PNEUMATOMACHIA

A cura di Giuseppe Monno

La pneumatomachia (dal greco pneuma, “spirito”, e máchē, “lotta”, quindi “lotta contro lo Spirito”) è un’eresia cristologica sviluppatasi nel IV secolo, che negava la divinità dello Spirito Santo, considerandolo non consustanziale al Padre e al Figlio, ma una creatura subordinata, simile a un essere angelico. I seguaci di questa dottrina sostenevano che, pur avendo un ruolo importante nell’economia della salvezza, lo Spirito Santo non fosse da venerare come Dio.

Questa corrente eretica è nota anche come macedonianismo, dal nome di Macedonio, vescovo di Costantinopoli tra il 344 e il 360 (sebbene la datazione e il ruolo preciso di Macedonio nella formulazione della dottrina siano oggetto di discussione tra gli studiosi). Macedonio, inizialmente affiliato al semiarianesimo, contribuì in modo significativo alla diffusione della dottrina pneumatomaca, influenzando ampi circoli ecclesiastici dell’epoca.

I principali oppositori della pneumatomachia furono i Padri Cappadoci:

Basilio di Cesarea (Basilio Magno), autore dell’opera De Spiritu Sancto, in cui afferma con chiarezza la consustanzialità dello Spirito Santo con il Padre e il Figlio, sostenendo la piena divinità della terza persona della Trinità.

Gregorio di Nissa, fratello di Basilio, che continuò e ampliò la riflessione teologica del fratello sulla Trinità, confutando con rigore filosofico e scritturale le tesi macedoniane.

Gregorio Nazianzeno, il “Teologo”, che dedicò numerosi discorsi al tema trinitario, insistendo sulla divinità dello Spirito Santo.

La controversia pneumatomaca ebbe un ruolo centrale nei dibattiti teologici del IV secolo, successivi alla crisi ariana. Per mettere fine a queste dispute, l’eresia fu condannata ufficialmente dal Primo Concilio di Costantinopoli nel 381, convocato dall’imperatore Teodosio I. Questo concilio, riconosciuto come il Secondo Concilio Ecumenico, riaffermò il Credo niceno, ampliandolo con una formulazione pneumatologica esplicita: “Crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre, e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato”.

La condanna della pneumatomachia segnò un momento decisivo nella definizione della dottrina trinitaria ortodossa, sancendo in modo definitivo la piena divinità dello Spirito Santo nel dogma cristiano.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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