CHERUBINI

A cura di Giuseppe Monno

I Cherubini, misteriose creature celesti, popolano le Scritture e la Tradizione della Chiesa con la potenza del simbolo e la profondità del mistero. Secondi nella gerarchia angelica secondo Dionigi (VI secolo), essi sono custodi del sacro, ministri della sapienza divina, e testimoni silenziosi della gloria di Dio.

La figura dei Cherubini emerge fin dalle prime pagine della Genesi: «Dio pose i Cherubini a oriente del giardino di Eden e la fiamma della spada folgorante per custodire la via all’albero della vita.» (Genesi 3,24).

Essi sono qui presentati come custodi del sacro, preposti alla difesa dell’accesso al Paradiso perduto. In Esodo 25,18-22, i Cherubini sono scolpiti sull’Arca dell’Alleanza: «Farai due cherubini d’oro, li farai lavorati a martello sulle due estremità del propiziatorio.»

Nel libro di Ezechiele, i Cherubini appaiono in visioni teofaniche complesse, caratterizzati da forme multiple: «Ognuno aveva quattro facce e ognuno quattro ali, e sotto le loro ali vi erano mani d’uomo» (Ezechiele 1,6).

Nel Nuovo Testamento, i Cherubini non sono menzionati esplicitamente, ma la Lettera agli Ebrei ricorda la loro presenza nel Santo dei Santi (Ebrei 9,5). Il Libro dell’Apocalisse, pur non nominandoli direttamente, presenta esseri viventi con molteplici ali e occhi (Apocalisse 4,6-8), probabilmente una fusione di immagini cherubiche e serafiche.

La teologia cattolica, influenzata da Diogini (De Coelesti Hierarchia), colloca i Cherubini nella prima triade angelica, insieme ai Serafini e ai Troni. Essi rappresentano:

La Pienezza della Conoscenza di Dio: i Cherubini sono illuminati e illuminanti, trasmettendo agli ordini inferiori la sapienza divina.

Sono i custodi della gloria, vigilano sui confini tra il cielo e la terra.

San Tommaso d’Aquino, nella Summa Theologiae (I, q. 108), conferma la posizione dei Cherubini nella gerarchia celeste. Egli sottolinea come la loro etimologia – da «kerub», che potrebbe significare «pienezza di conoscenza» o «vicino al Signore» – alluda alla loro funzione di contemplativi perfetti della gloria divina.

Padri della Chiesa come Origene, Gregorio di Nissa, Agostino e Gregorio Magno, hanno meditato sulla figura dei Cherubini:

Origene (III secolo) li interpreta come simboli dell’intelligenza spirituale e delle anime elevate.

Sant’Agostino (IV–V secolo) nel De Civitate Dei li collega alla conoscenza della verità eterna.

San Gregorio Magno (VI–VII secolo), nella Moralia in Iob, propone una lettura pastorale e mistica, in cui i Cherubini rappresentano i dottori della Chiesa.

Nel rito bizantino si canta l’Inno Cherubico durante l’Offertorio: «Noi che misticamente rappresentiamo i Cherubini…»

Questo indica la partecipazione dell’assemblea al culto celeste. L’inno unisce la liturgia terrestre con quella celeste.

Nel Prefazio delle Messe solenni si proclama: «Per mezzo di Lui, si rallegrano gli Angeli, adorano le Dominazioni, tremano le Potestà… ti acclamano uniti nell’esultanza i Cherubini e i Serafini…»

Questa presenza angelica sottolinea la dimensione celeste della liturgia eucaristica.

I Cherubini sono spesso rappresentati come creature alate intorno al trono di Dio. Nell’arte bizantina, prendono la forma di figure con molte ali e volti multipli. Nelle basiliche paleocristiane (p. es. Santa Maria Maggiore a Roma), appaiono accanto al trono dell’Agnello.

Durante i periodi romanico (XI–XII secolo) e gotico (XII–XIV secolo), sono raffigurati con volti infantili (simboleggiando innocenza e luce intellettuale), spesso confusi con i Serafini o com angeli generici.

L’arte barocca popolarizza la figura del putto alato, che, pur teologicamente impreciso, è una derivazione stilizzata dei Cherubini. I putti cherubini decorano volte, altari e cupole (p. es. in Bernini, Rubens, Baciccio, Pozzo), rappresentando la gloria celeste in modo accessibile e affettivo.

I Cherubini simboleggiano:

Contemplazione perfetta: la conoscenza infusa da Dio.

Vigilanza sul mistero: essi sorvegliano i confini del sacro.

Luce intellettuale: la loro funzione è illuminare le creature inferiori.

Presenza misteriosa: sono simboli viventi dell’invisibile.

In ambito spirituale, la via della conoscenza mistica (via illuminativa) è spesso associata alla sfera cherubica.

I Cherubini, nella tradizione cattolica, rappresentano l’unione fra intelligenza divina e custodia del mistero, sapienza luminosa e silenziosa adorazione. Essi ci insegnano che la vera conoscenza parte dal timore di Dio e culmina nella contemplazione amorosa della Sua gloria.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

Seguimi anche sul Blog “Commento al Vangelo del giorno”

2 pensieri riguardo “CHERUBINI

I commenti sono chiusi.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora