito Santo non ha un corpo di carne e ossa, ma è un personaggio di Spirito.»
(Doctrine and Covenants, 130, 22)
Secondo la dottrina mormone, dunque, le tre Persone della Divinità (chiamata “Godhead”) non sono un solo Dio in tre Persone consustanziali, come insegna la dottrina cristiana tradizionale, ma tre esseri distinti e separati, uniti in perfetta armonia d’intento.
Confutazione secondo la dottrina cattolica
La fede cristiana, come professata dalla Chiesa cattolica, afferma che Dio è uno solo in tre Persone coeterne e consustanziali: Padre e Figlio e Spirito Santo. Le tre Persone sono distinte, ma posseggono indivisibilmente la medesima divinità.
Fondamento biblico della dottrina trinitaria
Esiste un solo Dio
Deuteronomio 6,4: «Ascolta, Israele: Il Signore, il nostro Dio, è l’unico Signore.»
Isaia 45,5: «Io sono il Signore e non ce n’è alcun altro.»
Il Padre è Dio
1 Corinzi 8,6: «Per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene…»
Il Figlio è Dio
Giovanni 20,28: «Tommaso gli rispose: Mio Signore e mio Dio!»
Colossesi 2,9: «In lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità.»
Tito 2,13 e 2 Pietro 1,1: parlano di «Gesù Cristo, nostro grande Dio e Salvatore».
Lo Spirito Santo è Dio
Atti 5,3-4: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo? … Non hai mentito agli uomini, ma a Dio.»
1 Corinzi 3,16: «Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?»
Le tre Persone sono distinte
Matteo 3,16-17: «Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba… ed ecco, una voce dal cielo diceva: “Questi è il Figlio mio…”»
Le tre Persone sono una sola sostanza
Matteo 28,19: «Battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» – non nei nomi, ma nel nome (singolare), indicando l’unità nella sostanza.
2 Corinzi 13,13: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.»
La dottrina mormone presenta una visione triteistica della Divinità, riconoscendo tre esseri divini distinti, uniti soltanto nell’intento. Al contrario, la dottrina cattolica (condivisa dalla maggior parte delle confessioni cristiane storiche) afferma che vi è un unico Dio in tre Persone realmente distinte (per le loro relazioni d’origine), ma consustanziali e inseparabili. Questa è la dottrina della Trinità, rivelata pienamente nel Nuovo Testamento e confermata dalla Tradizione apostolica.
4. La dottrina corporea di Dio
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
«Il Padre ha un corpo di carne e ossa, altrettanto tangibile come quello dell’uomo, il Figlio pure, ma lo Spirito Santo non ha un corpo di carne e ossa ma è un personaggio di spirito…» (Doctrine and Covenants, 130, 22)
Confutazione secondo la dottrina cattolica
Secondo la Rivelazione cristiana, Dio è spirito (Giovanni 4,24), incorporeo (1 Timoteo 1,17; Colossesi 1,15), invisibile, increato, eterno e trascendente. Le Scritture che parlano di «braccio», «occhi», «volto» di Dio (Esodo 13,14; Deuteronomio 11,12; Matteo 18,10) vanno intese in modo antropomorfico, cioè come immagini umane usate per descrivere realtà spirituali.
Dio non è corpo e non è naturalmente unito a un corpo. Solo alla pianezza del tempo, il Figlio di Dio unì a se stesso ipostaticamente un corpo e un anima razionale, divenendo veramente uomo (Giovanni 1,14; Galati 4,4) pur rimanendo “consubstantialem Patri” (consustanziale al Padre) nella sua Persona divina (Giovanni 10,30).
5. La falsa identificazione dello spirito con una “materia sottile”
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
«Ogni spirito è materia, ma è più fine o pura…» (Doctrine and Covenants, 131, 7-8)
Confutazione secondo la dottrina cattolica
Questa concezione è materialista e panteista, e contraria alla filosofia cristiana. Lo spirito, per definizione, è immateriale. Nella tradizione cristiana, lo spirito (dell’uomo o di Dio) è sostanza semplice, non composta, immortale e non spaziale. L’anima umana, creata da Dio, è spirituale e non materiale: la sua immagine di Dio (Genesi 1,26-27) consiste non nel corpo, ma nella capacità intellettiva e volitiva, cioè nella libertà e nella razionalità. Questa è una dottrina costante della filosofia cristiana (San Tommaso d’Aquino, Sant’Agostino, ecc.) e della Rivelazione.
