A cura di Giuseppe Monno

Il concepimento verginale di Gesù
Matteo 1,22-23
“Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio: sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.”
Il compimento della profezia di Isaia
L’evangelista Matteo vede nel concepimento di Gesù da parte di Maria l’adempimento della profezia di Isaia 7,14:
“Ecco, la giovane concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.”
Matteo cita questa profezia seguendo la versione greca dei Settanta, che traduce il termine ebraico ‘almâ (“giovane donna”) con il greco parthénos (“vergine”). Questa scelta linguistica è determinante: mentre ‘almâ indica genericamente una “giovane donna in età da matrimonio”, parthénos specifica chiaramente la verginità fisica.
Analisi linguistica e filologica
Nell’ebraico biblico, esistono due termini chiave per designare una donna giovane:
‘Almâ: giovane in età fertile, non ancora madre, ma senza precisare lo stato virginale (Genesi 24,43; Esodo 2,8; Proverbi 30,19).
Betûlâ: termine che, in senso stretto, indica una vergine (Genesi 24,16; Deuteronomio 22,23). Tuttavia, anche betûlâ non è sempre tecnica, poiché può riferirsi a città o popoli vergini (Isaia 23,12; Geremia 18,13).
Il caso di Rebecca, chiamata sia ‘almâ (Genesi 24,43) che betûlâ (Genesi 24,16), mostra che i due termini si sovrappongono parzialmente.
La Settanta, scritta tra il III e il II secolo a.C. per gli ebrei della diaspora, interpreta ‘almâ in Isaia 7,14 come parthénos, una scelta esegetica che riflette una lettura messianica e miracolosa del testo. Gli stessi traduttori, infatti, altrove rendono ‘almâ con neánis (“giovane donna”), ma non in questo caso. È quindi probabile che già nel giudaismo precristiano si intravedesse in Isaia 7,14 un segno straordinario, non un evento ordinario.
Contesto storico della profezia
Isaia 7,14 nasce nel contesto della crisi siro-efraimita (VIII secolo a.C.), quando il profeta rassicura il re Acaz che Dio darà un segno: la nascita di un bambino, Emmanuele, garanzia della presenza divina e della fedeltà alla dinastia davidica. Nel contesto immediato, l’Emmanuele poteva riferirsi a un figlio reale, forse Ezechia, segno della speranza per la casa di Davide.
Tuttavia, Matteo, sotto ispirazione dello Spirito Santo, rilegge la profezia in chiave pienamente messianica, vedendovi il suo compimento ultimo in Gesù. In Lui, il “segno” diventa realtà incarnata: Dio stesso entra nella storia umana.
Il concepimento verginale nel Nuovo Testamento
Matteo (1,18-25) e Luca (1,26-38) testimoniano concordemente che Gesù fu concepito “per opera dello Spirito Santo”, senza intervento di uomo. Il racconto matteano sottolinea che Giuseppe non “conobbe” Maria fino alla nascita del bambino (Matteo 1,25), confermando la verginità fisica della Madre. Luca, a sua volta, presenta l’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria, che risponde:
“Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” (Luca 1,34).
La risposta divina è chiara:
“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra” (Luca 1,35).
Questo concepimento è quindi un atto creativo di Dio: un nuovo inizio paragonabile alla creazione stessa (cfr. Genesi 1,2).
Il significato teologico di Emmanuele
Il nome Emmanuele (ebr. ‘Immanu’el) significa letteralmente “Dio con noi”, da ‘immanu (“con noi”) ed ’el (“Dio”). In Gesù, questo nome non è solo simbolico, ma ontologico: Egli è realmente Dio presente tra gli uomini (cfr. Giovanni 1,14; Filippesi 2,6-7). Non si tratta di una semplice presenza spirituale, ma dell’incarnazione stessa del Verbo eterno:
“Il Verbo si fece carne e pose la sua tenda in mezzo a noi” (Giovanni 1,14).
Tutta la vita di Gesù manifesta la realtà dell’Emmanuele:
Nascita divina (Matteo 1,23)
Presenza salvifica (Matteo 18,20)
Promessa finale: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo 28,20).
La fede della Chiesa
La Chiesa, fin dai primi secoli, ha professato il concepimento e la nascita verginale di Gesù come verità di fede, riconoscendovi il segno dell’iniziativa divina nella salvezza. I Padri della Chiesa — da sant’Ignazio di Antiochia a sant’Ireneo, da sant’Agostino a san Gregorio di Nissa — hanno visto nel concepimento verginale una nuova creazione, in cui la natura umana è rinnovata dallo Spirito Santo:
Sant’Ignazio di Antiochia († ca. 110)
Epistola Ignatii ad Ephesios, XIX, 1
“Gesù Cristo fu concepito da Maria per opera dello Spirito Santo.”
