di Giuseppe Monno

Differenze tra spiritismo, negromanzia, invocazione e preghiere per i morti
1. Spiritismo
Lo spiritismo è una pratica che afferma la possibilità di comunicare con gli spiriti dei defunti attraverso l’intervento di medium, in sedute medianiche o altri rituali. Chi vi partecipa cerca messaggi, segni o risposte da parte dei defunti, tentando un contatto diretto con l’aldilà. La Chiesa cattolica condanna fermamente lo spiritismo, considerandolo una pratica ingannevole e spiritualmente pericolosa, in quanto può aprire la porta a influenze demoniache sotto l’apparenza di comunicazioni con i defunti.
2. Negromanzia
La negromanzia è una forma specifica di magia evocativa che mira a far apparire e interagire con i morti o con spiriti che si presume li rappresentino, spesso attraverso rituali occulti. Storicamente, è stata praticata per ottenere rivelazioni, predizioni o influenze sul mondo terreno. Secondo la dottrina cattolica, la negromanzia è una grave forma di superstizione e un peccato mortale, in quanto tenta di violare i confini posti da Dio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
3. Invocazione dei morti
L’invocazione dei morti, nel contesto cristiano, non deve essere confusa con l’evocazione (ossia la negromanzia). Invocare i morti significa rivolgere preghiere o richieste di intercessione a coloro che sono morti in stato di grazia, specialmente i Santi. Questa pratica è fondata sulla comunione dei santi: i fedeli credono che i Santi, pur essendo defunti nella carne, vivano in Dio e possano pregare per noi. Non si tratta dunque di una comunicazione sensibile o magica, ma di una forma di preghiera accettata dalla Chiesa cattolica.
4. Preghiere per i morti
Le preghiere per i defunti sono offerte spirituali rivolte a Dio per il bene delle anime del Purgatorio. In questa forma di pietà cristiana, non si tenta di dialogare con i morti, ma si intercede presso Dio affinché li purifichi e li accolga presto nella gloria del Paradiso.
È una pratica profondamente radicata nella tradizione cattolica e sostenuta dalla Scrittura e dalla liturgia, soprattutto nella commemorazione dei fedeli defunti (2 novembre) e nelle Messe di suffragio.