I “Messaggi da Gesù all’Umanità” a confronto con la Dottrina Cattolica

A cura di Giuseppe Monno

Introduzione

Nel libro dell’Apocalisse si legge:

“Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Gezabele, la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi.” (Ap 2,20)

Dal 2010 vengono diffusi presunti messaggi di origine divina tramite Maria Divine Mercy (pseudonimo di una presunta veggente irlandese, identificata come Mary Carberry). Questi messaggi presentano contenuti in contrasto con l’insegnamento autentico della Chiesa. Analizziamone alcuni, alla luce della Sacra Scrittura, del Magistero e del Catechismo della Chiesa Cattolica (“CCC”).

1. Autorità nella Chiesa e discernimento

Messaggio (1 Giugno 2011):

“Non chiedere a qualcun altro i suoi punti di vista, poiché non sono qualificati per commentare la Mia Parola Divina.”

Risposta dottrinale:
La Chiesa è assistita dallo Spirito Santo per guidare i fedeli nella verità. Solo il Magistero – cioè il collegio dei vescovi in comunione col Papa – ha l’autorità di interpretare autenticamente la Parola di Dio (CCC 85-87). I Santi, come suor Faustina, furono sempre invitati all’obbedienza ai confessori. Le rivelazioni private non possono mai contraddire la fede (CCC 67).

2. Il Sacramento della Riconciliazione

Messaggio (9 Febbraio 2012):

“Recitate la Crociata di preghiera n. 24 per l’indulgenza plenaria […] per l’assoluzione.”

Risposta dottrinale:
L’assoluzione dei peccati mortali può avvenire solo tramite il sacramento della confessione o, in casi estremi, tramite l’atto di contrizione perfetta, sempre con l’intenzione di confessarsi appena possibile (CCC 1452). L’indulgenza plenaria richiede condizioni precise: confessione sacramentale, comunione eucaristica, preghiera per il Papa e distacco totale dal peccato (CCC 1471-1479). Nessuna preghiera privata può sostituire tali condizioni.

3. I Sigilli dell’Apocalisse

Messaggio (4 Marzo 2012):

“Il tempo dell’apertura dei Sigilli, quando aprirai il settimo Sigillo, è alle porte.”

Risposta dottrinale:
Nell’Apocalisse, solo Cristo ha il potere di aprire i Sigilli del Libro (Ap 5,9). Attribuire tale ruolo a una veggente è un abuso del linguaggio biblico e un segno di confusione teologica.

4. Esaltazione di Benedetto XVI

Messaggio (12 Aprile 2012):

“Il mio Papa Benedetto XVI è l’ultimo vero Papa sulla Terra.”

Risposta dottrinale
Il messaggio implica che qualsiasi Papa successivo a Benedetto XVI, non è riconosciuto da Maria Divine Mercy (“MDM”) come legittimo. Si tratta di un’affermazione scismatica, in contraddizione con l’insegnamento della Chiesa secondo cui il Papa eletto validamente è il successore legittimo di Pietro (CCC 880-882; LG 23-23; CIC can. 332; UDG art. 88).

5. Il Sigillo del Dio Vivente

Messaggio (17 Maggio 2012):

“La Crociata del Sigillo del Dio Vivente […] è il più grande Sigillo di Protezione.”

Risposta dottrinale:
Il vero Sigillo di Dio è lo Spirito Santo, ricevuto nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione (Ef 1,13-14; CCC 1296). Qualsiasi simbolo estraneo alla tradizione sacramentale, specialmente se associato a ideologie settarie o simbolismi ambigui, non ha fondamento nella fede cattolica.

6. La Medaglia della Salvezza

Messaggio (20 Gennaio 2014):

“Chi riceve la Medaglia della Salvezza otterrà un dono straordinario, anche se non benedetta.”

Risposta dottrinale:
La salvezza si ottiene per grazia, mediante la fede operante nella carità (Ef 2,8-9; Gc 2,26). Nessun oggetto può assicurare salvezza senza la fede viva e la vita sacramentale. Le sacramentali, come le medaglie riconosciute dalla Chiesa (es. Medaglia Miracolosa), hanno valore solo se approvate, benedette e vissute in spirito di fede (CCC 1667-1670). Nessuna “medaglia” può sostituire i mezzi istituiti da Cristo per la salvezza: i sacramenti.