Epistola Ignatii ad Ephesios, XVIII, 2
“Maria rimase vergine nel concepimento e nel parto: mistero compiuto nel silenzio di Dio.”
San Giustino Martire († ca. 165)
Dialogus cum Tryphone, 66
“La Scrittura annuncia che Cristo nasce da una vergine senza unione con uomo, per potenza di Dio.”
Sant’Aristide di Atene († ca. 140)
Apologia, 15
“Cristo nacque da una vergine della stirpe d’Israele.”
Taciano († ca. 180)
Oratio ad Graecos, 21
“Il Signore nostro fu generato da una Vergine secondo il volere di Dio.”
Sant’Ireneo di Lione († ca. 202)
Adversus haereses, III, 21, 4
“Cristo fu generato dalla Vergine senza seme umano.”
Adversus haereses, V, 1, 3
“Maria concepì per lo Spirito Santo, obbedendo alla parola.”
Tertulliano († dopo il 220)
De Carne Christi, 18
“Cristo fu concepito non da seme d’uomo, ma dallo Spirito Santo.”
Origene († ca. 254)
Commentarium in Matthaeum, I, 5
“Non un uomo generò Gesù, ma lo Spirito Santo discese su Maria.”
Sant’Ippolito di Roma († 235)
Contra Noetum, 17
“Il Verbo si incarnò nella Vergine per opera dello Spirito Santo, senza seme.”
Sant’Atanasio († 373)
Orationes contra Arianos, II, 70
“Il Verbo prese un corpo da Maria, che lo concepì dallo Spirito Santo.”
San Basilio di Cesarea († 379)
Homilia in sanctam Christi generationem, Epistola 261, 4
“Il Cristo è nato dalla Vergine per la potenza dello Spirito Santo, senza uomo.”
San Gregorio Nazianzeno († 390)
Oratio 38,13
“Colui che non ricevette seme umano fu generato dallo Spirito Santo in una Vergine.”
San Gregorio di Nissa († ca. 395)
Homilia in Nativitatem Domini
“Il concepimento avvenne per la discesa dello Spirito Santo, senza corruzione e senza seme.”
San Cirillo di Gerusalemme († 386)
Catechesi Mystagogicae, 12,32
“Egli fu concepito non da uomo, ma dallo Spirito Santo, come l’angelo dichiarò.”
Sant’Epifanio di Salamina († 403)
Panarion, 78,6
“Cristo non fu generato da uomo, ma dallo Spirito Santo nel seno immacolato della Vergine.”
Sant’Ambrogio di Milano († 397)
De Virginibus, II, 2, 7
“Non per intervento di uomo, ma dallo Spirito Santo, Cristo è nato dalla Vergine.”
Expositio in Lucam, II, 7
“Ciò che fu concepito, fu concepito per lo Spirito Santo: nessun padre terreno.”
San Girolamo († 420)
Epistula 22,21 ad Eustochium
“Dallo Spirito Santo, non da seme umano, nacque il Signore Salvatore nostro.”
Sant’Agostino († 430)
Sermo 186,1 De sancta virginitate et nativitate Christi
“Vergine concepì, Vergine partorì: concepì per lo Spirito Santo, non per uomo.”
De Trinitate, IV, 5, 29
“Il Figlio di Dio prese carne da una Vergine che non conobbe uomo.”
San Leone Magno († 461)
Sermo 22,2 de Nativitate Domini
“Il Signore nacque dalla Vergine, concepito non da seme umano, ma dallo Spirito Santo.”
Sermo 28,2 de Nativitate Domini
“Colei che avrebbe concepito il Creatore fu resa feconda dallo Spirito Santo.”
San Cirillo di Alessandria († 444)
Epistola ad Nestorium, I
“Cristo fu concepito in modo ineffabile e per opera dello Spirito Santo, senza seme umano.”
San Teodoreto di Ciro († 457)
Compendium doctrinae Christianae, 4
“Il concepimento avvenne senza seme, per la potenza dello Spirito Santo.”
Maria, la nuova Eva, concepisce non per desiderio della carne, ma per ascolto della Parola e obbedienza nella fede (cfr. Luca 1,38).
Conclusione
Matteo, con fine sensibilità teologica e scritturistica, riconosce in Gesù il vero Emmanuele: il Dio che non solo accompagna, ma abita il suo popolo. La scelta della Settanta di tradurre ‘almâ con parthénos non fu un semplice dettaglio linguistico, ma una profetica anticipazione del mistero dell’Incarnazione. Nel grembo verginale di Maria si compie la promessa antica: Dio è veramente con noi, non più come segno, ma come persona viva e presente.
“Grande è il mistero della pietà: Egli si è manifestato nella carne” (1Timoteo 3,16).
Una opinione su "LA SEMPRE VERGINE: LA VERGINITÀ DI MARIA PRIMA DEL PARTO"
I commenti sono chiusi.