di Giuseppe Monno

1. Il Testo Greco (Colossesi 1,16-17):
Hóti en autō ektísthē ta pánta, en tois ouranoîs kai epì tēs gēs, ta horatà kai ta aórata, eíte thrónoi eíte kyriotētes eíte archài eíte exousíai; ta pánta di’ autoû kaì eis autòn éktistai; kaì autòs estin prò pántōn, kaì ta pánta en autō synéstēken.
Traduzione letterale:
“Poiché in lui sono state create tutte le cose, nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili, troni, signorie, principati o potenze: tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose, e tutte sussistono in lui.”
2. La Traduzione del Nuovo Mondo dei Testimoni di Geova
“Infatti tramite lui sono state create tutte lea altre cose nei cieli e sulla terra, visibili e invisibili, che siano troni, signorie, governi o autorità. Tutte le altre cose sono state create tramite lui e per lui. Lui è prima di ogni altra cosa, e tramite lui tutte le altre cose sono state portate all’esistenza.”
La parola “altre” è aggiunta quattro volte nel testo, pur non comparendo affatto nel greco originale. In greco, “altre” sarebbe állos, ma non appare nel testo.
3. L’aggiunta Illecita di “altre”: Motivazioni dottrinali
L’aggiunta di “altre” non è filologicamente giustificata: è un’alterazione ideologica volta a sostenere la dottrina geovista secondo cui Cristo è la prima creatura fatta da Dio, e non Dio stesso. Questo cambia radicalmente il significato del testo: da “tutte le cose” create da e per mezzo di Cristo (affermazione della sua divinità), a “tutte le altre cose”, implicando che egli stesso sia una cosa creata, quindi non eterno.
Tale interpretazione è in contraddizione con il contesto e con l’intera teologia paolina. Infatti, Colossesi 1,15 definisce Cristo come:
“l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di tutta la creazione”
Il termine “primogenito” (protótokos) non indica una creatura, ma il rango, la preminenza e supremazia su tutto ciò che è stato creato, come confermato dal v. 16: “perché in lui sono state create tutte le cose”, e dal Salmo 88: “Io lo costituirò mio primogenito, il più alto tra i re della terra.” (v. 28)
Se Paolo avesse voluto dire che Gesù Cristo è il primo essere creato da Dio, avrebbe usato il termine “protóktistos”, non “protótokos”.
4. Confronto con Isaia 44,24: Dio ha creato tutto da solo
“Io sono il Signore, che ha fatto tutte le cose; io solo ho spiegato i cieli, ho disteso la terra, senza che vi fosse nessuno con me.”
Come può, allora, una creatura aver “collaborato” con Dio alla creazione, se Dio stesso dichiara di aver creato da solo, senza alcuno con lui? L’unica spiegazione coerente è che il Logos, Gesù Cristo, non è una creatura, ma è Dio stesso. Egli è consustanziale al Padre (Giovanni 1,1; 10,30), e quindi co-creatore.
5. Testimonianze bibliche della divinità di Cristo
Le Scritture affermano in modo inequivocabile la divinità del Figlio:
Giovanni 1,1: “Il Verbo era Dio.”
Giovanni 20,28: “Mio Signore e mio Dio!” (Tommaso rivolto a Gesù)
Colossesi 2,9: “In lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità.”
Tito 2,13: “…il nostro grande Dio e Salvatore, Gesù Cristo.”
2 Pietro 1,1: “…il nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo.”
Apocalisse 22,13: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo.”
Questi versetti indicano non solo la preesistenza, ma la piena identità divina del Figlio. Egli non è “un dio” tra altri, ma l’unico Dio in unità con il Padre e lo Spirito.
6. Conclusione: Cristo è il Creatore, non una creatura
Il contesto di Colossesi 1,16-17, insieme a tutto il Nuovo Testamento, proclama che Gesù Cristo:
esiste prima di tutte le cose (v. 17);
è il mezzo e il fine della creazione (v. 16);
sostiene tutte le cose in essere (v. 17);
possiede la pienezza della divinità (Colossesi 2,9).
La manipolazione lessicale della Traduzione del Nuovo Mondo, mediante l’aggiunta di “altre”, è una forzatura dottrinale, non testuale. Essa altera profondamente il messaggio cristiano fondamentale: che Gesù Cristo è Dio fatto carne (Giovanni 1,14), coeterno col Padre, non creato, e degno di adorazione.