7. Apparizioni annunciate ma non avvenute

Messaggio (24 Gennaio 2014):

“Apparirò a Lourdes, Fatima, Guadalupe, La Salette e Garabandal in questa primavera.”

Risposta dottrinale:
Queste apparizioni non si sono verificate. Secondo la Scrittura, se una profezia non si realizza, non proviene da Dio (Dt 18,20-22). Gesù stesso ha avvertito di non seguire falsi profeti che predicono apparizioni e segni straordinari per ingannare anche gli eletti (Mt 24,23-27).

L’anonimato

Maria Divine Mercy non ha mai voluto rivelare la sua vera identità, cosa inusuale tra i veri veggenti. In questo modo, la presunta veggente ha evitato di affrontare personalmente la Commissione di inchiesta sulle apparizioni, istituita dal vescovo locale, la quale avrebbe potuto, in caso di riscontri significativi, coinvolgere anche la Conferenza Episcopale Nazionale e il Dicastero per la Dottrina della Fede.

L’indagine avrebbe previsto la raccolta di testimonianze e prove, l’audizione della veggente, una valutazione psicologica, l’analisi dei messaggi e la verifica di eventuali miracoli o segni soprannaturali.

La Condanna della Chiesa

I cosiddetti “Messaggi da Gesù all’Umanità” contengono numerose affermazioni in contraddizione con la dottrina cattolica. In alcuni casi minano l’autorità del Magistero, distorcono la dottrina sui sacramenti e utilizzano un linguaggio escatologico fuorviante.

La Chiesa ha condannato ufficialmente i messaggi di Maria Divine Mercy come non autentici, fuorvianti e pericolosi per la fede. La condanna è arrivata da diverse autorità ecclesiastiche:

Arcidiocesi di Dublino (Irlanda), Diocesi di Portland (USA), Arcidiocesi di Brisbane (Australia), Arcidiocesi di Melbourne (Australia), Diocesi di Parramatta (Australia), Conferenza Episcopale Slovacca, Diocesi di Salisburgo (Austria), Diocesi di London (Canada), Arcidiocesi di Singapore, Conferenza Episcopale delle Filippine.

Considerano Maria Divine Mercy una falsa profetessa, dichiarano che i suoi messaggi non hanno alcuna approvazione ecclesiastica e risultano in contrasto con l’insegnamento della Chiesa. Sconsigliano pertanto di procurarsi, distribuire o utilizzare oggetti devozionali a lei collegati, in quanto non approvati, e vietano di promuovere o impiegare tali testi all’interno delle associazioni cattoliche.

Prudenza e discernimento

La Chiesa ha sempre invitato alla prudenza e al discernimento, ricordando che «non ogni spirito viene da Dio» (1Gv 4,1). I fedeli devono attenersi alla fede trasmessa dagli apostoli, custodita dalla Chiesa e insegnata dal Magistero, unico interprete autentico della Rivelazione.

Mary McGovern Carberry

Tra il 2013 e il 2015 alcune ricerche pubbliche identificarono Mary McGovern Carberry come la figura reale di Maria Divine Mercy. Questo fu brillantemente documentato da Mark Saseen e MidwayStreet, ulteriormente confermato dall’analisi vocale del giornale Irish Mail on Sunday, e accompagnato da sanzioni ecclesiastiche da parte delle gerarchie cattoliche.

Conclusione

I messaggi attribuiti a Maria Divine Mercy non sono riconosciuti dalla Chiesa Cattolica e contengono affermazioni che contrastano con l’insegnamento ufficiale, seminano confusione tra i fedeli e promuovono un’immagine distorta di Dio e della Chiesa. Il contenuto apocalittico e allarmista, unito all’anonimato dell’autrice e alla mancanza di discernimento ecclesiale, rendono questi messaggi non affidabili. I fedeli sono pertanto invitati a seguire il Magistero autentico della Chiesa e a diffidare da rivelazioni private non approvate, rimanendo saldi nella fede, nella carità e nella speranza cristiana.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

Seguimi anche sul Blog “Commento al Vangelo del giorno”

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora