A cura di Giuseppe Monno

La Trinità è la dottrina centrale della fede cristiana secondo cui esiste un unico Dio in tre Persone: Padre e Figlio e Spirito Santo. Queste Persone sono uguali nella natura e sostanza, ma distinte nelle loro relazioni d’origine.
Gesù ha rivelato che Dio è Padre (Principium sine principio), Figlio (Verbum mentis) e Spirito Santo (Amor). La Chiesa, nei secoli, ha definito questa verità mediante i Concili, utilizzando anche concetti di origine filosofica: “ipostasi” o “persona” per indicare la distinzione tra Padre, Figlio e Spirito, e “sostanza” per affermare l’unità divina.
Segue una selezione di Scritture che dimostrano il fondamento biblico della dottrina trinitaria.
DIO È UNO
Deuteronomio 32,39: “Ora vedete che io solo sono Dio e che non vi è altro dio accanto a me.”
Romani 3,30: “Poiché non c’è che un solo Dio.”
Giacomo 2,19: “Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano!”
DIO È IL PADRE
Giovanni 1,18: “Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.”
Giovanni 5,18: “[…] chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.”
Giovanni 6,27: “[…] su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo.”
Romani 15,6: “Perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.”
DIO È IL FIGLIO
Le Scritture attestano chiaramente la divinità del Figlio:
Giovanni 1,1: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio.”
Giovanni 20,28: “Rispose Tommaso: Signore mio e Dio mio!”
Tito 2,13: “Nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.”
2Pietro 1,1: “Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ricevuto in sorte con noi la stessa preziosa fede per la giustizia del nostro Dio e salvatore Gesù Cristo.”
DIO È LO SPIRITO SANTO
Le caratteristiche personali e divine dello Spirito Santo sono evidenti nelle Scritture:
Atti 5,3-4: Mentire allo Spirito Santo è mentire a Dio.
1Corinzi 3,16: “Siete tempio di Dio e lo Spirito di Dio abita in voi.”
Lo Spirito crea (Giobbe 33,4), ama (Romani 15,30), consola (Giovanni 14,16), intercede (Romani 8,26), conosce tutto (1Corinzi 2,9-11), insegna (Giovanni 14,26), rivela (Luca 2,26), guida (Giovanni 16,13), e agisce con volontà propria (Atti 15,28).
IL FIGLIO E IL PADRE SONO UN SOLO DIO
Giovanni 10,30: “Io e il Padre siamo Uno.”
Giovanni 14,9-11: “Chi ha visto me ha visto il Padre. […] Io sono nel Padre e il Padre è in me.”
LO SPIRITO SANTO È, AL CONTEMPO, SPIRITO DEL PADRE E DEL FIGLIO
Matteo 10,20: “[…] è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.”
Romani 8,9: Spirito di Dio e Spirito di Cristo equivalenti.
Galati 4,6: “E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!”
1Pietro 1,10-11: Spirito di Cristo che agiva nei profeti.
L’INCARNAZIONE: IL VERBO ASSUME LA NATURA UMANA
Alla pienezza del tempo, il Figlio si è fatto uomo (Giovanni 1,14; Galati 4,4), unendo a sé ipostaticamente una natura umana completa: un corpo e un’anima razionale. Gesù ha quindi due nature, divina e umana, non confuse, non separate, non divisibili.
Nella sua natura umana, egli è sottoposto al Padre (Giovanni 14,28; 1Corinzi 11,3), ma nella sua natura divina è consubstantialis Patri, “della stessa sostanza del Padre”.
DISTINZIONE TRA LE PERSONE DIVINE
Il Figlio non è il Padre (Giovanni 17,18; 2Corinzi 1,3).
Lo Spirito Santo non è il Padre né il Figlio (Giovanni 14,16-17; Salmi 103,30).
FONDAMENTO STORICO E TEOLOGICO DELLA DOTTRINA
La dottrina trinitaria non è un’invenzione del IV secolo, ma affonda le radici nella Rivelazione biblica. I Concili di Nicea (325) e Costantinopoli (381) definirono formalmente la divinità del Figlio e dello Spirito Santo contro gli errori dell’arianesimo e del macedonianismo (o pneumatomachismo).
Il termine “Trinità” (dal latino Trinitas) fu coniato nel III secolo da Tertulliano (De pudicitia, XXI, 16), ma circa un secolo prima, Teofilo di Antiochia già faceva uso di Trias (Ad Autolicum, II, 15). Questo termine ha acquisito progressivamente un significato dogmatico per esprimere l’unità di Dio nella distinzione reale delle tre Persone.
RELAZIONI D’ORIGINE
Le tre Persone sono distinte solo per le loro relazioni eterne d’origine:
Il Padre non è generato da nessuno.
Il Figlio è eternamente generato dal Padre.
Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio come da un solo principio e per una sola spirazione (Concilio di Firenze, Sessione VI).
Queste relazioni sono dette dalla teologia “processioni immanenti”, cioè eterne e interne alla stessa vita divina. Esse non dividono Dio, ma fondano la distinzione personale nel suo essere unico.
UN SOLO DIO, TRE PERSONE
Nella Trinità non vi è superiorità o subordinazione: ogni Persona è pienamente Dio. La loro distinzione non comporta divisione nella divinità:
Tre sono le Persone, ma una sola è la Divinità, una sola la volontà, una sola la potenza, una sola l’essenza.
Perciò, i cristiani adorano un solo Dio in tre Persone, coeterne, coeguali, consustanziali.