LA VENERAZIONE DATA ALLA MADRE DEL SIGNORE

A cura di Giuseppe Monno

Maria è venerata dai credenti fin dai primissimi tempi della Chiesa. Tra gli evangelisti, è soprattutto Luca a mettere in risalto la figura della Madre di Gesù e la venerazione che ella riceve, non solo dai credenti, ma anche da parte degli angeli inviati da Dio.

All’inizio del suo Vangelo, Luca narra l’Annunciazione, quando l’angelo Gabriele si rivolge a Maria con parole uniche: «Rallegrati, piena di grazia, il Signore è con te» (Luca 1,28). Questa formula di saluto, totalmente nuova rispetto alla tradizione biblica, manifesta lo sguardo particolare di Dio su Maria e la sua elezione unica.

Sempre Luca sottolinea l’atteggiamento di venerazione di Elisabetta verso Maria. Quando la Vergine si reca da lei, Elisabetta, colma di Spirito Santo, esclama: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?» (Luca 1,42-43). L’espressione «madre del mio Signore» va intesa in chiave cristologica: il titolo «Signore» (Kyrios), nella Bibbia greca dei Settanta, traduce l’’Adonai ebraico (utilizzato al posto del sacro tetragramma YHWH, per un’antica regola ebraica) e indica qui la divinità di Gesù. In tal modo Elisabetta riconosce in Maria non solo la madre del Messia, ma la Madre di Dio stesso (Theotókos), secondo la piena rivelazione della fede cristiana.

Un altro episodio riportato da Luca testimonia la venerazione spontanea verso Maria: mentre Gesù predicava, una donna dalla folla esclamò: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!» (Luca 11,27). Gesù risponde ponendo l’accento sulla beatitudine ancora più grande dell’ascolto della Parola di Dio (cf. Luca 11,28), ma questo non diminuisce l’onore reso a Maria, che è modello perfetto sia come Madre sia come credente che custodisce la Parola.

Anche le testimonianze extrabibliche confermano che la venerazione di Maria è radicata fin dai primi secoli. In Egitto è stato rinvenuto un frammento di papiro, datato intorno all’anno 250, contenente una delle più antiche preghiere mariane a noi pervenute: la Sub tuum praesidium («Sotto la tua protezione»). Il testo greco utilizza il vocativo Theotóke, “Madre di Dio”, anticipando così la definizione dogmatica che sarà proclamata nel Concilio di Efeso (431).

Ecco il testo in italiano:

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci sempre da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.»

Questa preghiera, insieme alla testimonianza evangelica, mostra come la coscienza della Chiesa abbia riconosciuto fin dall’inizio il ruolo unico di Maria nella storia della salvezza: Madre di Dio, benedetta tra le donne, modello di fede e di discepola.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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