A cura di Giuseppe Monno

Il miafisismo è una dottrina cristologica che sostiene la presenza, in Gesù Cristo, di una sola natura (“mia physis”, “una natura”), risultante dall’unione della divinità e dell’umanità. Secondo questa visione, le due nature – divina e umana – si fondono in un’unica realtà, senza distinzione sostanziale. I sostenitori del miafisismo temevano che l’affermazione di due nature potesse implicare la presenza di due soggetti distinti in Cristo, e quindi cadere nell’eresia del nestorianesimo, che separava la persona divina da quella umana.
Il miafisismo si differenzia tuttavia dal monofisismo, che afferma la scomparsa o l’assorbimento della natura umana nella natura divina. Alcune Chiese orientali (come la Chiesa copta, armena, siriaca e etiope) si definiscono miafisite, ma rigettano il monofisismo, insistendo sul fatto che in Cristo vi è una sola natura “composta”, perfettamente divina e perfettamente umana, in una unione senza confusione.
Il Concilio di Calcedonia (451) condannò il miafisismo, affermando la dottrina delle due nature in Cristo – divina e umana – unite in una sola persona (o “ipostasi”), «senza confusione, senza cambiamento, senza divisione, senza separazione». Questa formula, nota come “definizione calcedonese”, divenne il fondamento della cristologia ortodossa nella Chiesa cattolica.
Nonostante la condanna conciliare, molte Chiese orientali miafisite continuarono a esistere, sviluppando una teologia cristologica coerente, oggi oggetto di dialoghi ecumenici volti al superamento delle antiche divisioni, spesso basate più su differenze terminologiche che sostanziali.
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