6. La dottrina secondo cui Dio Padre fu un tempo un uomo
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
«Vi fu un tempo in cui il nostro Padre celeste passò attraverso una vita e una morte, ed è un uomo esaltato.» (Doctrines of Salvation, 1, 19)
Confutazione secondo la dottrina cattolica
Questo errore teologico è noto come «divinizzazione antropomorfica», e ha origine nel pensiero gnostico e mitologico, non nella fede biblica. In questo caso si riferisce all’idea secondo cui l’uomo viene innalzato a Dio, proiettando su Dio le caratteristiche umane.
La teologia classica, in linea con la filosofia scolastica, afferma che Dio è un essere semplice, incausato, immutabile, atto puro.
Dio è un essere semplice: non composto da parti, né materiale né formale; la sua essenza è identica alla sua esistenza.
Dio è incausato: non ha una causa esterna che lo abbia generato o creato; è causa prima.
Dio è immutabile: non cambia nel tempo né nelle sue perfezioni, perché ogni cambiamento implicherebbe un passaggio da meno a più o viceversa, cosa incompatibile con la perfezione assoluta.
Dio è atto puro: non ha potenza in sé, ma solo atto, cioè è completamente realizzato e perfetto in ogni sua dimensione.
Parimenti la Sacra Scrittura sostiene che Dio è eterno e immutabile:
«Io sono il Signore, non cambio…» (Malachia 3,6)
«Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e l’universo, anzi, da eternità in eternità, tu sei Dio.» (Salmi 89,2)
Attribuire a Dio una vita pre-divina o una trasformazione da uomo a Dio significa negare la sua semplicità ed eternità, l’essenza stessa della divinità. È eretico e blasfemo sostenere che Dio era un uomo diventato Dio.
7. La negazione dell’onnipresenza di Dio
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
«Dio non può occupare nello stesso tempo più di quello spazio consentito alle sue proporzioni…» (Articoli di fede, 48-49)
Confutazione secondo la dottrina cattolica
La dottrina cristiana insegna l’onnipresenza di Dio:
«Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita!» (1 Re 8,27)
«Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano… Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei, se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra…» (Salmi 138,5-12)
«Non riempio io il cielo e la terra?» (Geremia 23,24)
Dio, essendo puro spirito, non è circoscrivibile nello spazio. La sua presenza trascende lo spazio e il tempo, ed è presente in ogni luogo in modo differente: essenzialmente, santificamente, o giudicativamente. Limitare Dio a un luogo equivale a ridurlo a creatura.
8. La falsa affermazione secondo la quale Gesù e Dio Padre praticassero la poligamia
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
Nel Registro dei Discorsi si sostiene che Gesù Cristo e Dio Padre praticassero la poligamia:
«Gesù ha avuto molte mogli, e ha generato figli sulla terra, così come il Padre celeste ha molte mogli e molti figli.» (Journal of Discourses, 2, 82)
Confutazione secondo la dottrina cattolica
Questa è una speculazione totalmente infondata. Nessun documento canonico (Vangeli, Atti, Lettere apostoliche) ne fa menzione. Anzi, Gesù esalta la castità per il Regno di Dio (Matteo 19,12) e mai menziona mogli o figli propri. L’unione che Cristo ha è con la sua Chiesa (Efesini 5,25-32), che è la sua sposa mistica.
L’idea della poligamia di Gesù e di Dio Padre è una invenzione tardiva, funzionale a giustificare la pratica mormone della poligamia, introdotta nel XIX secolo e solo formalmente abolita nel 1890 sotto pressione del governo USA. È una dottrina contraria all’insegnamento evangelico sull’unità matrimoniale (Matteo 19,4-6).
