A cura di Giuseppe Monno

Il Luteranesimo nasce nel 1517, quando Martin Lutero, monaco agostiniano e teologo tedesco, pubblica le 95 tesi contro l’abuso delle indulgenze. L’intento iniziale era di riforma interna alla Chiesa, ma le conseguenze furono ben più radicali. Nel giro di pochi anni, Lutero mise in discussione non solo prassi pastorali, ma dogmi fondamentali della fede cattolica: l’autorità del Papa, la mediazione della Chiesa, il valore dei sacramenti, e la dottrina della giustificazione.
Il Concilio di Trento (1545–1563), convocato in risposta alla Riforma protestante, condannò solennemente molte delle tesi luterane, configurandole come eresie, deviazioni gravi e pertinaci dalla verità rivelata. Lutero, pur essendo battezzato e ordinato, rigettò verità dogmatiche rivelate, e lo fece in modo pubblico, persistente e sistematico.
Lutero sosteneva che solo la Scrittura – senza la Tradizione e il Magistero – fosse norma di fede. Il Concilio di Trento affermò che la Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un’unica fonte della Rivelazione divina (Dei Verbum 9-10).
Per Lutero la giustificazione dell’uomo avverrebbe solo mediante la fede, indipendentemente dalle opere. Il Concilio di Trento ribadì che la giustificazione è un processo che richiede la cooperazione dell’uomo alla grazia (Decretum de Iustificatione), includendo opere buone come frutti della grazia.
Lutero affermava il sacerdozio universale dei fedeli, negando la distinzione ontologica tra laici e ministri ordinati. La Chiesa cattolica ribadì il sacerdozio ministeriale come sacramento distinto e istituito da Cristo.
Lutero negava la Transustanziazione, affermando piuttosto una “presenza reale” ma “non permanente” (questa dottrina prenderà il nome di Consustanziazione). Ridusse inoltre il numero dei sacramenti da sette a due: Battesimo ed Eucaristia. Il Concilio di Trento definì dogmaticamente la presenza reale, vera e sostanziale di Cristo nell’Eucaristia, e confermò i sette sacramenti.
Il Luteranesimo causò una frattura nell’unità ecclesiale della cristianità occidentale. Il rifiuto dell’autorità del Papa e del Magistero portò a un pluralismo dottrinale che si è ampliato nei secoli. La Riforma luterana ha comportato scisma (separazione dalla comunione con la Chiesa di Roma), eresia formale (negazione di verità di fede obbligatorie), perdita di validità sacramentale (eccetto il Battesimo), a causa dell’interruzione della successione apostolica.
Attraverso il dialogo ecumenico, oggi la Chiesa cattolica riconosce nel Luteranesimo alcuni elementi di verità e di santificazione (Unitatis Redintegratio, 3). Ciononostante permangono differenze sostanziali, soprattutto su giustificazione, sacramenti ed ecclesiologia.
Nel solco della verità nella carità, la Chiesa cattolica continua a testimoniare con fermezza i dogmi ricevuti dagli apostoli, invitando tutti all’unità nella piena comunione con Roma, unico ovile guidato dal successore di Pietro.
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