MARIA REGINA

A cura di Giuseppe Monno

Maria è Regina perché suo Figlio è il Re dei re (Apocalisse 17,14). Nella tradizione biblica, la madre del re godeva di un posto d’onore nel regno: era la gebirah, la “signora” o “regina madre”. Così fu per Atalia, madre del re Acazia (2Re 10,13) e per Betsabea, madre del re Salomone, che fu fatta sedere alla destra del figlio sul trono (1Re 2,19). Questa figura della regina madre prefigura in modo eminente Maria, Madre del Messia e quindi Madre del Re per eccellenza.

Cristo, che ha confermato il comandamento di onorare il padre e la madre (Luca 18,20), non poteva non onorare in modo singolare la propria Madre, elevandola a condividere in modo unico la sua gloria regale. Egli, che siede sul trono del Padre (Apocalisse 3,21), fa partecipare Maria al suo regno, affinché tutte le generazioni la chiamino “Beata” (Luca 1,48). La sua regalità, tuttavia, non è di potere mondano, ma di servizio, di intercessione e di amore materno, secondo la logica del Regno di Cristo (cf. Luca 1,38; Giovanni 2,1-11; Lumen Gentium 59-62).

Giovanni, nell’Apocalisse, contempla nel cielo “una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle” (Apocalisse 12,1). Essa “partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro” (Apocalisse 12,5). Questo Figlio è Cristo, il Messia, di cui il Salmo messianico annuncia:

“Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato. Chiedimi, e ti darò in eredità le genti… Le spezzerai con scettro di ferro” (Salmi 2,7-9).


La “donna vestita di sole” è, in senso pieno, Maria, la Madre del Redentore e la figura della Chiesa gloriosa. Ella appare “vestita di sole”, cioè rivestita della grazia divina, perché è la kecharitoméne, la “piena di grazia” (Luca 1,28). La “corona di dodici stelle” richiama insieme le dodici tribù di Israele e i dodici apostoli: in lei si compendiano il popolo dell’Antica Alleanza e la Chiesa della Nuova Alleanza. Maria è dunque Regina di Israele e Madre della Chiesa, donataci da Cristo sulla croce: “Ecco tua madre” (Giovanni 19,26-27).

La “luna sotto i suoi piedi” indica il dominio sul tempo e sulle vicende mutevoli della storia. Nella Scrittura, infatti, la luna regola i tempi e le stagioni (Salmi 104,19). Maria, ormai assunta in cielo, partecipa della gloria eterna del Figlio e trascende la dimensione temporale: la sua regalità è segno della destinazione ultima di tutta la Chiesa, chiamata a regnare con Cristo per sempre.

Perciò la Chiesa la venera come Regina del cielo e della terra, non perché le sia attribuito un potere indipendente da Cristo, ma perché la sua maternità spirituale e la sua intercessione regale derivano interamente dalla signoria del Figlio. In Lei si manifesta il compimento perfetto della creatura redenta, pienamente unita al Re dei re, nel trionfo della grazia e della gloria.

Pubblicato da Cristiani Cattolici Romani

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