9. La dottrina secondo cui Dio Padre ebbe rapporti sessuali con Maria
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
«Cristo fu generato da Dio. Non nacque senza l’ausilio di un uomo, e quell’uomo era Dio.» (Doctrines of Salvation, 1, 18)
«Il Padre celeste è il padre letterale del corpo di Gesù Cristo… come ogni uomo è il padre del figlio che ha generato.» (Journal of Discourses, 8, 115)
«Il corpo del Salvatore non fu generato dallo Spirito Santo… Fu generato da Dio Padre… Maria, per un tempo, fu sua moglie legittima, secondo le leggi celesti; e fu data a Lui, anche se già promessa in sposa a Giuseppe…» (The Seer, 158)
Confutazione secondo la dottrina cattolica
Questo è un errore gravissimo e blasfemo. La Scrittura afferma chiaramente che Gesù fu concepito verginalmente per opera dello Spirito Santo:
«Maria disse all’Angelo: Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?» L’Angelo rispose: «Lo Spirito Santo scenderà su di te…» (Luca 1,34-35)
«…quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.» (Matteo 1,20)
L’Incarnazione è un mistero soprannaturale, non biologico. L’idea di un dio fisico che generi figli tramite unione sessuale è pagana (come nel mito di Zeus e Alcmene), non cristiana.
10. Battesimo vicario (per i morti)
La posizione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni)
In Dottrina e Alleanze, Joseph Smith discute l’importanza del battesimo per i morti come ordinanza essenziale alla salvezza e cita 1 Corinzi 15,29 come sostegno (Doctrine and Covenants, 128).
Confutazione secondo la dottrina cattolica
1 Corinzi 15,29: «Altrimenti, che cosa faranno quelli che si fanno battezzare per i morti? Se i morti davvero non risorgono, perché allora si fanno battezzare per loro?»
San Paolo sta difendendo la dottrina della risurrezione dei morti, che alcuni cristiani di Corinto mettevano in dubbio. Tutto il capitolo è un’argomentazione teologica per dimostrare che:
Cristo è risorto dai morti,
quindi anche noi risorgeremo,
e la risurrezione è parte essenziale della fede cristiana.
Paolo non sta approvando una nuova pratica sacramentale, ma solo usando un argomento ad hominem: sta dicendo che anche alcune persone che si fanno battezzare «per i morti» lo fanno perché credono nella risurrezione. Quindi, se la risurrezione non esistesse, la loro azione sarebbe senza senso.
Questa non era una pratica della Chiesa. Paolo potrebbe riferirsi a una consuetudine di gruppi marginali o sincretisti. In pratica, Paolo sta dicendo: «Persino quelli che si fanno battezzare per i morti credono nella risurrezione; perché voi, che siete cristiani, non ci credete?»
Tertulliano (II–III secolo) interpreta 1 Corinzi 15,29 come una pratica approvata o comune, ma si riferisce alla motivazione del battesimo in relazione ai morti, cioè alla testimonianza dei martiri:
«I cristiani si fanno battezzare per i morti, cioè a motivo della speranza della risurrezione dei morti.» (De Resurrectione Carnis, 48)
Tertulliano interpreta «per i morti» non come battesimo vicario, ma come battesimo motivato dalla fede nella risurrezione, che è confermata anche dalla morte dei martiri.
In sintesi: il battesimo per i morti (o battesimo vicario) non è una dottrina cristiana. Paolo sta argomentando a favore della risurrezione, non promuovendo un battesimo per i morti. La frase è retorica, mostra che persino alcuni che seguono pratiche dubbie credono nella risurrezione, quindi la risurrezione non può essere negata proprio dai cristiani.
Conclusione
La dottrina mormone presenta numerosi errori teologici e una visione materialista della divinità, che si discosta in maniera radicale dalla fede cristiana fondata sulla Rivelazione pubblica contenuta nella Sacra Scrittura e nella Tradizione Apostolica.
Il Cristianesimo professa un Dio eterno, immutabile, spirito puro, trascendente, onnipotente e onnipresente, non un essere corporeo che evolve. Gesù è il Verbum aeternum factum caro (Verbo eterno fatto carne), non un uomo divinizzato né un poligamo. La Vergine Maria ha concepito verginalmente per opera dello Spirito Santo, non tramite un atto carnale. Tutto ciò è stato riconosciuto e professato dalla Chiesa universale fin dai primi secoli.
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