CHIESA CATTOLICA

di Giuseppe Monno

La Chiesa cattolica fu fondata da Cristo nel I secolo. Uno dei primi documenti che testimoniano l’uso dell’appellativo “cattolica” è la lettera di Ignazio di Antiochia ai cristiani di Smirne, scritta nel 107 d.C., nella quale si legge: «Dove c’è Cristo, ivi è la Chiesa cattolica». Un altro importante riferimento si trova nella lettera redatta nel 155 dalla comunità ecclesiale di Smirne, che narra il martirio del loro vescovo, Policarpo, condannato a morte dal proconsole romano Quadrato. Il testo si apre con queste parole: «La Chiesa di Dio che dimora a Smirne, alla Chiesa di Dio che è a Filomelio, e a tutte le comunità della santa Chiesa cattolica in ogni luogo: la misericordia, la pace e la carità di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo abbondino» (Martirio di Policarpo). La Chiesa è definita “cattolica” perché è chiamata ad annunciare il Vangelo a tutte le genti, secondo il comando di Cristo: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Marco 16,15). Per quasi tre secoli, la Chiesa cattolica subì feroci persecuzioni da parte dell’Impero romano. A causa della sua crudeltà, la città di Roma veniva simbolicamente identificata con “Babilonia” (1Pietro 5,13). Tuttavia, la divina Provvidenza non abbandonò la Chiesa. Con l’Editto di Serdica, promulgato il 30 aprile del 311, cinque giorni prima della sua morte, l’imperatore Galerio – colui che nel 303 aveva consigliato a Diocleziano di iniziare le persecuzioni contro i cristiani – riconobbe la libertà di culto ai cristiani, concedendo loro, di fatto, lo status di religio licita. In questo editto, Galerio chiese ai cristiani di pregare il loro Dio per la salute dell’Impero. Nel febbraio o marzo del 313, gli imperatori Costantino e Licinio firmarono l’Editto di Milano, che confermava la libertà di culto già concessa da Galerio. Inoltre, l’editto stabiliva l’obbligo di restituire ai cristiani i luoghi di culto, i beni e i possedimenti precedentemente confiscati durante le persecuzioni. Mentre in Occidente Costantino si dimostrò particolarmente favorevole al cristianesimo, tanto da porlo sotto la protezione dello Stato, in Oriente continuarono le persecuzioni sotto il regno di Licinio. Il 27 febbraio del 380, gli imperatori Graziano, Teodosio I e Valentiniano II (quest’ultimo ancora bambino) promulgarono l’Editto di Tessalonica. Con questo provvedimento, il cristianesimo, secondo la fede stabilita dal Concilio di Nicea convocato da Costantino nel 325, fu dichiarato religione ufficiale dell’Impero romano. L’editto vietava l’arianesimo e il paganesimo, e imponeva ai cristiani l’adozione della fede nicena per contrastare le eresie. A seguito di due grandi scismi – quello d’Oriente nell’XI secolo e quello d’Occidente nel XVI secolo – il termine “cattolici” assunse un significato confessionale, identificando i cristiani rimasti in comunione con il legittimo successore dell’apostolo Pietro, il vescovo di Roma. Fu infatti Pietro a ricevere da Cristo il compito di confermare i fratelli nella fede (Luca 22,31-32) e di pascere agnelli e pecore, ovvero i fedeli e i pastori (Giovanni 21,15-17). Pietro stabilì la propria sede episcopale a Roma, che divenne il centro di governo della Chiesa, e i suoi legittimi successori ne esercitano il medesimo primato. I cristiani in comunione con il vescovo di Roma sono comunemente detti anche “cattolici romani”.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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