A cura di Giuseppe Monno

Introduzione
Il marcionismo fu un movimento cristiano radicale e dualistico sorto nel II secolo d.C., fondato da Marcione di Sinope, una figura controversa nata in Asia Minore intorno al 85 d.C. e attiva soprattutto a Roma. La sua dottrina si basava su una netta opposizione tra il Dio dell’Antico Testamento, identificato con il Demiurgo, creatore del mondo materiale e giustiziere severo, e il Dio buono e misericordioso rivelato da Gesù Cristo, totalmente estraneo alla creazione e sconosciuto fino alla venuta del Salvatore.
Marcione rigettava in blocco l’Antico Testamento, ritenendolo incompatibile con il messaggio di amore, perdono e grazia proclamato da Cristo. Secondo lui, l’Antico Testamento testimoniava la giustizia retributiva di un Dio inferiore e crudele, non riconducibile al Padre di Gesù.
Il canone biblico marcionita
Per sostenere la sua visione, Marcione elaborò uno dei primi canoni biblici cristiani noti, molto prima della definizione del canone ufficiale della Chiesa. Il suo canone marcionita includeva solo:
una versione abbreviata e modificata del Vangelo secondo Luca, da cui furono rimossi i riferimenti all’ebraismo e alla Legge mosaica;
dieci lettere di Paolo, da lui considerate le uniche espressioni autentiche del vero cristianesimo, poiché Paolo aveva proclamato l’inutilità della Legge per la salvezza e l’universalità del Vangelo.
Influenza del docetismo
Secondo Marcione, Gesù Cristo non era venuto a compiere la Legge (come affermava il cristianesimo proto-ortodosso), ma a distruggere l’opera del Demiurgo e a liberare l’umanità dal giogo del mondo materiale e dalla giustizia punitiva del Dio dell’Antico Testamento. Gesù non sarebbe nato realmente da una donna, ma sarebbe apparso in forma umana (docetismo), perché il vero Dio non avrebbe mai potuto incarnarsi in una carne impura.
La Condanna della Chiesa
Il marcionismo fu duramente contrastato dalla Chiesa antica, che lo condannò come eresia. Tra i suoi principali oppositori vi furono:
Tertulliano, che scrisse un’opera polemica in cinque libri, Adversus Marcionem;
Ireneo di Lione, che lo attaccò nel trattato Adversus haereses, dove lo inserì tra le più pericolose deviazioni dottrinali del tempo.
Nonostante la condanna ufficiale, il marcionismo conobbe una larga diffusione in varie aree del mondo romano, specialmente in Asia Minore e in Siria, sopravvivendo fino almeno al V secolo e influenzando movimenti gnostici successivi. Alcuni studiosi ritengono che la crisi provocata da Marcione abbia costretto la Chiesa cattolica a chiarire meglio la propria dottrina e a fissare progressivamente il canone biblico, includendo i testi dell’Antico Testamento e definendo quali scritti apostolici del Nuovo Testamento fossero da ritenersi autentici.
Conclusione
Oggi non esistono chiese marcionite ufficiali, ma alcune correnti marginali contemporanee e studiosi indipendenti continuano a ritenere interessante la sua visione radicale della distinzione tra il Dio della giustizia e quello dell’amore, vedendo in Marcione un precursore di un cristianesimo “liberato” dalle radici ebraiche.
Una opinione su "MARCIONISMO"
I commenti sono chiusi.