MONOFISISMO

A cura di Giuseppe Monno

Il monofisismo: origine, dottrina ed evoluzione storica

Il monofisismo è una dottrina cristologica considerata eretica dalla Chiesa cattolica e da gran parte dell’Oriente cristiano, in quanto nega la piena umanità di Gesù Cristo. Secondo questa concezione, in Cristo vi sarebbe una sola natura (in greco: monḗ phýsis, da cui “monofisismo”), la natura divina, che avrebbe assorbito o annullato la natura umana nel momento dell’Incarnazione.

Questa posizione si sviluppò nel V secolo come reazione opposta all’eresia nestoriana, che invece enfatizzava l’umanità di Cristo fino a sostenere l’esistenza in lui di due persone distinte, una divina e una umana, unite solo moralmente o giuridicamente. Tale concezione metteva in discussione l’unità della persona di Cristo.

Il monofisismo fu formulato in maniera compiuta da Eutiche, archimandrita (superiore) di un monastero di Costantinopoli. Eutiche, nel tentativo di preservare l’unità del Cristo, insegnava che, dopo l’unione ipostatica, la natura umana di Cristo venne assorbita dalla natura divina come una goccia d’acqua nell’oceano. Questo comportava, di fatto, la negazione della vera umanità di Gesù, rendendolo un essere divino solo apparente nella sua carne.

Già prima di Eutiche, Apollinare di Laodicea (IV secolo), pur opponendosi all’arianesimo, aveva sostenuto che nel Verbo incarnato la mente razionale dell’uomo (il “noûs”) fosse sostituita dal Logos divino. Questa posizione, nota come apollinarismo, implicava anch’essa una negazione della piena umanità di Cristo e fu condannata come eresia nel Concilio di Costantinopoli (381).

La risposta definitiva della Chiesa al monofisismo giunse con il Concilio di Calcedonia (451), convocato dall’imperatore Marciano sotto Papa Leone Magno. Il concilio proclamò solennemente che in Gesù Cristo vi sono due nature, divina e umana, perfettamente distinte ma unite in una sola persona o ipostasi, senza confusione, senza mutamento, senza divisione e senza separazione. Questo principio viene chiamato diofisismo (dal greco “dyo phýseis”, “due nature”):

“Un solo e medesimo Cristo, Signore, Figlio unigenito, che noi dobbiamo riconoscere in due nature, senza confusione, senza mutamento, senza divisione, senza separazione.”

Il diofisismo calcedonese afferma dunque che la divinità e l’umanità di Cristo sono complete, integre e permanenti, e coesistono in una unica persona (o “ipostasi”) del Figlio eterno.

Tuttavia, diverse comunità cristiane orientali, in particolare in Egitto, Siria e Armenia, rifiutarono la formula calcedonese, dando origine al cosiddetto monofisismo “moderato” o miafisismo, professato ancora oggi dalle Chiese ortodosse orientali (come la Chiesa copta, siriaca, armena, etiopica, malankarese). Tali Chiese affermano che in Cristo c’è una sola natura “composta” (“mia physis”) che è contemporaneamente divina e umana, senza negare l’umanità di Gesù. Per questo motivo, teologicamente si distingue oggi il miafisismo (non eretico secondo alcuni interpreti contemporanei) dal monofisismo eutichiano (formalmente eretico).

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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