DIVINITÀ DI GESÙ E CONCILIO DI NICEA

di Giuseppe Monno

Il dogma della divinità di Gesù fu proclamato nell’estate del 325 a Nicea, nel palazzo imperiale di Costantino, dove si riunirono oltre trecento vescovi tra cattolici in maggioranza orientali, e ariani. Fu Costantino a convocare il Concilio per ristabilire la pace minata dalle varie dispute tra cattolici e ariani. Gli atti del Concilio furono firmati da Osio, vescovo di Cordova e principale consigliere dell’imperatore, e dai delegati del Papa di Roma, Silvestro, che non poté partecipare di persona per motivi di salute. Eusebio di Cesarea propose un Simbolo di fede in uso nella sua comunità ecclesiale. Il Simbolo fu accettato, ma vi furono aggiunti alcuni termini, tra cui “homoousios” che significa “consustanziale”, “della stessa sostanza”, in riferimento all’uguaglianza della persona divina di Gesù con quella di Dio Padre. Per Ario infatti il Figlio di Dio non è generato dal Padre, non è coeterno a lui, ma è la sua prima creazione e con lui artefice di tutte le altre cose. All’epoca il più grande difensore della divinità di Gesù e influente oppositore dell’errore di Ario fu Atanasio, prima diacono e poi vescovo di Alessandria dal 328 al 373, ma con varie interruzioni. Atanasio fu presente al Concilio come accompagnatore del suo vescovo Alessandro, di cui era segretario. Ario, già scomunicato nel 318 da un sinodo tenutosi ad Alessandria, in Egitto, per essersi opposto al suo vescovo Alessandro, fu anche condannato dal Concilio di Nicea ed esiliato dall’imperatore Costantino. Fu esiliato anche il suo seguace Eusebio di Nicomedia. Ma purtroppo in mezzo ai vescovi che avevano sottoscritto il Simbolo niceno, c’era un piccolo gruppo di filoariani che non avevano rinunciato alle loro convinzioni, e si finsero favorevoli all’homoousios per paura di essere esiliati. Tra questi Eusebio di Cesarea. A Nicea i cattolici non inventarono una nuova dottrina, ma contro l’errore di Ario avevano ribadito una verità già professata nella Chiesa primitiva. Una verità non opinabile per noi cattolici. Questa verità è accolta anche dal mondo ortodosso e da una parte del mondo protestante.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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