CATARISMO

A cura di Giuseppe Monno

Il catarismo fu un movimento religioso cristiano di carattere dualistico che si sviluppò tra il XII e il XIII secolo, diffondendosi soprattutto nel Sud della Francia – in particolare nella regione di Albi, da cui il nome albigesi attribuito ai seguaci del movimento – e nel Nord Italia.

Alla base del pensiero cataro vi era una concezione profondamente dualistica dell’universo: da un lato, il Dio buono e spirituale del Nuovo Testamento, identificato con il Dio di Gesù Cristo; dall’altro, il principio del male, spesso assimilato al Demiurgo gnostico, creatore del mondo materiale, considerato corrotto e intrinsecamente malvagio. Di conseguenza, la materia era vista come una prigione per l’anima, la quale doveva essere liberata per ritornare al mondo spirituale originario.

Questa visione comportava il rifiuto radicale del mondo terreno: i catari respingevano il possesso dei beni materiali, il matrimonio, la procreazione e i sacramenti della Chiesa cattolica, che ritenevano invalidi poiché amministrati da un’istituzione corrotta e parte del mondo materiale malvagio.

La comunità catara era suddivisa in due categorie:

i “perfetti” (boni homines o boni christiani), coloro che avevano ricevuto il consolamentum, un rito spirituale che sostituiva tutti i sacramenti cattolici e rappresentava la piena iniziazione alla vita ascetica e purificata. I perfetti conducevano un’esistenza austera, in povertà e castità, dedicandosi alla predicazione e alla cura delle anime;

i “credenti”, simpatizzanti che seguivano gli insegnamenti catarici ma conducevano ancora una vita ordinaria. Spesso ricevevano il consolamentum solo in punto di morte.

Dal punto di vista cristologico, i catari professavano una dottrina docetista: negavano la realtà dell’incarnazione, della sofferenza e della morte di Gesù, sostenendo che il Cristo non avesse avuto un vero corpo umano, ma solo un’apparenza (docetismo deriva dal greco dokein, “sembrare”). Per loro, Gesù non era il Figlio di Dio nel senso trinitario cattolico, bensì un angelo inviato dal Dio buono per guidare le anime verso la liberazione dalla materia. La salvezza, pertanto, non derivava dal sacrificio della croce, bensì da un percorso spirituale di purificazione culminante nel consolamentum.

La Chiesa cattolica considerò il catarismo una delle eresie più pericolose del Medioevo, poiché metteva in discussione i fondamenti stessi della dottrina cristiana e dell’autorità ecclesiastica. Dopo vari tentativi di conversione pacifica, e come reazione diretta all’assassinio del legato papale Pierre de Castelnau – di cui si ritennero moralmente responsabili i signori del Sud della Francia (in particolare Raimondo VI di Tolosa), protettori degli eretici – nel 1208 Papa Innocenzo III indisse una crociata contro gli albigesi che durò circa vent’anni. A questa seguirono l’istituzione dell’Inquisizione e una sistematica repressione del movimento.

Il catarismo fu definitivamente sradicato entro la metà del XIV secolo.

Una delle figure più importanti nel contesto dei tentativi di conversione pacifica, fu Domenico di Guzmán (1170–1221), un predicatore e riformatore che cercò di convertire gli eretici attraverso la predicazione, la povertà evangelica e il confronto dottrinale. Domenico fu inviato nel Sud della Francia come delegato del vescovo Diego d’Acevedo di Osma. Domenico decise di adottare gli stessi strumenti dei catari “perfetti”: una vita austera e povera, la predicazione itinerante, il dialogo diretto con la popolazione. Predicava in pubblico e partecipava a dibattiti teologici con i capi del movimento, cercando di riportare gli eretici alla fede cattolica senza violenza, ma con l’esempio e l’argomentazione.

Nel 1216, Domenico ottenne da Papa Onorio III l’approvazione per la fondazione dell’Ordo Praedicatorum, l’Ordine dei Predicatori (oggi detti “frati domenicani”), con lo scopo di formare predicatori ben preparati, fedeli al Vangelo e capaci di contrastare l’eresia. Domenico non prese parte alla crociata contro gli albigesi, e morì dieci anni prima dell’istituzione dell’Inquisizione.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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