di Giuseppe Monno
I protestanti contestano come non ispirata una parte del libro di Ester, cioè l’aggiunta nei primi tre versetti del quinto capitolo che si trova nelle traduzioni cattoliche della Bibbia. Di seguito riporto la versione protestante e quella cattolica molto più lunga rispetto alla prima.
Ester 5,1-3
1 Il terzo giorno, Ester si mise la veste reale e si presentò nel cortile interno della casa del re, di fronte all’appartamento del re. Il re era seduto sul trono reale nel palazzo reale, di fronte alla porta della casa. 2 E quando il re vide la regina Ester in piedi nel cortile, lei si guadagnò la sua grazia; il re stese verso Ester lo scettro d’oro che teneva in mano; ed Ester si avvicinò, e toccò la punta dello scettro. 3 Allora il re le disse: “Che hai, regina Ester? che cosa domandi? Anche se tu chiedessi la metà del regno, ti sarà data”.
Ester 5,1-3
1 Il terzo giorno, quando ebbe finito di pregare, ella si tolse le vesti da schiava e si coprì di tutto il fasto del suo grado. Divenuta così splendente di bellezza, dopo aver invocato il Dio che veglia su tutti e li salva, prese con sé due ancelle. Su di una si appoggiava con apparente mollezza, mentre l’altra la seguiva tenendo sollevato il mantello di lei. Appariva rosea nello splendore della sua bellezza e il suo viso era gioioso, come pervaso d’amore, ma il suo cuore era stretto dalla paura. Attraversate una dopo l’altra tutte le porte, si trovò alla presenza del re. Egli era seduto sul trono regale, vestito di tutti gli ornamenti maestosi delle sue comparse, tutto splendente di oro e di pietre preziose, e aveva un aspetto molto terribile. Alzò il viso splendente di maestà e guardò in un accesso di collera. La regina si sentì svenire, mutò il suo colore in pallore e poggiò la testa sull’ancella che l’accompagnava. Ma Dio volse a dolcezza lo spirito del re ed egli, fattosi ansioso, balzò dal trono, la prese fra le braccia, sostenendola finché non si fu ripresa, e andava confortandola con parole rasserenanti, dicendole: «Che c’è, Ester? Io sono tuo fratello; fatti coraggio, tu non devi morire. Il nostro ordine riguarda solo la gente comune. Avvicinati!». 2 Alzato lo scettro d’oro, lo posò sul collo di lei, la baciò e le disse: «Parlami!».
Gli disse: «Ti ho visto, signore, come un angelo di Dio e il mio cuore si è agitato davanti alla tua gloria. Perché tu sei meraviglioso, signore, e il tuo volto è pieno d’incanto». Ma mentre parlava, cadde svenuta; il re s’impressionò e tutta la gente del suo seguito cercava di rianimarla. 3 Allora il re le disse: «Che vuoi, Ester, qual è la tua richiesta? Fosse pure metà del mio regno, l’avrai!».
Nella versione cattolica leggiamo che Ester, varcate tutte le porte, si presentò davanti al re, che stava assiso sul suo trono, e appena costui ebbe alzato il capo e lanciato uno sguardo di collera, la regina cambiò colore, svenne e si appoggiò sulla spalla della damigella che l’accompagnava. I protestanti affermano che la descrizione fatta nella versione cattolica è contraddittoria, poiché prima dice che Ester si guadagnò il favore del re, ma subito dopo dice che il re lanciò uno sguardo di collera verso la regina.
A questa obiezione rispondo facendo notare una certa incongruenza anche nel Vangelo secondo Luca:
Luca 3,15-22
Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula, la brucerà con fuoco inestinguibile». Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella. Ma il tetrarca Erode, biasimato da lui a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le scelleratezze che aveva commesso, aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione. Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto».
Nel racconto di Luca Gesù viene battezzato da Giovanni dopo che quest’ultimo è stato arrestato. Ma secondo il racconto di Matteo Giovanni battezza Gesù nel Giordano, prima di essere arrestato (Matteo 3,13-17; 12,3), non dopo, mentre stava in prigione, nella quale venne poi decapitato (Matteo 12,3-12). Stando all’obiezione fatta dai protestanti contro la versione cattolica di Ester 5,1-3, per quella incongruenza nel Vangelo secondo Luca dovremmo ritenere quest’ultimo non ispirato. E tuttavia siamo tutti concordi nel ritenere ispirato tutto quel Vangelo. Perciò le contestazioni dei protestanti contro la versione cattolica di Ester 5,1-3 non è sufficiente per negarne l’ispirazione divina.