A cura di Giuseppe Monno

L’Apollinarismo: un’eresia cristologica del IV secolo
L’Apollinarismo è una eresia cristologica sorta nel IV secolo, che prende il nome da Apollinare di Laodicea, vescovo e teologo attivo durante la controversia ariana. Questa dottrina fu condannata come eretica perché comprometteva l’integrità dell’umanità di Cristo, alterando il corretto equilibrio tra le sue due nature, umana e divina.
Apollinare, nel tentativo di difendere l’unità della persona di Cristo contro l’arianesimo (che negava la piena divinità del Figlio), propose una visione monopsichica: affermava che nel Verbo incarnato il Logos divino aveva assunto un corpo umano e un’anima sensitiva (la parte inferiore dell’anima), ma non un noûs o anima razionale, che secondo lui era sostituita dalla divinità del Logos. In questo modo, Gesù non avrebbe avuto una psiche umana completa.
Tuttavia, secondo l’antropologia classica greca (ripresa dai Padri della Chiesa), l’essere umano è composto da corpo, anima sensitiva e anima razionale. Negare la presenza del noûs umano in Cristo significava, per i critici di Apollinare, negare la piena umanità del Salvatore. Come disse Gregorio di Nazianzo, uno dei più strenui oppositori dell’apollinarismo:
«Ciò che non è assunto non è redento». Se Cristo non avesse assunto l’intera natura umana, compresa la ragione (noûs), non avrebbe potuto redimerla pienamente.
L’apollinarismo fu condannato in vari momenti dalla Chiesa:Sinodo di Roma (377 e 382), sotto Papa Damaso;
Sinodo di Roma (377 e 382), sotto Papa Damaso;
Concilio di Costantinopoli I (381), che lo respinse definitivamente, affermando la piena umanità e divinità di Cristo;
Successivamente, i Concili di Efeso (431) e Calcedonia (451) ne ribadirono la condanna, consolidando la dottrina ortodossa dell’unione ipostatica.
Dottrina ortodossa cristologica
Contro l’apollinarismo e altre eresie cristologiche, la fede ortodossa afferma che Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo, in una sola Persona (o “Ipostasi”), ma con due nature distinte e complete, divina e umana, senza confusione, senza mutamento, senza divisione e senza separazione (formula calcedonese). La sua umanità include tutti gli elementi costitutivi dell’essere umano, compresa l’anima razionale.
Pertanto, il Logos non sostituisce l’anima umana di Gesù, ma si unisce ipostaticamente ad essa. L’umanità di Cristo è stata perfezionata dalla grazia, come in ogni uomo giusto, ma in modo eminente e pieno. Come attesta il Vangelo di Luca:
«Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Luca 2,52).
Questo versetto è una conferma scritturale della realtà e dello sviluppo autenticamente umano del Verbo incarnato.
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