A cura di Giuseppe Monno

L’episodio della Trasfigurazione di Gesù è ricco di significato teologico, spirituale e liturgico. Questo evento è narrato nei Vangeli sinottici (Matteo 17,1-9; Marco 9,2-10; Luca 9,28-36) e commemorato dalla Chiesa il 6 agosto, festa liturgica della Trasfigurazione del Signore.
Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e sale su un monte alto, tradizionalmente identificato con il Monte Tabor. Là il suo volto risplende come il sole e le sue vesti diventano bianche come la luce. Appaiono Mosè ed Elia, che conversano con Lui. Una nube luminosa li avvolge con la sua ombra, e una voce dal cielo proclama: «Questi è il Figlio mio prediletto, ascoltatelo».
La Trasfigurazione è una teofania, una manifestazione della gloria divina di Gesù. Rivela la sua vera identità come Figlio di Dio e anticipa la gloria della sua Risurrezione. In vista della Passione, Gesù mostra ai discepoli la sua gloria per confortarli e rafforzare la loro fede dinanzi alla croce.
La presenza di Mosè ed Elia indica che Gesù è il compimento della Legge e dei Profeti: tutta la storia della salvezza converge e trova pienezza in Lui.
La nube luminosa è segno della presenza divina, come già nell’Antico Testamento (Esodo 13,21; 40,34). Essa manifesta Dio nella sua luce e nel suo mistero.
La voce del Padre attesta che Gesù è il Figlio amato e l’unico Maestro da ascoltare: non più solo Mosè ed Elia, ma Cristo è il rivelatore definitivo del Padre.
Come i discepoli, anche i cristiani sono chiamati a salire sul monte, cioè a vivere momenti di preghiera profonda e contemplazione, ma poi a discendere nella realtà quotidiana, portando Cristo agli altri.
La Chiesa vede nella Trasfigurazione un modello di conversione: la vita cristiana è un cammino verso la gloria che passa però attraverso la croce.
La Trasfigurazione è una solennità liturgica nella Chiesa cattolica, a sottolineare l’importanza dell’evento nella vita di Cristo e nella fede della Chiesa. È anche uno dei misteri luminosi del Rosario (il quarto), introdotti da San Giovanni Paolo II nel 2002.
Padri come San Leone Magno e Origene di Alessandria hanno visto nella Trasfigurazione un invito a cercare le realtà celesti e una rivelazione della piena identità di Cristo. San Tommaso d’Aquino la considera la più grande rivelazione della divinità di Gesù prima della Risurrezione.
San Leone Magno:
«La Trasfigurazione mirabilmente conferma la fede dei discepoli, affinché la croce non li scandalizzasse, e per mostrare con quale splendore egli risorgerà.»
(Sermo 51, De Transfiguratione Domini, 3)
Origene:
«Gesù condusse Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte per trasformarli interiormente e permettere loro di vedere la gloria del Verbo.»
(Commentario su Matteo, 12.37)
San Tommaso d’Aquino:
«Cristo volle manifestare la sua gloria ai suoi discepoli sul monte per rimuovere lo scandalo della croce e per mostrare quale gloria attende coloro che lo seguono.»
(Summa Theologiae, III, q. 45, a. 1)
«Fu conveniente che Cristo si trasfigurasse… affinché la verità della sua divinità si manifestasse apertamente, per conforto dei discepoli.»
(Summa Theologiae, III, q. 45, a. 2)
Il Catechismo della Chiesa Cattolica sottolinea che la Trasfigurazione è preparazione alla croce e anticipazione della gloria futura, sia per Cristo che per i cristiani (cf. CCC 554-556).
Per Benedetto XVI (cf. Gesù di Nazaret, vol. I), la Trasfigurazione non è un atto magico o un semplice miracolo esterno, ma una rivelazione della verità profonda di Gesù, che si manifesta nella preghiera. La luce proviene dall’interno, perché Egli è Dio.
La liturgia richiama tutti gli elementi chiave di questo evento: la Legge, i Profeti, la filiazione divina, l’ascolto, e la partecipazione alla gloria. Il cristiano è chiamato ad ascoltare Cristo e a seguire il suo cammino, per essere trasfigurato con Lui.
Infine, la Trasfigurazione è anche una teofania trinitaria, una delle rare manifestazioni visibili della Trinità nella Scrittura:
Padre: la voce dalla nube;
Figlio: Gesù trasfigurato;
Spirito Santo: la nube luminosa, simbolo della presenza divina.